La prima formazione è del 1997, ma nel frattempo le Bambole di pezza si sono a dir poco rivoluzionate. Il loro progetto è nato in seno agli ambienti punk, con chiare ispirazioni internazionali (dai Prozac+ alle Bikini Kill), ma col tempo si sono avvicinate di più a sound pop e rock. Il 2026 le vedrà per la prima volta all’Ariston, anche se di palchi importanti ne hanno visti molti nel corso della loro carriera, e noi sappiamo che vanno tenute d’occhio. Ecco tutto quello che vale la pena mettersi in pari con le Bambole di pezza, e perché sentiremo parlare di loro anche dopo la Settimana Santa della musica italiana.

Bambole di pezza: musica e femminismo in chiave punk

«Tremate che le streghe son tornate», cantano in Le Streghe, il singolo di punta del loro album d’esordio Crash Me. Un manifesto e una dichiarazione d’intenti, che strizza l’occhio sia agli slogan delle femministe della terza ondata che alle ragazze punk. Era il 2002, per la prima volta le ragazze firmavano un contratto discografico e si preparavano a vedere i loro videoclip a ripetizione su Mtv e a calcare i palchi di tutta Italia.

Da allora è cambiato molto, ma non la loro anima: le Bambole di pezza forse oggi sono più cowgirl che streghe e più Winx che Riot Grrl, ma non hanno perso la voglia di parlare di argomenti e temi scomodi, e farlo a testa (e voce) alta. Nei brani dell’ultimo anno trattano pay gap, oggettificazione delle donne, temi come violenza e precarietà, e il tutto nei primi 10 minuti. A Sanremo – hanno raccontato in occasione del loro release party – hanno proposto un brano che tratta temi sociali. «Essere una band femminile su quel palco è una responsabilità, un simbolo, una promessa», hanno scritto sui loro social per comunicare l’annuncio ufficiale. «E noi siamo pronte».

Una vita in tour

Non sono mai state all’Ariston, ma certo non si lasceranno intimidire. Solo nel corso del loro primo tour hanno calcato oltre 70 palchi, e sono state opener per i tour degli Ska-P. Hanno aperto, all’Ippodromo San Siro di Milano, anche i concerti dei Def Leppard e dei Motley Crue nel 2023.

Nel 2005 hanno dato vita a Rockgirls, un festival/tournée che vedeva la partecipazione di varie band femminili e comprendeva uno spazio dedicato alle associazioni che si occupano delle problematiche legate ai disturbi alimentari (anoressia nervosa e bulimia) e violenza sessuale. Lo scorso anno non si sono fatte mancare anche esibizioni con band del calibro dei Sex Pistols e Editors all’Ama Festival.

La formazione, tra ieri e oggi

Quelle che vedremo sul palco sono Cleo (voce), Morgana (fondatrice e chitarra solista), Dani (chitarra ritmica e cori), Xina (batteria e cori) e Kaj (basso e cori). Ma dal 1997 a oggi la band ha visto diversi cambi. Nel periodo dell’album d’esordio, Crash out (2002), la band – già risultato di diversi cambiamenti – vedeva come voce Micky (che ha lasciato il progetto per trasferirsi in Spagna), poi sostituita con Rox Randisi. Questa formazione storica ha portato avanti la band fino a una pausa – interrotta solo da un concerto-evento nel 2014.

Nel 2022, Morgana e Dani hanno deciso di riformare la band, e sono tornate con un progetto rivisto che comprendeva appunto Martina Cleo Ungarelli, Caterina Dolci (Kaj) e Federica Rossi (Xina). Il loro ritorno è stato celebrato con un ritorno sul palco del Concertone a Roma lo stesso anno, e il resto è storia.