Il mondo della moda piange la scomparsa del suo re: Giorgio Armani è morto all’età di 91 anni. I dipendenti hanno annunciato il loro commiato affermando di essere pronti a portare avanti l’azienda con rispetto e amore, e i funerali si terranno in forma privata in camera ardente dal 6 al 7 settembre.

In questo tributo in sua memoria, ripercorriamo i momenti salienti della sua vita professionale e della sua cifra stilistica, profondamente devota alla valorizzazione dell’eleganza femminile in ogni sua singola sfaccettatura.

Dagli studi in medicina al debutto nella moda

Giorgio Armani nacque a Piacenza l’11 luglio 1934, e il suo incontro con la moda – seppur cercato, desiderato, ambito – fu quasi il risultato di una serie di scelte e circostanze fortuite. Prima tra tutte, la decisione di abbandonare gli studi in medicina nel 1957 e cambiare rotta: un lavoro alla Rinascente di Milano gli consente di entrare a far parte del mondo di cui un giorno lontano sarebbe diventato il re. Nel 1964, lo stilista italiano Nino Cerruti gli offre la possibilità di entrare a far parte del suo ufficio stile per lavorare sulla collezione pret-à-porter della casa di moda maschile Hitman.

Foto Getty. Giorgio Armani nel 1970.

Il debutto della sua omonima casa di moda avviene invece nel 1975, insieme al socio Sergio Galeotti, conosciuto in vacanza a Forte dei Marmi nel 1966. La prima collezione della maison – la primavera-estate 1976 – va in passerella al Plaza Hotel di Milano: ha così inizio la scalata verso il successo, sancito e consacrato dall’attrice Diane Keaton due anni dopo quando agli Academy Awards 1978 ritira l’Oscar come Migliore attrice protagonista indossando Giorgio Armani.

Il successo e i look delle celebrità

Il look di Diane Keaton agli Academy Awards 1978 fu solo l’inizio. Ad oggi, la maison Giorgio Armani – come la linea haute couture Giorgio Armani Privé introdotta nel 2005 – ha vestito migliaia e migliaia di celebrità, italiane e internazionali. Sophia Loren, Cate Blanchett, Julia Roberts, Anne Hathaway e Renée Zellweger sono solo alcuni dei tantissimi nomi femminili, ai quali vanno a sommarsi i personaggi maschili. Primo tra tutti, Richard Gere, in Giorgio Armani nello storico film American Gigolo del 1980.

Foto Getty. Giorgio Armani e Julia Roberts ai Fashion Awards 2019 a Londra.

L’eleganza secondo re Giorgio

“Eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare”: la più celebre delle citazioni di Giorgio Armani riecheggia forte oggi più che mai. Lontana da ogni estrosità, la sua cifra stilistica è sempre stata votata ad una assoluta meticolosità: lui stesso si è sempre definito rigoroso, preciso, pignolo. Una precisione chirurgica, erede – forse – dei suoi studi in medicina.

Foto IPA. Giorgio Armani.

Il suo stile inconfondibile, fatto di linee essenziali e tagli sartoriali impeccabili, resta alla storia anche per l’invenzione del greige, un colore unico, ottenuto dal grigio e dal beige, spesso presentato in abbinamento alle tonalità cromatiche più suggestive, ispirate dalla sua amata isola di Pantelleria. “Cercavo una tonalità che fosse calda ma allo stesso tempo metropolitana, sobria ma non scontata – aveva raccontato lo stilista. – E il greige è tutto questo per me: discreto, sofisticato e naturale. […] Il greige è come un colore di sfondo. Qualcosa che rimane, sopra il quale puoi immaginare abbinamenti di volta in volta diversi”.

Foto Launchmetrics/Spotlight. Un look della sfilata Giorgio Armani autunno-inverno 2023-2024.

La spiccata sensibilità di Giorgio Armani

Di Giorgio Armani resta alla memoria anche la sua spiccata sensibilità: sua fu la decisione – nonché il buon esempio – di sfilare a porte chiuse durante la Milano Fashion Week del febbraio 2020, all’alba dello scoppio della pandemia da Coronavirus. Inoltre, di recente non era passata inosservata agli addetti ai lavori la decisione di programmare la propria sfilata sempre in chiusura della settimana della moda. Una strategia per trattenere stampa e buyer nella città di Milano fino alla fine dell’appuntamento con la moda italiana.

Foto Getty. Giorgio Armani saluta il pubblico dopo la sfilata autunno-inverno 2019-2020.

Nel 2021 era stato nominto Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana da Sergio Mattarella. E poi la sua indimenticabile sfilata senza musica, nel febbraio 2022: una chiamata al silenzio, come forma di rispetto all’Ucraina presa d’assedio dalla Russia. Ultima, nel maggio 2023, la laurea honoris causa in Global Business Management dall’Università Cattolica di Milano, sua città adottiva.