Carlo Verdone ha spesso raccontato le fragilità dell’amore con uno sguardo ironico e malinconico. È quello che accade anche in L’amore è eterno finché dura, il film in onda questa sera su Rete 4, dove il regista e attore romano mette in scena una coppia che, dopo vent’anni di matrimonio, scopre di non riuscire più a parlarsi. Ma tra le pieghe di questa commedia agrodolce si nasconde anche un dettaglio che molti spettatori notano solo a una seconda visione: una serie di riferimenti musicali che raccontano una delle passioni più profonde di Verdone.

La trama di L’amore è eterno finché dura

Gilberto Mercuri, interpretato dallo stesso Carlo Verdone, è un ottico romano sposato con Tiziana (Laura Morante), psicologa con cui condivide da vent’anni una vita familiare ormai logorata dalla routine. Tutto precipita quando la donna scopre che il marito ha partecipato a uno speed date fingendosi vedovo.

Costretto a lasciare casa, Gilberto trova ospitalità dall’amico e socio Andrea, mentre prova a capire se il suo matrimonio possa ancora essere salvato. Ben presto, però, scopre che anche Tiziana gli ha nascosto una relazione, dando il via a una riflessione amara e insieme ironica sulla fine dell’amore e sulla possibilità di ricominciare.

Nel cast, accanto a Verdone e Laura Morante, ci sono anche Stefania Rocca, Gabriella Pession, Claudio Ammendola, Rodolfo Corsato e Antonio Catania. Il film, uscito nel 2004, valse a Laura Morante il Nastro d’Argento come migliore attrice.

I vinili, Joe Cocker e quel dettaglio che racconta Carlo Verdone

A un certo punto del film, quasi senza attirare l’attenzione, la macchina da presa indugia su una collezione di dischi in vinile. Si riconoscono chiaramente Wheels of Fire dei Cream, storico doppio album del 1968, e il triplo album del festival di Woodstock, pubblicato due anni dopo. Poco più avanti compare anche un frammento di un concerto di Joe Cocker, uno degli artisti che proprio a Woodstock regalò una delle esibizioni più memorabili della storia del rock.

Carlo Verdone e Laura Morante in una scena del film "L'amore è eterno finché dura"

Sono dettagli che non servono alla trama. E proprio per questo assumono un significato speciale. Verdone li inserisce come piccoli indizi della propria biografia, quasi fossero una firma nascosta. Chi conosce la sua storia sa che quei dischi non sono semplici oggetti di scena, ma fanno parte del suo universo personale.

«La musica è una carezza»: la passione che accompagna Verdone da sempre

In più di un’intervista Carlo Verdone ha raccontato che la musica rappresenta uno dei grandi amori della sua vita, al pari del cinema. «La musica è una carezza», ha spiegato in un’intervista a Vatican News, ricordando come lo accompagni da sempre, soprattutto nei momenti più difficili. Nella stessa occasione ha raccontato che furono i Beatles, scoperti da ragazzo, ad aprirgli un mondo nuovo e a cambiare per sempre il suo modo di ascoltare e di guardare la realtà.

La sua passione si è poi allargata al rock, al blues e ai grandi artisti degli anni Sessanta e Settanta: dai Led Zeppelin a Jimi Hendrix, passando per Bob Dylan e i Pink Floyd. In un incontro pubblico raccontato dal Corriere della Sera, Verdone ha rivelato di possedere una collezione di circa cinquemila vinili e ha definito la musica «il mio grande amore, forse come quello per il cinema», spiegando che continua ancora oggi ad ascoltarla ogni giorno perché lo aiuta a riflettere e perfino a scrivere.

Quando il rock entra nei film di Carlo Verdone

Chi rivede oggi la sua filmografia scopre che la musica è ovunque. Non soltanto nelle colonne sonore firmate da Ennio Morricone, con cui Verdone ha costruito uno dei sodalizi più felici del cinema italiano, ma anche nei piccoli dettagli disseminati nelle storie.

Maledetto il giorno che t’ho incontrato, ad esempio, ruota attorno alla figura di Jimi Hendrix, mentre in altri film compaiono continuamente dischi, strumenti musicali e riferimenti a cantanti e gruppi che hanno accompagnato la formazione del regista. Laura Morante, che con lui ha condiviso il set proprio in L’amore è eterno finché dura, lo ha definito in un’intervista a la Repubblica «un regista musicale», sottolineando come il ritmo delle sue scene e dei suoi dialoghi nasca anche da questa sensibilità.

Un piccolo autoritratto nascosto

A prima vista L’amore è eterno finché dura è una commedia sulla crisi di coppia, sull’incomunicabilità e sulle seconde occasioni. Ma basta osservare con attenzione quei dettagli apparentemente marginali per cogliere un livello di lettura diverso.

Verdone ha sempre messo qualcosa di sé nei suoi personaggi: le paure, l’ironia, la malinconia e, naturalmente, la musica. Per questo i vinili che compaiono sullo schermo e quel fugace concerto di Joe Cocker non sono soltanto un omaggio ai suoi artisti preferiti. Sono il ritratto discreto di un autore che, ancora oggi, continua a raccontare il mondo lasciandosi guidare da una colonna sonora che non ha mai smesso di accompagnarlo.