Alla scoperta della Valnerina, gioiello nel cuore del Centro Italia

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Nina Gigante

È parte di quella zona che un anno fa ha dovuto fare i conti con il terremoto. Ma ora è pronta ad accogliere i turisti nei suoi borghi tranquilli, immersi nella natura e con un’autentica cucina del territorio

Dal 2016, quando ti capita di leggere di Norcia, Accumoli e Amatrice, pensi al terremoto che ha devastato la zona. È per questo che le località che si trovano sulla dorsale appenninica, in quella verdissima zona d’Italia che separa l’Umbria dalle Marche, hanno visto drasticamente calare il flusso di turisti. Ma gli abitanti non si sono dati per vinti e, oltre a ricostruire case e scuole, hanno messo a punto un pacchetto di offerte da prendere al volo. Regalati un weekend alla scoperta della Valnerina e del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, nel territorio compreso tra Norcia, famosa per aver dato i natali a San Benedetto, e il suggestivo altopiano di Castelluccio: ti attendono eccellenze enogastronomiche, boschi e sentieri da percorrere a piedi o a dorso di mulo, abbazie medievali e laboratori moderni dove imparare antiche tradizioni artigianali.

Prima il trekking, poi il relax alle terme

La Valle del Nera è il regno del free climbing, del rafting e delle escursioni lungo le antiche mulattiere che, per secoli, hanno costituito le uniche vie di comunicazione tra i borghi, mentre nel Parco dei Monti Sibillini puoi intraprendere itinerari in mountain bike (sibillini.net). Lungo “la strada delle fate”, per esempio, potrai inoltrarti sul sentiero dove, secondo la leggenda, le fatate ancelle della Sibilla, maliarda Signora della valle a cui dà il nome, scendevano dai colli sotto sembianze animalesche per sedurre i giovani pastori. Arrivata fin qui, ti meriti una sosta nelle terme più belle dell’Umbria: a Triponzo, nelle vasche termali già note a Virgilio e ora rimodernate, potrai godere di cascate di ghiaccio, docce emozionali, bagno turco e trattamenti individuali.

Alla scoperta dei tesori gastronomici

Lenticchie, farro, tartufi, prosciutti, olio, vino: le rinomate eccellenze Igp di queste terre non deluderanno le aspettative. La Piana di Castelluccio si riempie di fiori e colori in primavera per consegnarti, adesso, le rinomate lenticchie, che assaggerai nella tradizionale zuppa alla castellucciana, una minestra a base di verdure, pane raffermo e olio. Non perderti quella che viene chiamata “la conca d’oro”, dove si coltivano i preziosi legumi. O attraversala a cavallo con le escursioni di Sibillini’s Ranch che si spingono fino al confine con le Marche. A Monteleone di Spoleto, invece, gusta il farrotto, un risotto a base del cereale coltivato qui nella sua variante più pregiata (il Triticum dicoccum, prodotto Igp) e a Scheggino gli strangozzi al tartufo, la pasta all’uovo fatta in casa e impreziosita da scaglie dell’oro nero tipico di questi luoghi. A Norcia, infine, è d’obbligo assaggiare formaggi e salumi che rendono inimitabile nel mondo l’arte della norcineria.

I racconti davanti ai telai

Vuoi imparare un mestiere artigianale antico plasmando un materiale ecofriendly e alla moda? A S. Anatolia di Narco c’è il Museo della Canapa, un piccolo gioiello tutto al femminile, dove ti insegnano a tessere su telai d’epoca filati e borse dal design contemporaneo. Le caratteristiche di quest’erba, riscoperta anche dall’alimentazione naturale e dalla cosmesi come preziosa fonte di omega 3, ti verrano spiegate dagli anziani coltivatori della zona. Alla Casa dei Racconti di Vallo di Nera, il borgo più bello della valle, che si staglia, bianco, tra il verde dei boschi, puoi invece ascoltare storie popolari e canti d’epoca, raccolti nell’Armadio della Memoria, e partecipare a laboratori di scrittura creativa.

Sulle tracce di Giotto

Costeggiando le sponde verdeggianti del fiume Nera, lungo la strada che per secoli hanno percorso viandanti e monaci, si raggiunge l’Abbazia dei Santi Felice e Mauro, uno dei più antichi insediamenti degli eremiti in valle, con rosone e mosaici splendidi. A S. Anatolia di Narco meritano una sosta gli affreschi giotteschi de La Processione dei Bianchi nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Se sei romantica, inerpicati oltre la conca verde di Pian delle Melette, fino alla Chiesa di Santa Cristina: le donne del luogo giurano di non conoscere nessuna che, pregando qui dentro, non si sia sposata entro l’anno.

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