Sei milioni di cinquantenni, tante come gli abitanti di una grande metropoli europea: ecco quante sono le donne che oggi, in Italia, hanno varcato la soglia di questa età. Un vero esercito, destinato a crescere, visto che le previsioni Istat ci dicono che nel 2013 supereranno i 7 milioni. 

Le 50enni di oggi non dimostrano la loro età

Ecco il ritratto che emerge da chi è nato nei mitici anni Sessanta. «La dipingerei come una generazione nascosta, nel senso che la maggior parte non dimostra affatto l’età che ha» spiega Mauro Ferraresi, docente di Sociologia della comunicazione e dei consumi all’università Iulm di Milano. «Sono nel pieno dell’esistenza, della carriera e degli affetti. Ci sono quelle ancora alla ricerca del grande amore, quelle al secondo matrimonio, quelle che si buttano in un nuovo lavoro: la progettualità e il senso del futuro sono davvero elevati. Fino a poco tempo fa le cinquantenni si sentivano arrivate, ora sanno che c’è ancora molto da fare. Certo, non mancano le ombre: in questa fase, infatti, inizia quello che i sociologi chiamano “effetto sandwich”, ovvero l’essere stritolate tra la cura dei figli, non ancora indipendenti o bisognosi di aiuto per i loro bimbi, e quella dei genitori anziani».


Le 50enni di oggi si vedono migliori delle loro madri

Sul fronte dei consumi, invece, sono il gruppo più attivo, perché hanno maggiore disponibilità economica rispetto alle 30enni, unita a grande voglia di fare. «Vivono una seconda giovinezza» aggiunge Ferraris. «Desiderano imparare a ballare il tango, studiare una nuova lingua, viaggiare o diventare skipper, realizzare i famosi sogni nel cassetto. Quindi, via libera a corsi, abbonamenti in palestra, weekend lunghi e shopping per se stesse». A caratterizzare queste signore è anche la varietà. «È la generazione che racchiude più sfaccettature» nota Laura Gemini, professoressa di Sociologia dell’immaginario e culture visuali all’università Carlo Bo di Urbino. «Sono figlie della cultura punk, ma anche del cattolicesimo, hanno respirato l’impegno politico e pure il disincanto. Si vedono migliori delle loro madri perché hanno preteso la parità, però non sempre l’hanno ottenuta».

Le 50enni sono resilienti. Nella mente e nel corpo

Sono consapevoli e resilienti. La resilienza è un’arma preziosa, è la capacità di adattarsi alle complicazioni e agli imprevisti quotidiani senza subirli. In questa fase è all’apice perché la saggezza e il disincanto la amplificano. Insomma, non si incassa solo il colpo, ma si trasforma un problema in una nuova opportunità». Una spinta positiva che si riflette anche nel rapporto con il proprio corpo. «Le 50enni si piacciono, sono in forma e in salute, grazie ai progressi della scienza» conclude Gemini. «Non seguono solo le mode ma le reinterpretano. Hanno voglia di prendersi cura di se stesse e combattono le rughe con ironia». La conferma arriva da un nuovo studio firmato BioNike.

Le 50enni vogliono vivere bene la loro età

«Le donne hanno un approccio positivo al tempo che passa. Apprezzano la maggiore libertà e non credono nei miracoli, ma desiderano sentirsi belle, ovvero sane, naturali, luminose» spiega Reginetta Trenti, responsabile marketing scientifico di BioNike. E se la resilienza è un mantra sul fronte psicologico lo diventa anche in campo estetico. «La pelle possiede questa caratteristica perché si adatta ai cambiamenti.

In menopausa, però, questa forza diminuisce perché manca il supporto degli estrogeni. Servono quindi cosmetici mirati che hanno l’obiettivo di fare vivere bene alla pelle questo importante momento di passaggio. Si tratta di prodotti formulati sfruttando le più recenti innovazioni in tema di attivi naturali e biotecnologici capaci di compensare gli effetti dei cambiamenti ormonali e rinforzare pertanto la resilienza cutanea». Si è scoperto che tra gli ingredienti più efficaci, per esempio, ci sono alcuni estratti floreali come quello di rosa damascena, che ha proprietà tonificanti ed elasticizzanti e rende la pelle più resistente.

La ricerca segue questa direzione. «La scienza cerca principi attivi ed estratti che sopperiscono alla mancanza di resilienza cutanea» dice Mariuccia Bucci, dermatologo plastico e segretario scientifico di Isplad (International society of plastic aestetic and oncologic dermatology). «Non solo: i cosmetici diventano hi-tech perché imitano la tecnologia e agiscono come laser e botox. Il futuro, poi, si chiama cosmetogenomica, ovvero prodotti formulati in base al Dna e al singolo problema, personalizzati e super efficaci». La bellezza, quindi, va a braccetto con la scienza. «L’ingegneria genetica e la biochimica studiano nuovi elementi per aiutare una pelle che non si rigenera, non resiste più agli urti della vita come stress, inquinamento e sole» aggiunge Corinna Rigoni, specialista in Dermatologia e presidente fondatrice dell’Associazione Donne dermatologhe Italia. «Si studiano texture che vanno sempre più in profondità grazie alle nanoparticelle che compongono gli elementi. E si analizza la pelle in 3D, con strumenti avveniristici che la “scannerizzano” non solo in superficie per carpire ogni suo segreto».