Questa sera alle 21:20 su Rai 2 va in onda Fatima, il film diretto da Marco Pontecorvo che riporta sullo schermo una delle vicende religiose più discusse del Novecento. Ma dietro la narrazione cinematografica c’è una storia vera che, oltre un secolo dopo, continua a suscitare domande, fede e anche scetticismo. Cosa accadde davvero nel 1917 in un piccolo villaggio del Portogallo? E perché quelle apparizioni hanno lasciato un segno così profondo nella storia e nell’immaginario collettivo?

Fatima su Rai 2: trama e cast del film di Marco Pontecorvo

Il film Fatima (2020) racconta le apparizioni attraverso un doppio piano narrativo. Da un lato il presente, con un professore scettico, Nichols (Harvey Keitel), che incontra suor Lucia ormai anziana (Sônia Braga). Dall’altro il passato, ricostruito attraverso i ricordi della protagonista.

Al centro della storia c’è Lucia dos Santos, dieci anni, insieme ai cugini Francisco e Jacinta Marto. I tre bambini affermano di aver visto la Vergine Maria nei campi vicino al villaggio. Le apparizioni, secondo il loro racconto, si ripetono per sei mesi consecutivi.

Il cast è internazionale e include, oltre a Keitel e Sônia Braga, anche Joaquim de Almeida e Goran Višnjić. A interpretare la giovane Lucia è Stephanie Gil, mentre Alejandra Howard e Jorge Lamelas vestono i panni dei due cuginetti.

Il film non si limita al racconto religioso. Mostra anche le reazioni del contesto sociale: la diffidenza della famiglia, le pressioni delle autorità politiche e il tentativo di far ritrattare i bambini. In questo senso, la regia di Pontecorvo si concentra sul contrasto tra fede e razionalità, senza offrire risposte definitive.

La storia vera di Fatima: cosa accadde nel 1917

Per capire il senso del film, bisogna tornare ai fatti. È il 13 maggio 1917, in piena Prima guerra mondiale. A Cova da Iria, una radura vicino a Fatima, tre pastorelli raccontano di aver visto una “Signora luminosa” con un rosario tra le mani.

Lucia, la più grande, è l’unica a parlare con la figura. Jacinta dice di ascoltare, mentre Francisco osserva senza sentire. La donna chiede loro di tornare ogni mese, lo stesso giorno, nello stesso luogo.

statua madonnina

All’inizio nessuno crede ai bambini. Le famiglie dubitano, il paese è diffidente. Ma il racconto si diffonde rapidamente. Nei mesi successivi, sempre più persone si radunano alla Cova da Iria, mosse da curiosità o fede.

Le apparizioni si susseguono da maggio a ottobre, con un’interruzione ad agosto, quando i bambini vengono fermati e interrogati dalle autorità. In totale, gli incontri saranno sei.

Il contesto storico è fondamentale. L’Europa è devastata dalla guerra e il Portogallo vive tensioni politiche e anticlericali. In questo scenario, il messaggio attribuito alla Vergine – preghiera, conversione, richiesta di pace – assume un significato ancora più forte.

Il miracolo del sole: l’evento che cambiò tutto

Il momento decisivo arriva il 13 ottobre 1917. I bambini avevano annunciato un segno straordinario. Quel giorno, alla Cova da Iria, si radunano migliaia di persone: credenti, curiosi e giornalisti.

Piove da ore e il terreno è fangoso. Poi, secondo molte testimonianze, accade qualcosa di inatteso. Le nuvole si aprono e il sole appare muoversi in modo insolito. Alcuni parlano di una “danza” nel cielo, altri di colori che cambiano intensità.

Subito dopo, gli abiti e il terreno, prima bagnati, risultano asciutti. L’evento passa alla storia come il “miracolo del sole”.

Da quel momento, Fatima non è più solo una vicenda locale. La notizia si diffonde oltre i confini del Portogallo e trasforma quel luogo in una meta di pellegrinaggio. Ancora oggi è uno dei santuari mariani più visitati al mondo.

I tre segreti di Fatima: significato e interpretazioni

Uno degli aspetti più discussi riguarda i cosiddetti “tre segreti”. In realtà, si tratta di un unico messaggio, trascritto da Lucia negli anni successivi.

La prima parte descrive una visione dell’inferno, presentata come richiamo alla responsabilità delle scelte umane. La seconda parla di guerra, pace e della necessità di conversione, con un riferimento alla Russia e ai possibili errori destinati a diffondersi nel mondo.

La terza parte, resa pubblica solo nel 2000, è la più complessa. Descrive una scena simbolica di sofferenza e persecuzione, spesso collegata agli eventi del Novecento e, in particolare, all’attentato a Giovanni Paolo II.

Nel tempo, la Chiesa ha invitato a interpretare questi contenuti non come previsioni dettagliate, ma come un messaggio spirituale. Il punto centrale resta l’invito alla preghiera, alla conversione e alla fiducia.