Sono stati aperti i due testamenti di Giorgio Armani, scomparso lo scorso 4 settembre a 91 anni. Lo stilista li ha lasciati redatti in forma segreta. L’apertura è avvenuta il 9 settembre dinanzi al notaio di Milano Elena Terrenghi. Erano stati depositati il 15 marzo e il 5 aprile.

Alla Fondazione l’intera proprietà

Dal testamento emerge che alla Fondazione Giorgio Armani va l’intera proprietà di Giorgio Armani Spa, 9,9% di azioni in proprietà, 90% in nuda proprietà delle azioni di cui l’usufrutto è assegnato al compagno e braccio destro Pantaleo Dell’Orco, ai tre nipoti dello stilista e alla sorella Rosanna.

Il 15% di Armani Spa da vendere a Lvmh, Essilux o L’Oreal

Giorgio Armani ha stabilito che tra 12 mesi ed entro al massimo un anno e mezzo, la Fondazione dovrà cedere il 15% del capitale del gruppo della moda, Armani Spa, «in via prioritaria ad uno tra Gruppo Lvmh, Gruppo EssiloLuxottica, Gruppo L’Oreal»… «o ad altre società o gruppo societario dalla stessa individuato con l’accordo di Leo» Dell’Orco.

Dopo la vendita a un gruppo della moda e del lusso del 15% del capitale di Armani Spa, lo stilista impone nel testamento «a decorrere dal terzo anno ed entro il quinto anno dalla data di apertura della successione» di cedere al medesimo acquirente un’ulteriore quota pari a un minimo del 30% fino a un massimo del 54,9% del capitale. O in alternativa la quotazione in Borsa tra 5 o al massimo 8 anni. Con la Fondazione che scenderà come minimo al 30,1%.

Diritti di voto

Pantaleo Dell’Orco avrà il 40% dei diritti di voto di Armani Spa. Il 30% dei diritti spetteranno alla Fondazione, il 15% ciascuno ai nipoti Silvana Armani e Andrea Camerana. A Roberta Armani e a Rosanna Armani sono state assegnate azioni senza diritto di voto.

Essilux e Btp

Il secondo testamento di Giorgio Armani, quello datato 5 aprile 2025, mette ordine nel suo patrimonio – circa 13 miliardi di euro – in modo minuziosissimo, partendo dalle partecipazioni azionarie per arrivare alle suppellettili, passando per case e ville dello stilista.

La partecipazione in Essilorluxottica, pari a circa il 2% del capitale per un controvalore di oltre 2,5 miliardi di euro, viene destinata per il 40% a Leo Dell’Orco e il restante 60% ai familiari, al netto di 100mila azioni che vanno a Michele Morselli, ceo della società immobiliare di Armani, e 7.500 azioni ciascuno a Giuseppe Marsocci, Laura Tadini e Luca Pastorelli.

Ci sono poi lasciti in denaro: a Margherita e Maria Vittoria Camerana, figlie del nipote Andrea, 1,5 milioni ciascuna da assegnare al Mamar Trust, istituito dalla sorella Rosanna (la madre di Andrea).

Al manager Michele Morselli Btp per 32 milioni, oltre al controvalore di una polizza che andrà trasferita alla figlia Bianca. «La considero quasi mia figlia», confessò lo stilista, che figli non ne ha avuti. Altri Btp per 500mila euro vanno a Elisa Di Ceglia, figlia di Nicoletta Giorgino, storica dipendente Armani, per 935mila ad Angelo Buonsigliore e per 480mila al designer britannico Black Graeme Leslie.

Giorgio Armani e Pantaleo Dell'Orco

Le proprietà immobiliari

Saint Moritz va ad Andrea, con usufrutto a Leo Dell’Orco. Le due case di New York vanno una a Leo – che ne concederà l’utilizzo a Morselli e famiglia – l’altra a Rosanna, Silvana e Andrea. Parigi a Silvana, Saint Tropez a Leo (che concorderà a Morselli l’utilizzo di una casa a sua scelta e della piscina per soggiorni temporanei).

La quota nella società L’immobiliare (proprietaria degli immobili di Saint Tropez, Antingua, Broni e Pantelleria), va per il 75% alla sorella Rosanna e ai nipoti Andrea Camerana e Silvana Armani. Il 25% viene destinato agli in nuda proprietà. L’usufrutto è assegnato a Leo Dell’Orco. Anche l’utilizzo delle case tra Dell’Orco, i famigliari e Morselli viene indicato nel testamento. Via Borgonuovo, con tutti gli arredi (tranne il Matisse e la foto di Rayman) che non vanno rimossi va a Leo «finché voglia viverci». Inoltre Leo potrà noleggiare lo yacht (assegnato ai familiari) per 4 settimane l’anno, anche non consecutive.

I beni

Il documento redatto a mano da Armani elenca una serie di mobili e oggetti indicandone per ciascuno il destinatario. Ci sono scrivanie, divani, tavoli di bambù, mensole giapponesi che vanno a Dell’Orco. Tappeti che vanno a Morselli, zanne di elefante (a Rosanna), fossili divisi tra Morselli e Leo, altri tappeti giapponesi, dei granchi in metallo, un orso in bronzo, sempre a Leo, così come una tigre a tappeto, il letto, sei poltrone per cinema e tavolini, il ritratto di Andy Warhol.

A Rosanna il Matisse, un quadro di Lisier, una foto di Rayman, un secretaire cinese, un tavolino in pelle verde. A Morselli due tavolini in legno «effetto pesce», una libreria e metallo e legno, delle poltrone. Le auto d’epoca a Dell’Orco e Morselli a loro scelta o, sempre per loro scelta, vendute con suddivisione in parti uguali. Alla fondazione Giorgio Armani un grande quadro di Basottoi con gli stilisti, comprese le lampade a stelo, e un grande tavolo a quadretti.