Cat café bar gatto
Il Romeow Cat Bistrot, a Roma, dove puoi gustare un’ottima cucina veg.

Cat café: i bar dove ad accoglierti c’è un gatto

Piacciono anche in Italia i Cat café, bistrot che, oltre alla consumazione, ti offrono la compagnia di un micio. Cosa c’è di più rilassante che gustare una tazza di tè accarezzando una morbida palla di pelo?

Sembrava una delle tante mode passeggere soffiate dall’Oriente. Invece, i Cat Café, cioè i bar e bistrot che insieme alla consumazione offrono la compagnia dei gatti, dopo aver conquistato le principali città italiane si sono allargati alla provincia e diffusi da nord a sud. La formula funziona e il fatto di aver resistito ai lockdown lo dimostra. Il motivo? Sono originali e naturalmente rilassanti, piacciono agli appassionati di felini ma anche ai semplici curiosi e, oltre a tante coccole gratis, propongono formule gastronomiche e di ospitalità innovative.

I locali sono trendy

Il Romeow Cat Bistrot di Roma (romeowcatbistrot.com), in un ambiente bohémien, offre una cucina vegana molto raffinata (ha vinto qualche anno fa il cooking show Quattro ristoranti di Alessandro Borghese). Qui si degustano piatti originali come i gyoza ripieni di funghi cardoncelli o il cacciucco di jackfruit con il pane rustico da farine macinate a pietra. Tutto rigorosamente bio e tutto mentre sei gatti fanno le fusa nel divanetto accanto ai tavoli o si arrampicano sugli scaffali a loro dedicati.

Al diCaneinGatto di Martignacco, caffetteria in stile industrial vintage in provincia di Udine (dicaneingatto.it), il pezzo forte è la libreria: il massimo, qui, è stare in poltrona a sorseggiare un tè e leggere un libro con un gatto sulle gambe da accarezzare. Magari riflettendo su una possibile adozione visto che il locale sostiene l’associazione dedicata, Zampa su Zampa.

Cat café bar gatto
Al Romeow Cat Bistrot, a Roma.

Gattò Bistrot a Portici, nel napoletano (facebook.com/GattoBistrot), invece, ha puntato tutto sulle birre artigianali, comprese alcune sperimentali con il lattosio e le spezie. Anche se la vera attrazione qui si chiama Procolo, uno dei pochi gatti a sopportare anche le energiche carezze dei bambini (chi conosce bene i gatti sa che è una rarità).

I gatti sono mansueti e hanno un buon carattere

I padroni indiscussi di questi locali sono loro, i gatti, quasi mai esemplari di razza ma “pelosetti” in cerca di casa. «I miei li ho trovati tramite un’associazione che salva i randagi: Iris e Hope erano stati strappati alla madre appena nati e abbandonati per strada dentro una scatola, Oliver era stato investito, Carlotta è sopravvissuta a un avvelenamento» racconta Cristina Ritano, 29enne di Cagliari che ha aperto il suo Cat Café di Chry grazie ai fondi europei di Garanzia giovani (catcafedichry.webnode.it). Certo, non tutti i gatti sono adatti a questo “lavoro”: «Devono essere mansueti e coccoloni, disposti a farsi accarezzare dai clienti» continua Cristina.

Vale anche il contrario, non tutti i clienti sono adatti a un Cat café. «Per questo nei locali c’è un regolamento all’ingresso che vieta, per esempio, di fare foto con flash o infastidire i gatti se dormono». Regole che sono valide in tutto il mondo, dai celebri ed elegantissimi Café de Chats di Parigi (lecafedeschats.fr) al Lady Dinah’s Cat Emporium di Londra (ladydinahs.com), fino allo storico Calico Shinjuku di Tokyo, la patria di quelli che qui si chiamano Neko Café. E dove si stanno studiando varianti bizzarre, per esempio con i procioni, i gufi e i ricci. Formule estreme, visto che in questo caso gli animali sono in cattività. Il format dei Cat Café è possibile infatti perché i gatti sono animali non solo domestici ma anche molto pigri, che amano stare in compagnia sì, ma per i fatti loro. Per questo sono persino più adatti dei cani a convivere con chi vuole pranzare o prendere un caffè in pace.

Il format dei Cat Café piace ai giovani

Nei Cat Café entrano soprattutto ragazzi che vogliono un posto tranquillo dove studiare. «Chi ama i gatti conosce bene il piacere del batuffolo di pelo accoccolato sul libro o dello “scaldino” naturale sulle ginocchia» aggiunge Cristina. «La compagnia dei mici è rilassante, un piacere gratuito che ti mette in connessione con una dimensione naturale e anche un po’ misteriosa dei gatti». Che di solito si prestano naturalmente alla pet teraphy.

«La nostra Iris, per esempio, viene a farmi le coccole quando ho mal di testa e se entra un gruppo, lei annusa tutti e poi sceglie solo uno per farsi prendere in braccio, di solito proprio chi ne ha più bisogno. Tigro, invece, l’ultimo arrivato, accoglie i clienti che entrano e li segue fino al tavolo, mentre Carlotta si accuccia a fianco di chi si accomoda sul divano: gesti delicati e spontanei che hanno un effetto magico e dirompente in chi entra cercando un attimo di quiete. Il piacere di una pausa pranzo o caffè è così amplificato al massimo». Anche perché questi luoghi sono studiati prima di tutto a misura di gatto, non c’è musica né affollamento, solo pace, relax e silenzio. Al massimo il ronf ronf delle fusa che suona come un benefico mantra.

Cat café bar gatto
Crazy Cat Café, a Milano, ha anche uno shop interno.

CAT CAFÉ: GLI ALTRI INDIRIZZI DA NON PERDERE

Crazy Cat Café a Milano Organizza eventi di sensibilizzazione sull’adozione dei gatti e serate a tema. Offre brunch con prodotti fatti in casa e un angolo shop a tema “gattara” (crazycatcafe.it).
Neko Café a Vicenza È un club (serve la tessera) dove si ascoltano vecchi vinili e si fanno aperitivi a tema o serate cineforum. Sempre accarezzando gatti (nekocafe.it).
Nero Miciok Cat Café a Palermo Arredato come una casa anni Settanta, con zona salotto e sala da pranzo, è famoso per gli originali pancake salati, oltre che per i gatti.

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