LA VISITA MISTERIOSA
per ascoltare le leggende di Bologna

Nati per invogliare i bolognesi a riscoprire la città post lockdown, i tour proposti da Bolognawelcome ora piacciono anche ai turisti. Tra i tanti, ce ne è uno che esplora la parte più misteriosa della città. Si parte dal santuario di Santa Maria della Vita per conoscere la storia della compagnia dei battuti, la confraternita che usava il cilicio, si passa da piazza Galvani e si ascolta la storia di Giuseppe Aldini, nipote del grande fisiologo Galvani. Portò a Londra gli esperimenti dello zio, riuscì in qualche modo a far “muovere” un cadavere e ispirò il Frankenstein di Mary Shelley. La guida Fabio Bergonzini ti parlerà poi di una presunta strega bruciata in piazza San Domenico e di un diavolo di bronzo all’angolo di casa Farini (10 euro, bolognawelcome.com).

L’USCITA IN BARCA
per vedere le ville e i castelli sulle sponde del Garda

Il lago visto dall’acqua ha tutto un altro fascino. Si naviga tra barche a vela e motoscafi, si ammirano le torri del castello medioevale di Lazise, si passa da villa Canossa, che può essere vista bene solo da qui perché non è aperta al pubblico. Si trova proprio sotto le pendici del monte Baldo, in località Scaveaghe, e ha uno splendido parco all’inglese con terrazzamenti di aiuole. La “Portofino del lago di Garda” è a due passi: si tratta di San Vigilio, una penisola perfetta per una foto d’autore.

Qui si staglia sullo sfondo villa Guarienti, a cui si accede percorrendo un viale di cipressi secolari che attraversa un oliveto, una chiesetta, una locanda storica e un parco. Il tour prosegue alle isole del Garda e San Biagio, al parco naturale Rocca di Manerba, dove avvistare uccelli acquatici e rapaci, per arrivare poi alle Grotte di Catullo, una villa romana che risale al primo secolo a. C. e che occupava quasi due ettari con terrazze e porticati. La gita in barca che tocca tutte queste località dura 6 ore e costa 53 euro, ma Gardavoyager organizza anche uscite personalizzate con aperitivi e degustazioni (gardavoyager.com/it).

→ Il 24 e 25 ottobre il Fai apre ville, palazzi e giardini per le sue giornate d’autunno. L’obiettivo? Svelare gli angoli meno conosciuti d’italia (fondoambiente.it)

IL PERCORSO IN BICICLETTA
per osservare da vicino la laguna di Venezia

Bicipark laguna Venezia
In bici a Venezia

C’è una pedalata facile facile e adatta a tutti, anche ai bambini, che ti fa scoprire le isole di Venezia. L’itinerario passa per i borghi dei pescatori con le case colorate e le piccole piazze fiorite, costeggia lunghe spiagge e copre sentieri sterrati che attraversano boschi e pianure. In tutto sono 40 km intervallati dai passaggi in traghetto (controlla gli orari e la possibilità di imbarcare la bici). Si parte dal Lido di Venezia San Nicolò (qui trovi i noleggi come venicebikerental.com, per esempio) e si pedala verso nord dove sorge l’ex monastero benedettino che custodisce un prezioso coro ligneo del 1635.

Dopo aver costeggiato il cimitero ebraico, si raggiunge il lungomare Marconi con i palazzi del Casinò, della Mostra del Cinema e del Grand Hotel Excelsior. Oltrepassato il centro si arriva a Malamocco, uno degli insediamenti più antichi della laguna. Nell’oasi degli Alberoni, oltre a sparvieri, gheppi e guccioni, puoi vedere i fratini che nidificano in mezzo alla sabbia o i fraticelli a caccia di pesci. Dopo aver cercato di avvistarli, è tempo di prendere il traghetto per Pellestrina e pedalare verso Portosecco (qui è ancora possibile incontrare le signore che lavorano al tombolo) e verso il centro dell’isola con le case del Seicento. Chi vuole proseguire può raggiungere l’oasi di Ca’ Roman e tornare indietro. Se ti piacciono le due ruote su veneto.eu trovi altri percorsi nella natura.

LA DISCESA SOTTERRANEA
per ammirare i reperti archeologici di Catania

SAN GAETANO ALLE GROTTE Catania
San Gaetano alle Grotte a Catania

Amenano non è solo il nome della più bella fontana di Catania, davanti al mercato del pesce. Si chiama così anche il fiume sotterraneo che segna nel suo passaggio alcuni dei luoghi più significativi ma meno conosciuti in città. Come il complesso delle Terme Achilliane, strutture del IV secolo visibili sotto la piazza (si accede dal Museo diocesano, 7 euro, museodiocesanocatania.com). O il teatro greco romano, al 266 di via Vittorio Emanuele, un insieme di rovine incastonate tra le case di un vecchio quartiere: le eruzioni laviche e i terremoti hanno abbassato il livello del terreno fino a incontrare il fiume sotterraneo che bagna la zona dell’orchestra.

La tappa successiva è a 5 minuti, direzione castello Ursino: qui si trova il pozzo di Gammazita, scavato nella roccia lavica. Lo gestisce una cooperativa che organizza, nel cortile di accesso, spettacoli teatrali, aperitivi e visite gratuite (gammazita.it). Ultima tappa al Monastero dei Benedettini. All’esterno un trionfo di architetture barocche, mentre all’interno conserva un piano interrato con le cantine dei monaci e i resti di una casa romana (8 euro, piazza Dante 32).

IL GIRO STREET ART
per visitare il quartiere Ostiense di Roma

L’arte e il colore possono trasformare la zona residenziale di una metropoli in una meta turistica. È il caso dei graffiti che colorano i muri nel quartiere Ostiense a Roma, già interessante per alcuni reperti di archeologia industriale come i mercati generali e il Gazometro, la struttura ripresa nel film Le fate ignoranti di Ferzan Ozpetek. Proprio su via dei Magazzini Generali c’è un muro rosso lungo 60 metri con i volti dei personaggi che hanno ispirato lo street artist romano JB Rock. La sua All of Fame va da Dante Alighieri a Elvis, fino a Zorro.

Poco distante, all’incrocio tra via Porto Fluviale e via delle Conce, enormi volti extraterrestri scrutano i passanti. È l’opera che l’artista Blu (i cui murales sono in Palestina, Nord e Sud America) ha pensato per attirare l’attenzione su un edificio occupato dai movimenti di lotta per la casa. Di fronte, Hunting Pollution di Iena Cruz, è realizzato con una pittura in grado di ridurre l’inquinamento. In via del Porto Fluviale 67, sulla Pescheria Ostiense c’è poi il grande nuotatore dell’illustratore Agostino Iacurci. Da non perdere, l’opera Every angel is terrifying di Ozmo, pioniere della street art italiana (su via Ostiense). Lì vicino, alla Trattoria Pennestri, in via Giovanni da Empoli 5, un team giovane serve la cucina
romana rivisitata in chiave gourmet.

LE PASSEGGIATE GREEN
per conoscere i giardini di Firenze

Quella di Boboli è una meta splendida e irrinunciabile, ma Firenze nasconde altre aree verdi affascinanti (visittuscany.com). Si parte da Giardino Corsini, all’interno del palazzo omonimo, vicino al convento di Santa Maria Novella: i bambini lo adorano perché custodisce un labirinto, due boschetti e 100 esemplari di tartarughe (10 euro, giardinocorsini.it). In direzione Santa Maria del Fiore, anche il bel palazzo Budini Gattai nasconde una sorpresa: un giardino all’italiana con fontana monumentale e un curioso bosco di banani (6 euro, palazzobudinigattai.it).

Mezzo chilometro più su si fronteggiano due giardini dallo stile opposto. Da una parte quello raffinato del palazzo della Gherardesca, parco dell’hotel Four Season, visitabile su richiesta o nel periodo natalizio per bere un tè sotto la sequoia gigante (fourseasons.com), dall’altra gli Orti Dipinti, spazio urbano aperto a tutti, dove si tengono lezioni di yoga o corsi di pollice verde (ortidipinti.it). Infine, il giardino dell’Iris, in piazzale Michelangelo, offre la vista di centinaia di questi fiori (societaitalianairis.com), mentre il Terzo giardino è un’installazione di verde selvaggio lungo l’Arno (Lungarno Serristori 19).

IL PELLEGRINAGGIO 2.0
per perdersi tra le edicole votive di Bari

C’è un patrimonio nascosto tra cortili, strade e arcate di Bari vecchia. Sono le 240 edicole votive, tempietti sacri che ancora oggi vengono curati e custoditi dagli abitanti dei quartieri. C’è chi li chiama madonnelle e chi capitelli, e sono quasi sempre vestiti a festa con fiori, lumini, pizzi e merletti, segno di una devozione popolare ancora viva che dice tanto della storia di questa città. Il modo migliore per scoprire le edicole è perdersi nei vicoli tra il castello e la Basilica di San Nicola, ma chi vuole puntare sulle immagini più rappresentative può seguire questo tour.

Proprio alle spalle del castello, in corte Cavallerizza 13, c’è un bassorilievo che rappresenta una Madonna con bambino del Seicento e conserva i colori delicati sulle vesti. Cento metri più avanti, in strada Dietro San Vito 21, una teca conserva un olio ottocentesco su rame che raffigura la Madonna del Rosario, stesso stile dell’Addolorata due cortili più in là, al numero 2 di corte Pavone. L’Addolorata è una delle immagini che torna spesso nelle edicole di Bari, così come il patrono San Nicola, che si trova in vico del Carmine 1. Chi ha voglia di camminare può scoprire la graziosa teca con la Madonna protetta dall’arco di Santo Spirito tra drappi in seta e una volta stellata. O la statuetta in gesso in Strada Tresca voluta da un barese dopo aver ricevuto una grazia.

Napoli e i suoi Palazzi

Se percorri i 500 metri del decumano di Napoli (tutta via Benedetto Croce) scopri i palazzi che riassumono gli stili architettonici della città. I loro portali sono unici. Sotto quello barocco in roccia vulcanica di Palazzo Filomarino sono passati gli intellettuali che frequentavano la biblioteca di Benedetto Croce. Più avanti, l’ingresso di Palazzo Venezia nasconde un cortile e uno scalone monumentale. Palazzo Carafa della Spina ha mascheroni in altorilievo, satiri che fanno da cariatidi e mostri marini. Il tour con heartofthecity.it costa 15 euro con aperitivo.

Tra le farmacie di Torino

Regia farmacia XX Settembre
La Regia farmacia XX Settembre a Torino

Torino custodisce un ricco patrimonio di farmacie storiche e belle come musei. Qui qualche esempio. La Farmacia Almasio, in piazza Statuto, conserva gli arredi originali in legno di noce; la Regia Farmacia Masino, in via Maria Vittoria 3, risale al 1667 ed espone contenitori in legno dipinto del tardo Seicento. La Regia farmacia XX Settembre, al numero 87, risale al Cinquecento e tre secoli dopo passò allo Schiapparelli, precursore dell’industria farmaceutica italiana. Nel retrobottega si riunivano intellettuali e politici, da Cavour a Crispi (museotorino.it).

→ Fino al 19 dicembre, l’Oratorio di San Tiburzio, a Parma, avrà un tetto di fiori. È l’installazione di una artista inglese pensata per portare i turisti in un luogo meno noto della città

→ Una regione si rivela anche con i suoi sapori. Nelle Marche, ad Acqualagna, si tiene la fiera del Tartufo Bianco il 25 e 31 ottobre e l’1, 7, 8, 14 e 15 novembre (turismo.marche.it)