Il Festival di Sanremo 2018 comincia con un super Fiorello. Ma il noioso monologo di Claudio Baglioni che catechizza su cos’è e cosa non è la musica, fa temere il peggio. I social si scatenano: Mago Silvan, Renato Balestra i paragoni più gettonati. Baglioni, poco empatico, non parte con il passo giusto.

Tenta di aggiustare la rotta Pierfrancesco Favino che si presenta con un giovanilistico saluto: “bella frate”. Basterà a risollevare le sorti dell’annunciato festival geriatrico?

L’impaccio dei conduttori peggiora: il siparietto per presentare la “svizzera” è imbarazzante. Ma Michelle Hunziker che scende la scalinata è una visione. Abito nero da sirena con scollatura da 10 firmato Armani Privé.

Nel giro di pochi minuti si capisce che il festival lo conduce lei. Saluta il marito Tomaso Trussardi in sala: “Ti amo. Sei così bello che ti risposerei”, e così prende possesso del teatro Ariston.

Riesce persino a spiegare il regolamento del festival senza farci cambiare canale. Una fata che fa gli incantesimi. Michelle si aggira per il pubblico, allunga il microfono come una bacchetta magica a una signora per chiederle l’account Instagram e, bibidi-bobidi-bu, la spettarice si trasforma in una influencer. Entro mezzanotte passerà da 500 a 17.500 follower.

Se La Hunziker spadroneggia senza timidezze, Favino sceglie il basso profilo. Nella prima parte della serata però si lascia andare cantando e recitando un mix di canzoni classiche rivisitate. Pochi minuti di sfrenatezza e ironia che il pubblico subito incoraggia e premia. Nei siparietti con Baglioni, invece, non convince: i due non hanno lo stesso stile e nemmeno lo stesso senso dell’umorismo. Savino si adatta al “dittatore artistico” e ci perde. Chi avrà ideato la gag della scarpa spaiata della Hunziker e della passeggiata a 4 zampe degli altri due conduttori, Baglioni in persona? Mah.

Solo Fiorello riesce a sfruttare la rigidità del cantautore come trampolino per volare ancora più alto. Tra le tante battute efficaci, una che al momento ha fatto ridere ma che, a fine serata, si è rivelata una tetra profezia: “Le canzoni? Chopin in confronto è un samba”.

Ci sono ancora 4 serate per farci l’orecchio e affezionarsi a qualche strofa, qualche melodia, ma al primo ascolto, il bouquet di questo festival è asettico: testi seriosi, poco divertimento, poche emozioni, nessuna sorpresa, di trasgredire e impressionare nemmeno il tentativo. 

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Fiorello

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Claudio Baglioni

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I tre presentatori

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Annalisa

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Ermal Meta e Fabrizio Moro

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Ornella Vanoni

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The Kolors

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Fiorello e Claudio Baglioni

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Red Canzian

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Michelle Hunziker al secondo cambio d’abito

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Giovanni Caccamo

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Elio e le Storie Tese

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Lo Stato Sociale

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Roby Facchinetti e Riccardo Fogli

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Pierfrancesco Favino durante il suo medley

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Noemi

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Michelle Hunziker al terzo cambio d’abito

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Luca Barbarossa

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Claudio Baglioni e Michelle Hunziker

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Enrico Ruggeri sul palco con i Decibel

Inizia la gara

Annalisa, Il mondo prima di te

Supera la timidezza da prima sul palco con una bella voce: nemmeno una stonatura. Da risentire. Voto 7

Look: vestito corto da bambola e stivaletti, carina.

Ron, Almeno pensami

Una canzone inedita del grande Lucio Dalla. Non vale.

Canzone N.C.

Look un po’ troppo luccicante ma Ron è un elegantone.

The Kolors, Frida (mai mai mai)

Purtroppo Stash imbraccia la chitarra per soli 10 secondi. I Kolors sono bravi ma addomesticano il loro stile in chiave sanremese e ci perdono. Dovevano osare di più. E il titolo è ruffiano. Voto 7

Look: la divisa stile Coldplay dona molto a Stash e il ciuffo conquista.

Max Gazzè, La leggenda di Cristalda e Pizzomunno

Ci racconta una favola bella ma un filo noiosa. Voto 7

Look: cappotto da ministro delle magia comprato a Diagon Alley. Troppo vistoso, ma è un giudizio da babbana.

Ritorna in scena Fiorello

La battuta migliore delle serata è sua: “Dietro le quinte ovunque ti giri vedi un Pooh”.

E poi… Carramba! Ecco Laura Pusini al telefono che, con voce costipata, promette che sabato sera ci sarà. Per salutarla Baglioni cita l’Ode a un’amica risanata e fa impennare le ricerche su Google: sì, è di Foscolo.

“E tu” cantata a due voci con Baglioni è il momento top di questo esordio, Fiorello dà una lucidata di ironia al tormentone “accoccolati ad ascoltare il mare” e il pubblico va in delirio.

Riprende la gara

Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico, Imparare ad amarsi

Michelle involontariamente distrugge una traballante Ornella con un compito “Buonasera” che subito le moltiplica l’età per 100. Ma la cantante fuoriclasse si prende la rivincita e saluta tutti con questa frase: “Ci sono voluti tanti anni per diventare giovani”. In più, la canzone è bella. Voto 8

Il vestito bianco stile origami con scollatura è di sicuro coraggioso: la signora ha 83 anni, chapeau.

Ermal Meta e Fabrizio Moro, Non mi avete fatto niente

Ecco i favoriti. Non si riesce però a capire cosa hanno in comune. La canzone impegnata contro la guerra e il terrorismo potrà piacere ma ognuno la canta per conto suo. Ermal ispirato, Fabrizio urlato. 

E all’orizzonte si profila una grossa grana: pare che la canzone sia molto, molto simile a “Silenzio”, un brano già pubblicato da Andrea Febo, l’autore che firma la canzone sanremese insieme a Meta e Moro.

Male assortiti anche per il look. Voto complessivo 6

Mario Biondi, Rivederti

Il soulman nazionale è un po’ fuori luogo. Il suadente vocione, quando canta in italiano, non rende. Infatti il duetto con Noemi nel Dopofestival è tutta un’altra cosa. Voto 6

Roby Facchinetti e Riccardo Fogli, Il segreto del tempo

“Il segreto del tempo è che tutto perdona” cantano i due ex Pooh, ma questa reunion è imperdonabile oggi e lo rimarrà anche nei prossimi giorni. Voto 4.

Look: il nero con applicazioni luccicanti va per la maggiore e i due amiconi sono in trend, ma il giudizio per le loro giacche non raggiunge la sufficienza.

Lo stato sociale, Una vita in vacanza

Finalmente un po’ di ritmo ballabile e un ritornello che potrebbe restare in testa e diventare un tormentone. Perdonabili le stecche. Per adeguarsi all’età media dei concorrenti i 4 ragazzi di Bologna si avvalgono di una straordinaria ballerina over 80, Paddy, per la coreografia. Voto 8

Look: finalmente qualcuno senza lustrini.

Decibel, Lettera dal duca

Altra reunion d’altri tempi. Sarà la dedica a David Bowie, sarà la voce di Ruggeri ma il pezzo non dispiace. Voto 7

Look: giacca e cravatta di pelle, quando si dice la coerenza.

Noemi, Non smettere mai di cercarmi

Di interpreti femminili quest’anno ce ne sono solo quattro e si sperava fossero poche ma ma buone. Purtroppo Noemi non colpisce subito. Voto 6/7

Look: spicca nei capelli fiammanti il ranuncolo bianco, simbolo della campagna “Io sono qui” contro la violenza sulle donne. In tanti lo indossano a mo’ di spilla. Ogni sera verrà scelto un fiore diverso.

Elio e le storie tese, Arrivedorci

Gli Elio usano il palcoscenico di Sanremo per dare l’addio alle scene. Deludenti: ci aspettavamo un saluto divertente e irriverente. Ma l’autocelebrazione, anche se con un pizzico (davvero minimo) di autoironia, da loro proprio non si può accettare. Non basta a consolarci il travestimento da Bollywood Party. Voto 4

Giovanni Caccamo, Eterno

Canzone d’amore sussurrata dal più bello dell’edizione 2018. Purtroppo non è una canzone originale, non è moderna e non la canta nemmeno bene. Voto 5. 

Però azzecca il look: completo bluette con t-shirt bianca. Evviva!

Red Canzian, Ognuno ha il suo racconto

Il brano del terzo ex Pooh in scena ha un piglio rock ma non sfugge al messaggio sotteso a troppe canzoni in gara: anche per lui, l’importante è essere giovane dentro. Voto 5

La giacca luccicante rossa viene dal set di Harry Potter, stile che stasera va per la maggiore.

Luca Barbarossa, Passame er sale

Luca Barbarossa a Sanremo è come il vicino di ombrellone, lo incontri anno dopo anno, stessa spiaggia stesso mare. Ma a questo giro, con la canzone d’autore in dialetto romanesco si distingue dal piattume generale. Voto 8

Look: non indossa il papillon e per questo va premiato.

Diodato e Roy Paci, Adesso

L’assolo di tromba nobilita una delle poche canzoni che viene voglia di riascoltare e che, a questo punto, si può dichiarare una delle migliori in gara. Voto 9

Nina Zilli, Senza appartenere

«Donna non si piace invece guarda quanto è bella. Donna che si cambia mille volte e resta quella». Nina brava e affascinante: la voce, l’abito bianco, l’acconciatura, il trucco: tutto giusto. Voto 8

Renzo Rubino, Custodire

La frase “Puoi custodire l’affetto nell’insolenza” non è così chiara e non è immediata nemmeno l’esibizione di questo ragazzo che tanto piace alla critica ma non ha ancora sfondato. Molto emozionato e con una collana improbabile. Voto 6

Enzo Avitabile e Peppe Servillo, Il coraggio di ogni giorno

“Non mi sono mia sentito così vivo” cantano i due grandi musicisti. Ma alle ore 00.46 e al 19esimo brano, pare una dichiarazione azzardata. Voto 6 sulla fiducia.

Le vibrazioni, Così sbagliato

Tentano di risvegliare la platea: un’impresa disperata ma quasi ce la fanno riproponendo il glam rock alla milanese che li aveva resi famosi. Quest’anno cantare per ultimi è un vero svantaggio. Voto 6

Look: Fabrizio Sarcina con l’acconciatura da shogun ricorda Piero Pelù che sarà ospite in una delle prossime serate. 

Gli altri ospiti

Come annunciato, niente ospiti stranieri in questa prima serata ma alcune glorie nazionali. Dopo Fiorello e la Pausini al telefono, arriva Gianni Morandi, che con Claudio Baglioni ha condiviso il trionfale tour Capitani Coraggiosi.

Se Rovazzi è riuscito a piazzare Morandi nelle playlist contemporanee, ecco che Baglioni lo rispedisce nei bei tempi andati. I due si esibiscono in un impeccabile duetto con “Se non avessi più te”, successone del 1966: il pubblico adora. Ma a Morandi, vero highlander, non basta e si riproietta nel futuro cantando la nuova “Una vita che ti sogno” con Tommaso Paradiso dei Thegiornalisti. Sui social non si perde l’occasione di notare l’ovvio: ma perché non sono queste le canzoni in gara?

Altro momento ospiti: l’impressionante cast del nuovo film di Gabriele Muccino “A casa tutti bene” si raduna intorno al piano di Claudio per cantare a squarciagola “Bella senz’anima”: dalla Sandrelli a Tognazzi, da Giampaolo Morelli a Stefano Accorsi, da Claudia Gerini a Valeria Solarino. Un bel colpo d’occhio, Annie Leibovitz avrebbe scattato la foto di gruppo definitiva del cinema italiano.