Il caso Gessica Disertore torna a Chi l’ha visto? nella puntata del 30 settembre 2026, con le novità arrivate dopo la decisione del Gip di Bari. Gessica, originaria di Triggiano, lavorava come cuoca sulla Disney Fantasy.
Il 27 settembre 2023 fu trovata morta nella cabina che condivideva con una collega, mentre la nave si trovava al largo di Porto Rico. La Procura di Bari aveva ritenuto il decesso un suicidio e chiesto l’archiviazione, ma la famiglia si è opposta. Il 26 maggio 2026 il Gip ha disposto nuovi approfondimenti.
Gessica Disertore, la morte sulla nave
Gessica Disertore aveva 27 anni e lavorava a bordo della Disney Fantasy. La notte della morte era rientrata nella propria cabina alle 2.21, utilizzando il badge. Alle 5.35 la collega con cui condivideva la stanza l’ha trovata senza vita, impiccata con una cintura e con addosso solo biancheria intima.
Le telecamere della nave non hanno ripreso direttamente la porta della cabina, ma i corridoi circostant: dai filmati non è risultato che altre persone fossero entrate nella stanza in quel lasso di tempo.
Pare anche che proprio quella sera Gessica Disertore avesse scoperto il tradimento del ragazzo che frequentava: un ufficiale della stessa nave che, come Gessica aveva scoperto, aveva portato un’altra donna all’interno della propria cabina.
Queste due circostanze insieme hanno contribuito alla ricostruzione del suicidio.
I dubbi della famiglia: fentanyl, lividi e ultime ore
Per la famiglia di Gessica però questa ricostruzione non è convincente.
Il punto più controverso dell’intera vicenda riguarda l’esame tossicologico eseguito a Porto Rico, che ha rilevato nel sangue di Gessica una presenza significativa di fentanyl.
Si tratta di un oppioide potentissimo, recentemente molto utilizzato dai giovani e che ha invaso anche l’Italia come una vera epidemia. Questa sostanza è stata trovata nel corpo di Gessica in una quantità che secondo i consulenti della famiglia avrebbe provocato una sedazione profonda e una netta perdita di forze. Questa condizione escluderebbe un gesto compiuto in autonomia.
A smontare la tesi dello shock seguito alla scoperta del tradimento, il fatto che quella di Gessica e l’ufficiale era una frequentazione nata molto di recente: basti pensare che la ragazza si era imbarcata da appena un mese.
Sono state rese note anche alcune chat tra i due, che rivelano dinamiche tese nei giorni precedenti. Gessica gli aveva chiesto esplicitamente conto di alcuni lividi sulle gambe e morsi nati durante una serata passata insieme, scrivendogli: “L’alcol ti rende aggressivo”.
Sul corpo di Gessica sono stati trovati inoltre lividi e lacerazioni vicino alla bocca: una circostanza che porta a pensare all’ipotesi di un suicidio simulato, in maniera analoga a quanto successo con Noemi Impellizzeri.
Il gip respinge l’archiviazione: cosa verrà accertato
Il provvedimento del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Bari, notificato il 26 maggio 2026, ha respinto la richiesta della procura e ha disposto nuovi accertamenti.
Le verifiche riguardano la ricostruzione temporale dei fatti, le comunicazioni della vittima e la compatibilità tra gli elementi tecnici e la dinamica della morte.
Il giudice ha chiesto di riesaminare i filmati di videosorveglianza, gli accessi elettronici alle cabine, i dati del telefono di Gessica e il materiale raccolto tramite rogatoria.
Tra le richieste c’è anche l’ascolto delle persone con cui la giovane era in contatto a bordo, compreso l’ultimo ufficiale con cui si riteneva avesse una relazione. Per il deposito delle nuove verifiche il gip ha concesso tre mesi, riservandosi ulteriori approfondimenti sugli aspetti medici.
Cosa resta da chiarire
La vicenda resta sospesa tra due letture difficili da conciliare. Da una parte la ricostruzione della procura, fondata sulle immagini di bordo e sui dati di accesso alla cabina. Dall’altra la posizione della famiglia, che parte dalla presenza di fentanyl e dai segni sul corpo per chiedere di verificare se Gessica fosse davvero in grado di agire da sola.
Il quadro tossicologico e medico-legale resta uno dei nodi centrali per stabilire in quali condizioni si trovasse nelle ultime ore.
Toccherà al giudice, alla luce delle nuove verifiche, decidere se il fascicolo debba essere archiviato oppure se le indagini debbano proseguire.