Il caso di Anna Parlato Grimaldi torna sotto i riflettori con Misteri dimenticati – Blu notte, il programma di Carlo Lucarelli in onda sabato 19 settembre, alle 21.30 su Rai 3, e disponibile anche su RaiPlay. Ma per capire perché questa storia continui a interrogare Napoli bisogna tornare alla sera del 31 marzo 1981.
Anna ha 45 anni e sta rientrando nella villa di famiglia a Posillipo. È il compleanno della figlia Elvira e nella sua auto ci sono la torta e i regali. Anna, però, a quella festa non arriverà mai. Viene uccisa davanti alla sua casa di via Petrarca.
Da quel momento comincia un’indagine destinata ad attraversare processi, assoluzioni, nuove piste e testimonianze. Senza arrivare, ancora oggi, al nome di chi l’ha uccisa.
Chi era Anna Parlato Grimaldi
Anna Parlato Grimaldi apparteneva a una famiglia molto conosciuta nella Napoli dell’epoca. Aveva 45 anni ed era sposata con Ugo Grimaldi, esponente della famiglia di armatori.
Era stata presidente dell’ippodromo di Agnano e aveva iniziato a dedicarsi anche al giornalismo. Collaborava con Il Mattino e frequentava un ambiente professionale che sarebbe entrato anche nelle ricostruzioni investigative del suo omicidio.
La figlia Elvira, intervistata molti anni dopo dal Corriere della Sera, ha ricordato una madre severa, esigente e determinata. Ha raccontato anche alcuni episodi avvenuti poco prima del delitto. In particolare, ha riferito che Anna le aveva parlato di un brutto sogno e le aveva affidato responsabilità legate a questioni familiari e patrimoniali
Elvira ha inoltre ricordato che, pochi giorni prima della morte, la madre avrebbe voluto confidarle qualcosa di importante. Quel colloquio, però, non avvenne mai.
C’è poi un altro particolare emerso molti anni dopo. Nel 2024 è stato ritrovato il porto d’armi di Anna. Il documento ha riaperto una domanda che non ha ancora trovato risposta: possedeva effettivamente una pistola e, in caso affermativo, quell’arma può avere avuto a che fare con la sua morte?
Intorno ad Anna convivono vita familiare, attività professionale, interessi economici e relazioni personali. Nel corso degli anni gli investigatori hanno guardato in più di una di queste direzioni. Nessuna, però, ha condotto a una verità giudiziaria sull’identità dell’assassino.
Anna Parlato Grimaldi, cosa accadde la sera del 31 marzo 1981
È martedì 31 marzo 1981. In casa Grimaldi dovrebbe essere una serata di festa: Elvira, una delle figlie di Anna, compie 24 anni.
Anna rientra alla villa di via Petrarca, a Posillipo. Nell’auto ci sono la torta e i regali destinati alla figlia. Davanti all’abitazione, però, qualcuno le spara. La donna viene soccorsa, ma non sopravvive.
Anna viene colpita davanti alla villa da tre o quattro colpi e il suo omicidio assume immediatamente i contorni di un agguato.
Elvira ha raccontato di essere arrivata più tardi insieme al fidanzato. Ricorda il cancello aperto e i bossoli a terra. La madre era già stata trasportata al Fatebenefratelli. Nel giro di poco tempo, ha raccontato ancora la figlia, la casa si riempì di persone.
All’inizio le indagini seguono una direzione molto precisa: la vita sentimentale di Anna. La donna aveva una relazione con Ciro Paglia, allora capocronista de Il Mattino. La moglie separata di Paglia, la giornalista Elena Massa, entra così nel mirino degli investigatori.
La pista sembra offrire un movente credibile, ma l’ipotesi investigativa costruita attorno a Elena Massa non arriverà a una condanna definitiva.
La pista del delitto passionale e l’assoluzione di Elena Massa
Per molto tempo il nome di Elena Massa rimase legato al delitto di Posillipo. Era giornalista de Il Mattino e moglie separata di Ciro Paglia, l’uomo con cui Anna Parlato Grimaldi aveva una relazione.
Gli investigatori concentrarono sulla donna l’attenzione delle prime indagini. Il possibile movente individuato era quello della gelosia. Elena Massa venne arrestata ma i processi non confermarono quella ricostruzione. Massa fu assolta fino in Cassazione. Nessun colpevole accertato dunque.
Con il passare degli anni anche Elvira Grimaldi ha preso pubblicamente le distanze da questa ipotesi investigativa. Nel 2024 ha dichiarato al Corriere della Sera di non avere mai creduto alla responsabilità di Elena Massa.
È uno degli aspetti più delicati di questo giallo. La storia di un cold case non è soltanto la somma delle ipotesi formulate negli anni. È anche la storia delle ipotesi che non hanno superato la verifica giudiziaria. Una lunga attesa della verità che ricorda quella del delitto di Nada Cella, tornato al centro dell’attenzione a decenni dall’omicidio avvenuto il 6 maggio 1996 a Chiavari.

Restano allora altri mondi da esplorare. Quello degli affari e delle relazioni economiche. Quello della posizione sociale della famiglia. E quello della criminalità organizzata, che entrerà nel caso soprattutto negli anni successivi.
Le altre piste del giallo di Posillipo
Quando la pista sentimentale non porta alla soluzione del caso, il perimetro dell’indagine si allarga. Una delle ipotesi più note riguarda la camorra e un’altra vicenda che aveva coinvolto la famiglia Grimaldi. Qualche mese prima dell’omicidio era stato sequestrato Gianluca Grimaldi, nipote di Anna. Negli anni successivi alcuni collaboratori di giustizia collegarono il delitto proprio a quel rapimento.
Secondo questa ricostruzione, Anna avrebbe cercato di intervenire per favorire la liberazione del nipote. La vicenda sarebbe quindi entrata negli equilibri della criminalità organizzata napoletana. Anche questa pista che porta a responsabilità di stampo camorristico, tuttavia, non ha portato ad alcun risultato.
Sempre la figlia Elvira ha detto di non credere neppure a questa spiegazione. Nella sua intervista del 2024 ha sostenuto che, a suo giudizio, bisognerebbe cercare il movente negli interessi economici o di potere.
Le piste, dunque, non sono mancate. È mancato il passaggio decisivo: quello capace di trasformare un sospetto in una prova e una ricostruzione possibile in una verità processuale. Anche la storia di Agata Scuto è tornata sotto i riflettori molti anni dopo la sua scomparsa, mostrando quanto possa essere lungo il percorso giudiziario di un caso, che rimane irrisolto.
Ci sono poi particolari che, a distanza di tanti anni, continuano ad alimentare domande. La figlia Elvira ha infatti dichiarato di avere ricevuto nel tempo minacce e intimidazioni collegate, secondo lei, alla ricerca della verità sulla morte della madre.
Un omicidio ancora senza colpevole
A oltre quarant’anni di distanza, l’omicidio di Anna Parlato Grimaldi continua a essere uno dei cold case più conosciuti di Napoli.
Chi ha ucciso Anna. E perché?. Il passare degli anni rende inevitabilmente più difficile arrivare alla verità. Testimoni e protagonisti scompaiono, i ricordi diventano più fragili e ogni nuovo elemento deve essere verificato con particolare cautela. Ci sono casi in cui la ricerca delle risposte attraversa decenni, come nella storia della morte di Emanuele Scieri.
Dal 31 marzo 1981 sono trascorsi oltre quarant’anni. Per Anna Parlato Grimaldi esistono molte ipotesi, molte pagine di cronaca e una lunga battaglia della famiglia. Manca ancora ciò che conta più di tutto: una verità giudiziaria definitiva.