Dopo sei puntate, siamo finalmente entrati nel vivo di X Factor. Nel corso delle audizioni, gli episodi Bootcamp e la last call, abbiamo visto i ragazzi convincere i giudici: a volte hanno emozionato, a volte sono stati “graziati”, ma ora tutti i nodi sono giunti al pettine. I Live dell’edizione 2025 infatti sono ufficialmente iniziati, e i primi eliminati, i Copper Jitters, sono già a casa.
A X Factor non resiste chi non evolve, e come in ogni talent che si rispetti, the show must go on. Qui ti raccontiamo i nostri top (l’emotività “de core” di Damiano, le ombre della Sicilia di Delia, Elton John secondo Perc) e i nostri flop (dai, non è vero, non ci sono dei flop – solo ragazzi che potrebbero osare di più).
EROCADDEO – Vedi cosa succede, a metterci il cuore? (9)

Lo abbiamo visto fingere sicurezza alle audizioni improvvisandosi simpaticone, ma ci è sembrato subito più che altro un tenerone. Per fortuna, tutti i giudici hanno avuto la stessa intuizione. L’assegnazione di Lauro, il suo giudice, è stata E penso a te di Lucio Battisti: tanto improbabile quanto azzeccata. E Daniele, in pochi minuti, ha emozionato tutti. Non c’era modo migliore per aprire le danze, e mostrare di essere pronti per una nuova era. Bravissimo.
ROB – Chiamiamola col suo nome: pop star! (8)

Possiamo smetterla di chiamare punk questa ragazza? Alanis Morrissette è perfettamente nelle sue corde e infatti l’ha interpretata al meglio. Quando questa super artista di soli 19 anni sale sul palco ha un’energia magnetica, ma col punk non c’entra niente! Una volta accettato che è nata per essere l’Olivia Rodrigo italiana, saremo felici di dirci le sue fan numero uno: d’altronde, come abbiamo fatto puntata dopo puntata, anche a questo round non abbiamo mai smesso di cantare con lei. Siamo già pronte per il primo Forum.
TELLYNONPIANGERE – Piccoli Olly crescono (7)

Lui non parla, canta e basta. È bianco-Tim-Burton e ha una voce da Pinguino Tattico Nucleare, per questo La musica non c’è è una scelta perfetta, ma anche tanto prevedibile. Porta a casa quello che deve portare a casa, ma che noia, che barba… Osiamo, dai, la prossima volta!
AMANDA – «Amanda, tira fuori le palle!» (5)

La citazione sopra è di Jake La Furia, noi non ci permetteremmo mai… Ma una cosa la vogliamo dire: non si può parlare di «versione di Miley Cyrus» per giustificare la resa, povera, di un brano come Wrecking Ball. La canzone non è solo di Miley Cyrus, è proprio parte dell’anima della ex Hannah Montana! Farla cantare a una ragazza all’inizio del suo percorso e in una serata così densa di emozioni è stato un rischio altissimo, e il ballottaggio (purtroppo) era prevedibile. Con People help the people di Birdie, però, Amanda ha ricordato ai giudici (e a tutti noi) perché è arrivata fino a qui. Questa volta è andata bene, ma in vista della prossima… Ipse dixit.
VISCARDI – Yes, HE knows! (8.5)

Ha rischiato di non essere su questo palco, ma sarebbe stato un errore e lui l’ha sempre saputo. Per questo è arrivato forte di tutto ciò che padroneggia: Pino Daniele, gli outfit eleganti con un pizzico di pepe, i passi di danza. Viscardi su questo palco non ha cantato, ha do-mi-na-to. Il medley di Yes I know my way e Chillo è nu buono Guaglione non solo è meraviglioso, ma richiede un talento (e una sicurezza) da professionista: lui ha tutto. Come direbbero i GenZ: Slay.
LAYANA – Bella che (ancora) non balla (7)

I fan di Achille Lauro conoscono il suo legame con il brano Gli uomini non cambiano di Mia Martini, e la scelta di farlo cantare a Layana è comprensibile ma forse un po’ avventata. La visione – una Baby Achille Lauro al femminile, nel pop, effettivamente ci manca – è buona. Ma il risultato, ecco… Aspettiamo di vedere come si evolve questa ragazza, bravissima, con tanta fiducia.
DELIA – «M**chia, Signor Tenente…» (9)

È vero, come dice Jake La Furia, che questo non è X Factor Sicilia, ma «X Factor All Italy». Però è anche vero che quando si viene da luoghi che hanno un’anima (e una storia) come quella della Sicilia, non si possono lasciare a casa. La Sicilia non è una “origin story”, un luogo da cui si viene e basta, è un pezzo di identità per i suoi figghi. E Delia ha ragione a sfruttare ogni secondo sul palco per parlare della sua Terra, nel bene e nel male. La sua esibizione con Signor Tenente è stata eccellente, struggente, potente. La standing ovation è arrivata subito, e ci stava tutta.
MICHELLE – Ed è subito Cocoricò (7)

La chiamano il «tramonto rosso a Riccione», e con la sua cover un po’ Gabry Ponte di En e Xanax Michelle dimostra di avere un’identità definita, solida. E sì, Riccione ci piace sempre, ma anche i weekend in Romagna sono più tranquilli in inverno (parola di local). Forse il brano struggente di Bersani non aveva bisogno di tutto questo – scusateci il termine – trash. Salva, ma per un pelo.
TOMASI – Non chiamiamolo «giovane vecchio» (8)

POV: hai 16 anni, hai superato tutte le selezioni del talent più duro d’Italia, per la prima volta canti davanti a un pubblico pronto a giudicare ogni tua mossa. E POV: ti assegnano niente meno che un brano di Blanco, Lucciole, non solo difficilissimo ma con uno dei suoi testi più belli. Ok? Serve aggiungere altro?
COPPER JITTERS – Il re (del rock) è nudo (7)

Ecco, questi ragazzi sono punk. Il loro fallimento era scritto nelle stelle, d’altronde cosa c’è di più punk dell’essere troppo per tutti? Nonostante si siano aggiudicati il primo X Pass, il loro carattere ribelle e la loro musica sono stati tutt’altro che ben accolti. Ma esibizione dopo esibizione hanno dimostrato di essere in grado di fare dei grandi casini, coi fiocchi proprio, e anche regalare show indimenticabili.
Con la Tuttifrutti di Elvis (a suo modo una canzone pre-punk, visto che il giovane rocker ha allora stravolto ogni regola) non hanno emozionato. E non è bastata la loro versione di Come together dei Beatles per salvarli. Ma forse è meglio così: il loro posto non è qui.
MAYU – Quando il gioco diventa duro, i duri… piangono. (6.5)

Anche Mayu, ventenne con una voce che rapisce, ha ricevuto l’X Pass (da Paola). Con ogni esibizione ha convinto tutti, ma la fatica che fa a gestire la sua emotività non si può nascondere ai Live.
C’è da dire che Tutti di Calcutta, forse, è un brano da grandi. E non tutti lo capiscono: non parla solo di ansia, di fallimenti, di stress. Parla di un nuovo modo di amare e di vedere il mondo, che oggi ci viene imposto. E che, se non ci appartiene come indole, ci fa sentire oppressi. Come ha fatto notare Jake La Furia, quando lo canta Calcutta è un brano disperato. Mayu, che ha un’altra età e un altro cuore, lo rende un inno che sa di rassegnazione. Con un talento così, si può (si deve) fare di meglio.
PIERC – Da uno a 10, (12)

Il suo umorismo da millennial che va a Disneyland può piacere o non piacere, ma quando un ragazzo così giovane canta Rocketman con il cuore vengono i brividi. Su di lui, ricordano i giudici, le aspettative erano alte: le ha meritate, e soddisfatte, tutte. Chapeau.
Primo della classe: il giudice della settimana è Francesco Gabbani

Il suo esordio non è stato ben accolto, complice il suo carattere intransigente, quei dad joke da gelo in sala e le critiche nei confronti di chiunque osasse cambiare le melodie delle canzoni.
Ma i Live sono, anche per i giudici, il vero inizio, e Francesco Gabbani è qui per giocare sul serio. Le sue assegnazioni sono “on point”, ha capito i suoi ragazzi ed è stato in grado di scegliere per loro quasi sempre brani insoliti, perfetti per mostrare il loro talento e le loro identità. Vai così!
Il look della settimana: Layana in Giuseppe di Morabito
L’esibizione non ci ha convinto, ma il look assolutamente sì: Layana è bellissima, slanciata ed elegante, e questo full look di Giuseppe di Morabito esalta tutto il suo fascino. Un incanto.
