C’è chi sogna una promozione, chi lotta per farsi ascoltare in un ambiente dominato dagli uomini e chi decide di ricominciare quando tutto sembra ormai perduto. È la storia di Maya, protagonista di Ricomincio da me, il film con Jennifer Lopez in onda questa sera su Canale 5. Ma è anche il filo rosso che attraversa decenni di cinema. Da oltre quarant’anni, infatti, il grande schermo racconta donne determinate a costruire il proprio futuro professionale, spesso sfidando pregiudizi, stereotipi e regole non scritte. Cambiano le epoche e i mestieri, ma il desiderio di trovare il proprio posto nel mondo resta lo stesso.
La storia di Maya, una donna che sceglie di ricominciare
In Ricomincio da me, Jennifer Lopez interpreta Maya Vargas, una donna di quarant’anni che lavora da quindici in un grande centro commerciale del Queens. È preparata, intuitiva e conosce il suo lavoro meglio di chiunque altro. Eppure, quando arriva il momento della promozione, viene scavalcata da un candidato con un curriculum più prestigioso ma meno esperienza sul campo.
La delusione la spinge ad accettare una sfida inattesa: reinventarsi grazie a un curriculum costruito ad arte che le apre le porte di una grande azienda di cosmetici. Da quel momento Maya dovrà dimostrare che il valore di una persona non si misura soltanto con un titolo di studio, ma anche con ciò che ha imparato vivendo e lavorando ogni giorno.
Da Una donna in carriera a Erin Brockovich: quando il cinema racconta l’ambizione femminile
Molto prima di Maya, il cinema aveva già raccontato donne disposte a sfidare le convenzioni pur di conquistare il posto che meritavano.
Nel 1988 Una donna in carriera trasformò Melanie Griffith in una delle icone dell’ambizione femminile. Tess McGill è una segretaria di Staten Island che sogna una carriera nella finanza. Quando la sua capa (Sigourney Weaver) le ruba un’idea, decide di giocarsi tutto pur di dimostrare il proprio talento. In un’epoca in cui il soffitto di cristallo era ancora un tema poco discusso, il film mostrava quanto fosse difficile per una donna essere presa sul serio nei luoghi del potere.
Qualche anno dopo arrivò Erin Brockovich – Forte come la verità. La protagonista interpretata da Julia Roberts è una madre single senza una formazione accademica che riesce a mettere in piedi una delle più importanti cause ambientali della storia americana. Ancora una volta, esperienza, intuito e determinazione valgono più dei titoli.
Sono personaggi diversi, ma accomunati dalla stessa convinzione: il talento non dovrebbe avere genere, né essere giudicato soltanto da un curriculum.
Il prezzo del successo: quando fare carriera significa scegliere
Con il passare degli anni il racconto si è fatto più complesso. Le protagoniste non devono più soltanto conquistare un posto di lavoro, ma imparare a gestire il peso del successo.
Ne Il diavolo veste Prada, Andy Sachs (Anne Hathaway) entra nel mondo dell’editoria convinta che quel lavoro sia soltanto una tappa della sua carriera. Ben presto, però, scopre che ogni scelta professionale ha un prezzo e che l’ambizione può entrare in conflitto con gli affetti, il tempo libero e perfino con la propria identità.

Anche Joy, ispirato alla storia vera dell’imprenditrice Joy Mangano, racconta una donna che trasforma un’intuizione in un’impresa di successo. Il percorso, però, è costellato di ostacoli, tradimenti familiari e difficoltà economiche. Il messaggio è chiaro: fare carriera non significa soltanto raggiungere un traguardo, ma trovare la forza di rialzarsi ogni volta che qualcosa va storto.
Le donne in carriera del cinema oggi: più libere, ma con nuove sfide
Negli ultimi anni il cinema ha ampliato ulteriormente lo sguardo sulle protagoniste femminili.
Il diritto di contare porta sullo schermo la storia vera di Katherine Johnson, Dorothy Vaughan e Mary Jackson, tre matematiche afroamericane che contribuirono ai successi della NASA sfidando razzismo e discriminazioni di genere. In Una giusta causa, Felicity Jones interpreta Ruth Bader Ginsburg, la giurista che contribuì a cambiare la legislazione americana sui diritti delle donne.
Più recentemente, film come Bombshell hanno affrontato temi come le molestie sul lavoro e gli abusi di potere, mostrando che il successo professionale non mette automaticamente al riparo da discriminazioni e ingiustizie.
Le protagoniste del cinema di oggi riflettono questioni che sono ancora aperte nella società reale. Dalle differenze salariali con la lotta al gender gap ai modelli di leadership, il mondo del lavoro continua a porre sfide che riguardano milioni di donne.
Un tema che continua a parlare al presente
È anche per questo che Ricomincio da me continua a essere attuale. Maya entra in una lunga tradizione di donne che il cinema ha scelto di raccontare non come eroine perfette, ma come persone capaci di sbagliare, cadere e ricominciare.
Dagli uffici della finanza alle redazioni di moda, dai tribunali ai laboratori della NASA, il grande schermo ha accompagnato l’evoluzione della figura femminile nel mondo del lavoro. E se oggi queste protagoniste sono più libere, autonome e consapevoli rispetto al passato, la domanda che pongono resta la stessa: quanto conta davvero il talento quando bisogna conquistarsi il proprio posto?