A quasi cinque anni dalla scomparsa di Raffaella Carrà, il tema della sua eredità torna al centro dell’attenzione. A riaccendere l’interesse è un’ordinanza del Tribunale di Roma del 6 febbraio, citata in esclusiva dal Corriere della Sera, che porta alla luce un elemento rimasto finora riservato: l’esistenza di un figlio adottivo, Gian Luca Pelloni Bulzoni, indicato come erede. Una figura già nota nel mondo professionale della conduttrice, ma mai esposta sul piano personale, che oggi si trova al centro della gestione di un patrimonio complesso, fatto non solo di beni immobili ma anche di diritti artistici.
Chi è Gian Luca Pelloni Bulzoni, l’erede di Raffaella Carrà
Gian Luca Pelloni Bulzoni, nato a Ferrara nel 1964, è stato per anni una presenza costante nella vita di Raffaella Carrà. Il suo percorso accanto all’artista inizia nei primi anni Duemila, quando lavora come guardia del corpo durante il Festival di Sanremo. Nel tempo il rapporto si trasforma: diventa autista, collaboratore, poi assistente personale e manager.
Per quasi vent’anni è una figura chiave dietro le quinte dei programmi televisivi della Carrà. Un ruolo di fiducia che cresce progressivamente, fino a sfociare in una scelta più intima e definitiva: l’adozione, avvenuta in forma riservata poco prima della morte della showgirl, il 5 luglio 2021.
Oggi Pelloni Bulzoni è anche titolare della società Arcoiris Edizioni Musicali, creata dopo la scomparsa dell’artista per gestire i diritti legati alla sua produzione. Secondo le ricostruzioni disponibili, ha ricevuto mandato alla SIAE per l’incasso dei diritti già nel dicembre 2021, segno di una successione pianificata con attenzione e discrezione.
Cosa comprende l’eredità di Raffaella Carrà
L’eredità di Raffaella Carrà include diversi beni immobili, oltre a una componente economica più ampia legata alla sua carriera artistica. Tra le proprietà principali risultano:
- una residenza a Roma, nel quartiere Vigna Clara, di circa 396 metri quadrati, con giardino, box e cantine;
- una villa a Cala Piccola, sul Monte Argentario, in provincia di Grosseto, con vista sul mare e oltre 500 metri quadrati di superficie;
- un podere in Toscana, nella zona di Montalcino, legato agli anni trascorsi con Gianni Boncompagni.
A questi immobili si aggiungono eventuali altre proprietà non confermate ufficialmente, tra cui beni in Spagna o in Sudamerica, Paesi dove la Carrà ha lavorato a lungo.
Il valore complessivo del patrimonio non è stato definito con precisione. Alcune stime circolate negli anni parlano di cifre molto elevate, fino a centinaia di milioni di euro, ma non esiste una quantificazione ufficiale completa.
Il peso dei diritti musicali e d’immagine
La parte più significativa dell’eredità non è rappresentata dagli immobili, ma dai diritti legati alla carriera della Carrà. Si tratta di un patrimonio immateriale che comprende:
- diritti musicali su un catalogo costruito in decenni di attività;
- diritti d’immagine, nome e voce;
- proventi derivanti da programmi televisivi, pubblicità e utilizzi internazionali.
Secondo quanto emerge anche da documenti giudiziari, Pelloni Bulzoni risulta titolare dei diritti morali e di utilizzazione delle opere dell’artista. Questo significa che la gestione del suo lascito artistico passa oggi attraverso di lui, con un ruolo centrale anche nelle eventuali autorizzazioni legate a spettacoli, prodotti o iniziative future.
Gli altri affetti: nipoti e Sergio Japino
Nonostante la definizione di «erede universale», la situazione non sembra escludere gli altri affetti della Carrà. La Fondazione a lei dedicata ha precisato che l’erede è «universale ma non unico», lasciando intendere che nel testamento siano state previste anche altre disposizioni.
I nipoti Matteo e Federica Pelloni, figli del fratello dell’artista, inizialmente considerati eredi principali, non rientrano tra gli eredi legittimari secondo il codice civile italiano. Tuttavia, diverse ricostruzioni indicano che potrebbero aver ricevuto somme di denaro o altri beni.
Anche Sergio Japino, storico compagno e collaboratore artistico, viene spesso citato tra le persone coinvolte nella successione, anche se non esistono conferme ufficiali sui dettagli del suo eventuale lascito.
Ad oggi, non risultano contenziosi pubblici rilevanti legati all’eredità, elemento che suggerisce una gestione condivisa o comunque pacifica della successione.