Inizio surreale per il quarto atto di Sanremo 2018, con i tre conduttori in versione hard rock a cantare la sigla di Heidi, manga cult degli anni Settanta. Nella testa si affaccia il dubbio: ci sarà Cristina d’Avena super ospite a sorpresa?  No, semplicemente questo festival ha rivelato che Baglioni ha un debole per i cartoni animati (già la seconda serata si era aperta con un omaggio a Biancaneve, classico Disney). E, visto che piacciono al “dittatore artistico”, i 10 milioni di italiani davanti allo schermo si adeguano, anzi applaudono. 

Per la cronaca fashion, Michelle torna al nero e ai capelli sciolti: saggia scelta. Favino in giubbotto di pelle da biker fa la sua figura. Farà impazzire le numerosissime e scatenate fan che, come si è scoperto in questi giorni, vedono in lui un irresistibile e arrrapante sex symbol (impazza #favinonudo). Ma pensa un po’. 

Stasera c’è anche una giuria di 7 “esperti” seduta tra il pubblico: Giovanni Allevi, Milly Carlucci, Mirca Rosciani, Gabriele Muccino, Rocco Papaleo, Serena Autieri, Andrea Scanzi. Social già scatenati a criticare le scarse competenze musicali dei prescelti (fatta eccezione per Allevi, compositore e pianista e la Rosciani, direttore d’orchestra). Ma non trattandosi del Concorso pianistico internazionale Fryderyk Chopin, l’autorevolezza dei prescelti nel campo dell’entertainment può senz’altro bastare. 

Stasera è soprattutto la serata che deciderà il vincitore della categoria nuove proposte. Quindi via, carrellata veloce e meno male: stasera si rischia davvero di fare tardi. Mirkoeilcane e Mudimbi davvero simpatici, ma tutti gli esordienti si esibiscono in modo inappuntabile: cantano bene e se la giocano con il televoto.

Comincia la gara dei big

I tre scendono le scale mobili e parte la gara con il secondo siparietto dei conduttori. Michelle si prende in giro da sola per quel suo continuo “Meraviglioso!” ormai diventato tormentone (l’adorabile sfottò di Virginia Raffaele ha lasciato il segno) e parte la maratona delle 20 canzoni in gara in versione duetto.

Renzo Rubino quasi ben vestito è già un’emozione e si capisce che l’influenza degli ospiti (con lui c’è Serena Rossi) sarà benefica. 

Skin fa sembrare Le vibrazioni un gruppo rock, la stupenda Paola Turci regala l’intensità che mancava al pezzo di Noemi. Annalisa e Michele Bravi coppia fortissima, sono ben assortiti come voci, stile e look: se cantavano insieme dall’inizio, vincevano.  

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L’imperdibile (e discusso) trio Hunziker-Baglioni-Favino alle prese con chitarre, giubbotti di pelle e vocalizzi alla Heidi.

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Francesco Favino sfoggia una bellissima giacca di DSquared2. Al commento di Michelle lui risponde: «Sì, Favino al cartoccio»

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Secondo cambio anche per Michelle (quello di Claudio non piace a Twitter: sembra un completo da portiere dei grandi alberghi).

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Renzo Rubino e l’attrice Serena Rossi cantano Custodire.

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Skin duetta con Francesco Sarcina di Le vibrazioni. E Così sbagliato ha un nuovo look (a noi piace ancora di più quello di Skin!).

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Paola Turci torna sul palco del Festival di Sanremo un anno dopo la sua partecipazione con “Fatti bella per te”. È ospite di Noemi, che l’ha scelta per cantare insieme a lei Non smettere mai di cercarmi.

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Lo Stato Sociale canta con il Piccolo coro dell’Antoniano. Al debutto sul palco, si erano esibiti con la ballerina 83enne Paddy Jones (“…la vecchia che balla…). 

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Sul palco sbarca Gianna Nannini con il suo Fenomenale. E mentre i social commentano la vitalità geriatrica della rocker nazionale (che a giugno compie 64 anni), lei ci concede un inaspettato lento abbracciata a Baglioni, mentre cantano Amore bello e scivolano in un… bacio.

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Ve lo ricordate Michele Bravi? L’anno scorso arrivò quarto al festival con Il diario degli errori, la quarta serata canta Il mondo prima di te con Annalisa.

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L’abito bouquet di Michelle esiste davvero: è di Moschino.

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Un omaggio floreale dietro l’altro: splendido l’abito principesco a corolla di Moschino.

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Nina Zilli canta Senza appartenere in duetto con Sergio Cammariere.

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Luca Barbarossa concorre con la canzone in dialetto romanesco Passame er sale. Nella quara serata duetta con Anna Foglietta.

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Baglioni trascinato da Piero Pelù in un Battisti d’annata. 

Lo Stato Sociale meritano un discorso a parte. L’esibizione con Paolo Rossi e il Piccolo Coro dell’Antoniano è supershow e i ragazzi di Bologna mettono una seria ipoteca sul podio. Tra l’altro, la loro canzone comincia a girare: il brano ascoltato in radio ha un tiro ancora più coinvolgente, con buona pace della magnifica orchestra di Sanremo, e il benedetto auto-tune risolve l’unico problema dell’esibizione all’Ariston, la voce non eccelsa dal vivo di Alberto “Albi” Cazzola.

Gianna Nannini super ospite

«Io e te non abbiamo mai cantato insieme”. Dopo queste tre sere di Sanremo 2018 se Claudio Baglioni ti si avvicina pronunciando in modo suadente questa frase è legittimo reagire come Gianna Nannini: con un tic nervoso che ti fa scuotere in modo incontrollato i capelli. Ma è facile ironia. Parte l’ennesimo tributo al direttore artistico con “Amore bello”. La cantante toscana fa gran figura e ormai sappiamo che il pubblico sta cantando a squarciagola e senza ritegno alcuno.

Nell’attesa del verdetto sul primo vincitore, Claudio Baglioni dirige una versione scherzosa del coro dalla Traviata “Libiamo, libiamo ne’lieti calici”, confermando ciò che Wikipedia dice di lui: “Nella sua carriera si è affrancato gradualmente dalla denominazione di cantante puramente melodico dettata dai suoi esordi, diventando artista poliedrico e innovativo e ciò in virtù di una continua evoluzione di testi e musica che gli ha permesso di unire più generazioni di ascoltatori raggiungendo una vasta popolarità”. Insomma, chi si era fermato all’idea di un Baglioni interprete di canzoni melense deve aggiornare il file.   

I duetti riprendono

Momento “è il bello della diretta”: falsa partenza per i Decibel perché non si sente la chitarra di Midge Ure. Ma chi è questo signore? È il chitarrista degli Ultravox. Il suo successo pop è “Breathe”, ricordate? Sì, ma, mioddio, è irriconoscibile! Vabbè, nel festival delle vecchie glorie chi ha perso i capelli è benvenuto. La pop star scozzese è perfettamente assortita con Ruggeri e il brano non è male, purtroppo verrà ignorato dalle giurie, c’è da scommetterci.

Tutt’altra considerazione avrà Ornella Vanoni: la signora canta la bella canzone di Bungaro e Pacifico ma soprattutto civetta sul palco con Alessandro Preziosi, mille punti e possibile zona podio.

Diodato e Roy Paci invitano sul palco Ghemon (che è un rapper e non l’amico di Lupin III) e la canzone bella era e bella rimane. 

Facchinetti e Fogli invitano sul palco Giusy Ferreri e la canzone brutta era e brutta rimane.

Cronaca fashion: cambio d’abito per Michelle Hunziker che appare in versione mazzo di fiori. Sembra l’ennesima gag e un omaggio ai fiori di Sanremo ma è un modello di Moschino.

I vincitori delle Nuove Proposte

1) Ultimo con Il bello delle incertezze

2) Mirkoeilcane con Stiamo tutti bene

3) Mudimbi con Il mago

Premio della critica Mia Martini

Il premio va a Mirkoeilcane con Stiamo tutti bene

Premio della sala stampa Lucio Dalla

Il premio va a Alice Caioli con Specchi rotti.

Niente da dire sul verdetto. E via che la serata è ancora lunga!

Il podio delle Nuove Proposte

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È Ultimo il vincitore dei giovani.

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Secondo classificato Mirkoeilcane, che vince anche il premio della critica.

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Terzo posto per Mudimbi.

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Alice Caioli vince il premio della sala stampa Lucio Dalla.

Ed ecco i vincitori annunciati

Simone Cristicchi recita la lettera che ha ispirato Meta e Moro. Si tratta della dichiarazione del familiare di una vittima del Bataclan, era stata letta in mondovisione e finiva proprio con la frase “non ci avete fatto niente”. I due autori avevano insistito molto sul valore impegnato dalla canzone e ci credono fino in fondo. L’intervento è toccante e, se ce n’era bisogno, dà un’altra spinta al brano che, fin dall’inizio, era stato dato come vincente. L’inciampo del presunto plagio, alla corsa di Metamoro non gli ha fatto niente. 

Cronaca fashion: Michelle Hunziker scende divina dalla scala dell’Ariston con uno spettacolare abito-corolla che lei stessa definisce “da principessa Sissi”. Anche questa è una creazione di Jeremy Scott per Moschino. 

Arisa, con il nuovo look capelli lunghi e apparecchio, canta molto meglio di Giovanni Caccamo e gli dà una grande mano.

Alice è l’unica non più giovane del Festival che sembra ancora una ragazza. Il suo duetto con Ron è di classe.

Marco Masini affianca Red Canzian ma non scatta la scintilla. 

The Kolors fin dalla prima sera hanno puntato la loro esibizione sulla ritmica e l’affiancamento a Tullio De Piscopo è coerente. Anche la presenza del chitarrista Enrico Nigiotti ricorda al pubblico sanremese che i ragazzi dello spot Vodafone dal vivo sono una bomba. 

Un bacio alla mamma

A Milva va il premio alla carriera. Lo ritira la figlia Martina perché la cantante è da tempo malata e invalida. A invocare un riconoscimento era stato Cristiano Malgioglio a “La vita in diretta” con un accorato appello a favore dell’artista e della sua straordinaria carriera di interprete internazionale. 

Un rock per Claudio

Miracolo, Baglioni canta la canzone di qualcun’altro! Piero Pelù, canaglia impunita, è riuscito non si sa come a scansare il tributo al repertorio del divino Claudio e anzi lo trascina in una versione rock di “Il tempo di morire” di Battisti. Alla faccia di Wikipedia, Baglioni è un cantante melodico e (si potrà dire?) fatica un filo a stargli dietro. 

Un panino alla moglie (e alla figlia)

Pierfrancesco Favino per non essere da meno di Michelle che lancia baci a Tomaso Trussardi, scende dal palco con un mazzo di fiori e si dirige verso una bionda signora: è Anna Ferzetti, la compagna. Accanto a lei, la figlia Greta. A entrambe lascia un panino per reggere la lunga serata. Se pensava di scoraggiare così le ammiratrici, si è sbagliato. Quando poi si scopre che sa suonare il sax è la fine: le quotazioni di Favino sono alle stelle. 

Questa quarta è la serata migliore, e anche se fila liscia, non finisce più. Luca Barbarossa con Anna Foglietta, Nina Zilli con Sergio Cammariere, Elio e Le Storie Tese con i Neri per Caso, si esibiscono dopo l’una di notte e non si riesce a dirne altro. 

La classifica degli esperti

Nella fascia rossa, cioè ai primi posti, la giuria degli esperti piazza Max Gazzè, Luca Barbarossa, Giovanni Caccamo (ops, forse la giuria non è così competente), Meta e Moro, Ron, Ornella Vanoni, Diodato e Roy Paci (sì, sì, sono competenti).

Verdetto un po’ contestato dal pubblico, soprattutto per l’esclusione de Lo Stato Sociale, ma è probabile che il televoto di domani cambierà ancora le cose.   

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