Una Nuova Vita, la fiction di Canale 5 con Anna Valle e Daniele Pecci, è stata girata fra le vette maestose delle Dolomiti e i silenzi carichi di mistero della montagna. I paesaggi che fanno da sfondo alla storia di Vittoria Greco hanno un legame sorprendente con un gigante del cinema: Stanley Kubrick.

Dove è stata girata «Una Nuova Vita»

Le riprese di Una Nuova Vita si sono svolte principalmente in Trentino, fra le regioni più gettonate per il turismo montano e, dal punto di vista delle riprese, in grado di regalare inquadrature mozzafiato.

La produzione, firmata RTI e Banijay Studios Italy e diretta da Fabrizio Costa, ha scelto le Dolomiti per dare alla storia un respiro intenso, quasi sospeso, con numerosi set allestiti tra San Martino di Castrozza e Fiera di Primiero, in provincia di Trento.

La casa della protagonista Vittoria si trova proprio a San Martino di Castrozza, elegante località alpina incastonata tra le Pale di San Martino. Qui la montagna è una presenza viva, quasi un personaggio silenzioso che accompagna i tormenti interiori della protagonista.

Il bar “La Tana del Lupo”, appartenente alla famiglia di Raoul Chiesa (interpretato da Kaspar Capparoni), si affaccia invece sul Lago Welsperg, lago artificiale situato nella parte bassa della Val Canali, a oltre 1.000 metri di altitudine.

La scena iniziale, quella dell’omicidio di Leonardo Moser, è stata girata a circa 2.000 metri di quota, a Cima della Rosetta.

San Martino di Castrozza e «La signorina Else»: il legame letterario

Proprio San Martino di Castrozza custodisce una storia affascinante. Qui Arthur Schnitzler ambientò nel 1924 il racconto lungo La signorina Else.

un castello su una rupe

Il racconto si svolge nell’arco di poche ore, tra i campi da tennis e un elegante hotel di villeggiatura, con il profilo del Cimon della Pala che domina il paesaggio. La giovane protagonista vive un dramma interiore profondo, raccontato attraverso un intenso monologo interiore. La montagna diventa specchio delle sue emozioni, ora luminose, ora cupe, mentre la sera scende sulle vette.

Schnitzler conosceva bene questi luoghi. All’inizio del Novecento San Martino era meta della buona società. L’ambientazione alpina contribuiva a creare quell’atmosfera sospesa, elegante e insieme inquieta che caratterizza la novella.

Un elemento che colpisce è la centralità del paesaggio come spazio psicologico. La montagna diventa riflesso delle tensioni interiori della protagonista. Un dettaglio che, a distanza di un secolo, risuona anche nella fiction Una Nuova Vita, dove la natura amplifica silenzi e conflitti.

Da «Doppio sogno» a «Eyes Wide Shut»: il filo che porta a Kubrick

Arthur Schnitzler è anche autore di Doppio sogno (Traumnovelle), pubblicato nel 1926. La novella racconta la crisi di una coppia borghese, intrecciando sogno e realtà in un viaggio notturno tra desiderio, gelosia e identità.

Anna Valle a Palazzo Altemps in occasione della presentazione della Collezione Very Vivara di Emilio Pucci

Proprio da Doppio sogno Stanley Kubrick trasse ispirazione per il suo enigmatico Eyes Wide Shut, uscito nel 1999. L’ultimo lavoro del regista americano trasporta la vicenda nella New York contemporanea, mantenendo però intatti i temi centrali: il confine sottile tra fantasia e realtà, la fragilità dei rapporti, il mistero che abita le relazioni.

San Martino di Castrozza, Schnitzler, Kubrick e Una Nuova Vita, fiction dei giorni nostri: per un immaginario filo rosso che, all’ombra dei picchi dolomitici, racconta drammi interiori, custodisce segreti, amplifica emozioni e desideri nascosti oggi come un secolo fa.