Ci sono segreti che nascono con l’idea, quasi sempre rassicurante, di proteggere qualcuno. È su questo mistero, su questo “non detto”, che Paolo Strippoli costruisce L’estranea, film in concorso all’83esima Mostra del Cinema di Venezia e nelle sale italiane dall’8 ottobre.
Al centro c’è Anna, interpretata da Jasmine Trinca, una madre che arriva senza preavviso a casa della figlia Alice, Romana Maggiora Vergano. Deve raccontarle qualcosa che ha taciuto per anni.
“L’estranea”, il film di Paolo Strippoli arriva al cinema
Una famiglia benestante, una casa in cui tutto sembra essere al posto giusto, due genitori e due figli con il futuro davanti. All’inizio di L’estranea, la famiglia Colonna sembra avere costruito una vita senza crepe. Siamo a Bari, alla fine degli anni Novanta. Anna e Walter, interpretati da Jasmine Trinca e Adriano Giannini, crescono Alice e Tobia immaginando per loro un futuro felice.
Poi accade qualcosa che rompe quell’equilibrio. Durante il compleanno di Alice, ancora bambina, il cane di famiglia la aggredisce. La piccola rischia di perdere una gamba. È in quel momento che nella vita di Anna compare una donna misteriosa. È l’Estranea, interpretata da Valeria Bruni Tedeschi. Porta con sé una possibilità che somiglia molto a una tentazione: salvare la bambina accettando in cambio un sacrificio.
Da lì comincia una catena di scelte e conseguenze. Il film si muove tra passato e presente, mentre la pioggia diventa una presenza quasi costante. Nel cast L’estranea riunisce Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi, già insieme ne L’arte della gioia diretta da Valeria Golino.
Strippoli ha definito L’estranea il terzo capitolo della sua ideale “trilogia della pioggia”, dopo Piove e La valle dei sorrisi.
Presentato in concorso a Venezia 83, L’estranea è stato inoltre designato a rappresentare l’Italia nella corsa all’Oscar per il miglior film internazionale. Non si tratta ancora di una nomination: il film dovrà prima entrare nella shortlist dei 15 titoli, da cui saranno scelti i cinque candidati all’Academy Award.
Una madre, una figlia e un segreto lungo anni
Molto tempo dopo quella prima scelta, Alice è diventata adulta e vive a Roma. Un giorno sua madre si presenta alla sua porta. Anna deve finalmente raccontarle cosa è successo alla loro famiglia e quale segreto ha custodito fino a quel momento.
Quel segreto, quel mistero non riguarda soltanto la donna interpretata da Valeria Bruni Tedeschi. Riguarda ciò che una madre ha deciso di non dire a sua figlia.
Il silenzio di Anna diventa così parte del legame tra le due donne. Alice non deve soltanto scoprire qualcosa che ignorava. Deve guardare sua madre da una prospettiva diversa e ricomporre una storia familiare della quale conosceva soltanto una parte.
D’altronde, quando una figlia diventa adulta, anche il rapporto con la madre cambia inevitabilmente forma: restano l’affetto e il bisogno di proteggersi, ma i ruoli possono essere rimessi in discussione.
Strippoli costruisce la trama alternando presente e passato. Il puzzle prende forma progressivamente e Alice diventa uno snodo fondamentale della storia. Il segreto non appartiene più soltanto a chi lo ha custodito. Quando viene rivelato, cambia inevitabilmente anche chi lo riceve.
Ed è una dinamica che rende il film meno lontano dalla realtà di quanto suggeriscano i suoi elementi soprannaturali. Le famiglie sono fatte anche delle storie che scelgono di raccontarsi. E, qualche volta, di quelle che preferiscono tacere.
In “L’estranea” proteggere una figlia significa anche controllarla?
Anna si trova davanti alla possibilità di intervenire sul destino dei figli, di “controllarlo”. E sceglie di farlo. Ma ogni tentativo di rimettere le cose a posto produce nuove conseguenze.
È qui che il thriller tocca una paura tipica di chi è genitore. Vedere un figlio soffrire e non poter fare nulla è difficile da accettare. Se invece qualcuno offrisse la possibilità di intervenire, quale sarebbe il limite?
Nel mondo costruito da Strippoli quella possibilità assume la forma perturbante dell’Estranea. La donna offre ad Anna una via d’uscita, ma ogni salvezza porta con sé un prezzo. Il meccanismo mette la protagonista davanti a scelte sempre più difficili e coinvolge progressivamente tutta la famiglia.
Protezione e controllo finiscono così per avvicinarsi. Anna agisce per salvare chi ama, ma prende anche decisioni destinate a modificare la vita degli altri. E le prende senza che siano loro a scegliere.
Il soprannaturale rende estremo il dilemma, ma non lo rende irriconoscibile. Dietro l’orrore resta una domanda molto concreta: quanto è difficile, per un genitore, accettare di non poter governare tutto ciò che accadrà ai propri figli?
Jasmine Trinca e una maternità lontana dalla perfezione
Anna non è una madre rassicurante nel senso più tradizionale del termine. È invece una donna spinta dalla paura, dal desiderio di proteggere la propria famiglia e dalla necessità di tenere insieme qualcosa che continua a sfuggirle.
Per Jasmine Trinca è un altro incontro con una figura femminile emotivamente complessa. Del resto, l’attrice ha sempre dimostrato grande attrazione e interesse per personaggi attraversati da emozioni estreme, capaci di portarla in territori sempre diversi.
La maternità entra quindi nel film privata di qualsiasi idea di perfezione. Anna ama i figli, ma questo non rende automaticamente giuste tutte le sue decisioni. Ed è proprio la distanza tra intenzioni e conseguenze a renderla interessante.
Non c’è bisogno di stabilire se sia una madre buona o cattiva. L’estranea mette in scena qualcosa di più ambiguo: una donna che vuole impedire il dolore e scopre che persino una scelta compiuta per amore può generare altro dolore.
Alice, dall’altra parte, è ormai adulta. Il rapporto tra madre e figlia cambia quindi terreno. Non c’è più una bambina da mettere al riparo dalla verità. C’è una donna che deve conoscere il passato della propria famiglia e confrontarsi con le decisioni prese per lei.
L’orrore più vicino è quello che entra in famiglia
L’estranea si muove tra thriller psicologico, dramma familiare ed elementi horror. Ma il genere, per Strippoli, diventa soprattutto un modo per portare all’estremo qualcosa di familiare.
La famiglia apparentemente perfetta comincia a mostrare le proprie crepe. Il passato entra nel presente. Le scelte fatte per salvare qualcuno si trasformano nel peso che gli altri dovranno portare. Intanto fuori piove, quasi che anche il mondo intorno ai personaggi stesse perdendo il proprio equilibrio.

È forse qui che L’estranea diventa più inquietante. Il pericolo non arriva semplicemente da una creatura sconosciuta. Si insinua nei legami più stretti, nelle promesse fatte a chi amiamo e nella convinzione di poter decidere quale sacrificio sia accettabile.
E alla fine rimane quella madre arrivata alla porta della figlia con una verità da raccontare. Per anni ha pensato di poterla custodire. Ora Alice deve sapere. E’ arrivato il momento in cui la realtà presenta il conto.