Donne in viaggio: dove, come e con chi

16 07 2018 di Eleonora Lorusso
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Aumenta il numero di donne che decide di trascorrere le vacanze da sola, non necessariamente in cerca dell'anima gemella. Come single o gruppo con amiche, i "viaggi rosa" conquistano varie fasce d'età. Ecco dove e come organizzarsi l'estate (e non solo)

Negli ultimi 10 anni le donne che decidono di fare le vacanze da sole sono aumentate del 70%, secondo una ricerca di Newsweek. In 517 mila solo lo scorso anno hanno scelto i cosiddetti "viaggi rosa", con una crescita del 9,2% rispetto al 2016. Secondo l'Istat sono persino 1 milione e 400 mila le donne che scelgono il cosiddetto femail travelling: una valigia, molta voglia di dedicarsi del tempo e nessuna compagnia maschile sono gli ingredienti di questo nuovo modo di trascorrere una parte del periodo estivo, ma non solo. La voglia di essere indipendenti, di conoscere nuove persone o ritrovare se stesse dopo una separazione, un divorzio (specie quando i figli sono diventati più grandi) fanno sì che la voglia di viaggiare da sole riguardi tutte le fasce d'età. E' per questo che ai pacchetti pensati per chi cerca l'anima gemella, si sono man mano affiancati quelli che offrono anche mete culturali o occasioni per stringere nuove amicizie. Ecco quali sono le possibilità e come orientarsi anche sul web.

Viaggiare da sole

Un tempo viaggiare da soli, e in particolare da sole, era considerato un tabù. Oggi le cose sono molto cambiate e non solo per le ragazze più giovani. Moltissimi sono i siti specializzati in questo tipo di turismo, che sta aumentando a vista d'occhio (insieme al numero di single e alla diminuzione dei matrimoni). "Le ricerche dicono che cresce il numero di viaggiatrici, mentre diminuiscono i pregiudizi nei loro confronti: Fino a qualche tempo fa se facevi una vacanza da sola, venivi guardata male: si pensava che non avessi trovato nessuno che volesse partire te. Oggi, invece, è chiaro che si può viaggiare da sole semplicemente perché i propri interessi o ferie non coincidono con quelli di amici o familiari. Oppure semplicemente perché si vuole dedicare del tempo a se stesse, facendo solo ciò che si desidera" spiega a Donna Moderna Francesca Di Pietro, Travel Psychologist & Coach e responsabile del sito www.viaggiaredasoli.net.

Un altro sito che offre indicazioni alle turiste è Permesola.com, dedicato alle Travelling Women e che si definisce il "primo web magazine per donne viaggiatrici". Oltre alle idee di viaggio, ha un blog e una community di donne che "vogliono incontrarsi, conoscersi, scambiare idee e magari viaggiare insieme".

Partire senza un marito, un fidanzato o un compagno, infatti, non significa necessariamente non avere compagnia. Alcune donne, sia ragazze che over 40/50, preferiscono infatti fare vacanze con un gruppo di amiche.

Dove andare?

Se i motivi per i quali una donna decide di vivere le proprie vacanze da sola sono molti e differenti, anche le località da raggiungere sono numerose. "All’inizio molte hanno delle perplessità, soprattutto per quanto riguarda le mete da scegliere" spiega l'agenzia Viaggiandogo, che studia pacchetti specifici che vanno incontro alle esigenze femminili (http://www.viaggiandogo.com/viaggi-per-le-donne/). Si va dal tour nelle capitali del Nord Europa ai viaggi di gruppo per sole donne con una guida, ai soggiorni a tema, come quello sull'Ashtanga Yoga a Gozo.

Ma come decidere dove andare? Sul sito www.trippando.it un test aiuta a orientarsi, a seconda di carattere e gusti.

I consigli prima di mettersi in viaggio

Una volta deciso di partire, ecco qualche consiglio utile per le donne viaggiatrici.

1) "Portarsi poche cose: "Si dice spesso che il bagaglio sia un limite nella vita, perché comporta più preoccupazioni, allora consiglio di viaggiare leggere: si avranno meno cose di cui occuparsi o che si teme di perdere, meno peso e meno bisogno di chiedere aiuto, oltre al fatto che si sarà più dinamiche" spiega Francesca Di Pietro.

2) Fidarsi del proprio sesto senso: "Io parto dal presupposto che per una donna viaggiare da sola non sia più pericoloso rispetto a girare in una delle nostre grandi città. Spesso il sesto senso ci aiuta a capire se una situazione è anomala: ad esempio, se ci si trova in un posto con poca gente e si ha la sensazione che qualcosa non va, meglio fidarsi di ciò che si percepisce ed eventualmente non girare a piedi, ma prendere un taxi" consigli l'esperta e psicologa.

3) Sorridere e fare amicizia: "In viaggio si tende a conoscere più persone rispetto a quando ci si trova nella propria città. Se si viaggia in solitaria, è comune attaccare bottone con uno sconosciuto, che sia maschio  o femmina - dice la coach - Occorre uscire da una certa forma mentale: in Italia si tende a non parlare con chi non si conosce, mentre soprattutto all'estero è più facile che uno vada al ristorante o al bar da solo o da sola e quindi si trovi a parlare con altri clienti. Non significa che ci stia 'provando', magari è solo una persona socievole".

4) La sicurezza: "Se è vero che viaggiare da soli possa comportare lo stesso rischio per uomini e donne, è anche bene non dimenticare qualche accorgimento, come evitare di essere troppo provocanti in certi contesti. In viaggio, specie in alcune zone, meglio preferire un low profile per non attirare l'attenzione di persone indesiderate" consiglia ancora Di Pietro.

5) Evitare sostanze stupefacenti: "Può sembrare superfluo, ma preferisco ricordarlo: niente sostanze stupefacenti" conclude l'esperta.

I pregiudizi

"Uno dei pregiudizi più radicati nei confronti delle donne che viaggiano sole è che lo facciano perché non hanno trovato nessuno che voglia partire con loro: non c'è niente di più sbagliato, le donne che trascorrono le vacanze da sole lo fanno spesso per scelta, per dedicare del tempo solo a se stesse e alle cose che amano" dice Francesca Di Pietro. A questo proposito un sito, che aiuta a mettere in guardia dalle domande irritanti che vengono rivolte alle donne che si dedicano al femail travelling, è poi Inviaggiodasola.com.

Un altro "freno" a mettersi on the road da sole è l'idea che si possa spendere di più. "Questo è vero in parte, cioè ad esempio se si scelgono hotel di grandi catene nel mondo, dove vengono applicate maggiorazioni sulle camere 'ad uso singola', ma questo tipo di esperienza in solitaria povrebbe essere affrontato in modo diverso. Se si punta sulla sharing economy, sulle offerte 'in condivisione', sicuramente si risparmia. Si possono scegliere ad esempio formule come Airbnb, scambi casa o per le più giovani il couchsurfing (con famiglie o singoli che offrono letteralmente 'il divano', dunque un semplice posto letto). Per i pasti ci sono ormai molti home restaurant, con privati che organizzano cene in casa propria. Per i trasferimenti, invece, sono molti i servizi come quelli messi a disposizione da Blablacar: in tutti i casi si hanno più socialità e risparmio" suggerisce la Travel Psychologist, con una laurea in Psicologia ed esperienza come Coach e nel settore dei viaggi.

App e "servizi rosa" speciali

Smartphone, tablet e in generale internet aiutano molto chi sceglie di puntare a vacanze da single. Esistono vere e proprie app (e hashtag) dedicati: è il caso del sito di tecnologia americano Mashable che ha lanciato su Twitter l’hashtag #GirlsTravel, con lo scopo di creare uno spazio nel quale scambiarsi consigli, informazioni utili e foto di luoghi da visitare.

Punta maggiormente sulla sicurezza, invece, www.siamosicure.it, che in caso di emergenza trasforma il cellulare in una sorta di 'dispositivo d'allarme', in grado di emettere anche segnali acustici. Esistono poi Paesi nei quali viaggiare da sole è ancora poso diffuso, dove alcuni retaggi resistono. Tra questi c'è l'India, dove però è stato realizzato il progetto #VistaraWomanFlyer, pensato dalla compagnia aerea indiana Vistara per tutelare le donne viaggiatrici. Offre, ad esempio, posto a sedere vicino al finestrino o al corridoi, anche senza una precedente prenotazione e si fa promotrice di servizi contro le possibili molestie nei confronti del gentil sesso.

Naturalmente sul sito della Farnesina, le pagine Viaggiaresicuri.it offrono indicazioni sui Paesi più a rischio o da evitare, in base alla pericolosità sociale, a eventi meteorologici o da un punto di vista sanitario.   

Indicazioni pratiche in Rete

Uno dei pensieri più ricorrenti, prima di mettersi in viaggio, è quello di aver dimenticato qualcosa. Se si viaggia da sole, poi, può diventare una vera fonte di ansia. Ecco che le App Pack the Bag e PackPoint aiutano a mettere in valigia tutto il necessario, a seconda della propria meta.

Per evitare di potarsi pesi inutili, poco piacevoli soprattutto per la schiena, Tripwolf viene in soccorso con cartine scaricabili sul proprio smartphone e utilizzabili anche offline. Per controllare orari di voli, bus e metro locali o individuare degli autonoleggi è invece possibile ricorrere a www.wordlmate.com, un'applicazione che consente anche di contattare hotel e calcolare tempi di trasporto e collegamenti in caso di più spostamenti. Sempre in questo ambito anche Blablacar ha studiato una serie di servizi dedicati alle donne (https://www.blablacar.it/ladies-only).

Tra le altre App utili, ecco poi GoEuro (per aerei, autobus e treni), Google Toilet Locator (per individuare toilette in viaggio), Sobsleep (per navigare anche senza connessione), YAMGU (dedicata al social travelling) e ancora Universal Doctor Speaker (per tradurre le indicazioni mediche multilingue) e Prepare for Impact (per spiegare cosa fare in caso di emergenze in volo).

Infine, informazioni preziose sulla presenza e ubicazione di ristoranti, bancomat e farmacie sono disponibili tramite Aroundmeapp.com. A proposito di salute, la Commissione europea ha messo a punto una App in 23 lingue per poter sapere esattamente come comportarsi in un paese europeo in caso di emergenze sanitarie (info su http://ec.europa.eu/social).

Le community

Per le internaute esistono veri e propri spazi sul web dove scambiarsi informazioni ed esperienze di viaggio, come su Pinktrotters, dove è anche possibile trovare compagne di vacanza. Una delle più grandi community italiane di donne che viaggiano da sole si trova poi su Facebook, dove Viaggiodasolaperché ha una propria pagina. È definito come "un sito, network e blog di donne che viaggiano in solitaria ma che fanno rete tra loro. Viaggiare da sole non significa essere sole ma, anzi, è un modo per entrare profondamente in contatto con se stesse e con gli altri". Sul social blu si trovano racconti di viaggio, pensieri, emozioni di "donne che esplorano il mondo" e si forniscono "informazioni, consigli e supporto anche a coloro che vorrebbero iniziare a farlo" perché - si legge - "La libertà di una donna può esprimersi attraverso la capacità di immaginarsi in viaggio da sola e il coraggio di trasformare questo sogno in realtà".

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