Trento torna a essere la regina del benessere italiano. Secondo l’edizione 2025 della classifica sulla qualità della vita elaborata dal Sole 24 Ore, la provincia autonoma conquista il primo posto tra 107 territori italiani, seguita da Bolzano e Udine. Un risultato che conferma un primato consolidato nel tempo: dal 1990 a oggi, Trento ha collezionato due primi posti, tre secondi e nove terzi, diventando un simbolo di equilibrio tra ambiente, servizi e vivibilità.

A spiegare il successo sono i numeri: il Trentino è tra i territori più longevi e in salute, con livelli di sicurezza e sportività sopra la media nazionale. Anche la percezione soggettiva del benessere è alta: secondo l’Istat, il 61,9% dei cittadini di Trento e Bolzano si dice soddisfatto della propria vita. Sul podio, Bolzano, al secondo posto, brilla per affari e lavoro e per un tasso di natalità più alto rispetto alla media italiana, mentre Udine, al terzo posto, si distingue per l’attenzione all’ambiente e l’uso diffuso di energie rinnovabili.

Le grandi città risalgono: Roma, Milano e Bologna in ripresa

Tra i grandi centri urbani, si nota un’inversione di tendenza. Dopo anni di stagnazione, Roma sale di 13 posizioni e si piazza al 46esimo posto, guidando la rimonta delle città metropolitane. Anche Genova (+11 posizioni), Milano (+4) e Bologna (+5) migliorano i propri punteggi grazie a una maggiore offerta culturale, a nuovi progetti di sostenibilità e a una rinnovata vitalità economica.

Milano, in particolare, mantiene il primato per ricchezza, consumi e occupazione, mentre Bologna spicca per la qualità dei servizi e per l’attenzione alla salute pubblica. Nel complesso, solo due città metropolitane – Bari e Catania – registrano un calo rispetto all’anno precedente. Un segnale che, seppur timido, mostra come le grandi aree urbane stiano provando a ridurre le disuguaglianze interne.

Il Sud resta indietro, ma qualcosa comincia a cambiare

Anche nel 2025, il divario geografico rimane evidente. Nella parte bassa della classifica compaiono ancora una volta le province meridionali, con Reggio Calabria ultima per il secondo anno consecutivo. Il primo territorio del Sud è Cagliari, che sale di cinque posizioni e si piazza al 39esimo posto, seguita da Bari e Palermo. Un miglioramento lieve ma significativo, che riflette l’impegno di alcuni territori nel potenziare servizi, imprese e progetti legati alla sostenibilità.

Nonostante i progressi, la «spaccatura» tra Nord e Sud resta marcata: le ultime 22 province sono tutte meridionali. Una distanza che pesa non solo sul piano economico, ma anche su quello culturale e demografico, con una natalità in calo e una popolazione sempre più anziana.

Italia tra disuguaglianze e segnali di speranza

Dalla qualità della vita 2025 emerge l’immagine di un Paese che prova a rialzarsi. Gli indicatori economici mostrano un miglioramento delle retribuzioni (+703 euro in media), una riduzione delle famiglie più povere e una crescita del valore aggiunto pro capite.

Tuttavia, permangono ombre: crescono le ore di cassa integrazione (+22,8%), diminuiscono le start-up innovative e la quota di export sul Pil scende del 4,9%. Sul fronte ambientale, invece, si intravedono segnali incoraggianti: cresce l’uso di energia da fonti rinnovabili (+1,8%) e aumentano gli impianti fotovoltaici. Anche la propensione alla sostenibilità, soprattutto nelle città del Nord, contribuisce a migliorare la percezione del benessere quotidiano.

Vivere bene oggi: cosa conta davvero per gli italiani

Dietro i numeri dell’indagine si nasconde un concetto in evoluzione: che cosa significa davvero «vivere bene». Negli ultimi anni, il benessere non si misura più solo con lo stipendio o la sicurezza economica, ma con la qualità delle relazioni, l’ambiente, i servizi e la possibilità di conciliare lavoro e vita privata.

In questo senso, Trento e Bolzano sono esempi di territori dove infrastrutture, verde urbano, mobilità sostenibile e attenzione alla comunità creano un equilibrio raro altrove. Ma la ricerca del Sole 24 Ore mostra anche un’Italia più consapevole: cresce l’interesse per la salute mentale, per il tempo libero di qualità e per la riduzione dello stress quotidiano. È un cambio culturale che spinge molte città – anche al Sud – a investire in progetti di rigenerazione urbana e in spazi pubblici più accoglienti.