Smoking bianco come il grande Gatsby o come un comandante su un transantlantico, Claudio Baglioni ha dato il via all’attesissima finale della 69esima edizione del Festival di Sanremo. Una finale con tanti dubbi: riuscirà a risollevare le sorti di un’edizione partita non proprio bene?

Le critiche fatte a questo Sanremo firmato dal cantautore più romantico di tutti i tempi, sono state tante: troppo lungo, troppi cantanti tutti insieme, poco trascinanti i presentatori, siparietti che non facevano ridere (ma chi li ha scritti?), un palco “scarno” (ma dove avete messo la scala??? E i fiori???). Però c’è una cosa di cui dobbiamo dare merito a Claudio Baglioni: ci ha fatto conoscere dei giovani autori, trapper e rapper per lo più, che in tv non passano mai e che sarebbero rimasti confinati nei circuiti frequentati dai nostri figli.

E «Nessuno è perfetto» dice Baglioni citando il film A qualcuno piace caldo di Billy Wilder (sì, quello con Marylin Monroe) per spiegare che, comunque, lui ha fatto tutto il possibile per confermare quello che è stato il Sanremo dello scorso anno. L’atmosfera è quasi hollywoodiana e forse questo spiega l’abito da Jessica Rabbit di Virginia Raffaele (Armani Privé) e lo smoking da Dean Martin di Claudio Bisio (Giorgio Armani).

Daniele Silvestri conferma di essere un fuoriclasse, per la serata finale si è messo però l’abito da lavoro. Lo preferivamo col giubbotto di pelle e quell’aria un po’ così da uomo che non deve chiedere mai. In compenso Rancore è più dark che mai e bravissimo col suo freestyle. Anna Tatangelo è bellissima, non c’è che dire, col suo abito blu scollatissimo, sorride ma “Le nostre anime di notte”, anche se ricorda il capolavoro dello scrittore Kent Haruf, non lascia il segno.

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Claudio Baglioni, Virginia Raffaele e Claudio Bisio

SANREMO, ITALY – FEBRUARY 09: Virginia Raffaele on stage during the closing night of the 69th Sanremo Music Festival at Teatro Ariston on February 09, 2019 in Sanremo, Italy. (Photo by Daniele Venturelli/Daniele Venturelli/WireImage)
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Anna Tatangelo

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Daniele Silvestri e Rancore

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Ghemon

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Negrita

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Ultimo

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Nek


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Eros Ramazzotti

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Eros Ramazzotti e Luis Fonsi

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Loredana Bertè

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Francesco Renga


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Mahmood

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Il Volo

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Paola Turci

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Il tormentone? Lo abbiamo inseguito per 4 serate ed eccolo qui: Rose viola di Ghemon è una canzone che entra in testa e non esce più. Comunque il rapper avellinese si farà ricordare. Non fosse altro per i suoi outfit, extralarge, extraoriginal, extra tutto. Quello di stasera a qualcuno ricordava un po’ i giubbotti dell’anas. Ma perché no? Mentre i Negrita a dimostrazione che sono “Ragazzi che stanno bene”, stasera ricordano sempre di più i Rolling Stones. Da notare le piume di struzzo sul microfono (sì perché in questa edizione anche i microfoni si possono personalizzare). Dai Pau, facci ballare come Mick!

Poi arriva Ultimo (stupenda la battuta su twitter di qualche giorno fa: se è Ultimo perché allora il Festival va avanti?) con “Quei tuoi particolari” e la serata si scalda davvero: bella voce, faccina tenera, sguardo languido. A furia di sentirla la canzone attecchisce e lui è già il preferito di tutte le ragazze, e le mamme, col cuore di burro. Per lui applausi a scena aperta.

La serata parte in quarta: un cantante dietro l’altro (a parte qualche siparietto da avanspettacolo e lo show fuori dal teatro di Renato Pozzetto insieme a Lo stato sociale che canta “E la vita e la vita” già colonna sonora di uno spot). Nek arriva senza smoking ma col chiodo da rocker quale è. E continua col suo motto: Mi farò trovare pronto.

Virginia indossa uno smoking da donna bianco ed ecco il primo ospite: Eros Ramazzotti, qui per lanciare il suo “Vita ce n’è tour mondiale” che parte il 17 febbraio da Monaco di Baviera ed approda in Italia l’8 e 9 marzo a Milano e il 16 a Roma. Una canzone e poi il solito duetto con Baglioni: “Adesso tu”, e parte il karaoke in sala e a casa con tanto di braccia alzate e smartphone-accendini accesi. «Grazie Eros per tutta la musica che ci hai dato» dice Baglioni e noi concordiamo. Ma non finisce qui, perché sul palco con Eros sale Luis Fonsi, quello di Despacito, e vai a bailar.

La fatina blu Loredana Berté si conferma grintosa fino alla fine. Il suo “Cosa ti aspetti da me”, “Cosa vuoi da me” siamo sicure che diventerà la risposta pronta di molte di noi per i prossimi mesi. Standing ovation. Mentre è tiepida l’accoglienza per Francesco Renga dopo la brutta battuta di ieri al DopoFestival – in pratica ha detto che la voce maschile è più armoniosa e bella di quella femminile (ma come gli è uscita?). Per fortuna subito dopo arriva Mahmood, una bella scoperta e uno dei nostri preferiti. Stasera è vestito “normale”. Peccato che la partenza sia falsa e il microfono non si sente. Ma lui è simpatico e arrivano gli applausi. E poi stasera dà il meglio. Soldi, soldi, soldi.

Il bianco va alla grande stasera. E anche gli Ex-Otago si presentano sul palco tutti candidi. Sono bravi. E ricordano sempre più una boyband. Chissà che effetto farebbero se cantassero in inglese. In inglese hanno invece cantato in passato sui palchi americani il trio (due tenori e un baritono) Il Volo. Loro sì che sono una boyband, lirica. Il pubblico li ama. E stasera si presentano elegantissimi e in gran spolvero. Musica vera che resta. 
Il momento topico arriva dopo due ore dall’inizio: Virginia si butta nelle imitazioni in cui è la migliore: canta come Malika Ayane, Patty Pravo, Giusy Ferreri, Fiorella Mannoia, Ornella Vanoni… Grandissima. E grande è anche Paola Turci – questa sera in nero e in shorts, con le gambe in vista – lei è bella e la canzone anche. Speriamo porti a casa qualche premio.
Viva The Zen Circus che però sembrano pesci fuor d’acqua su un palco che finora ha celebrato il pop melodico, più o meno. Sono graffianti, il testo è profondo, fanno rumore. E ieri sono riusciti a convincere Brunori Sas a suonare con loro. Ma gli sbandieratori ninja che c’entrano?
«Essere ragazza è uno stato d’animo, non anagrafico» dice Serena Dandini per annunciare Patty Pravo, che si presenta come la principessa Frozen con tanto di fiocchi di neve e strascico, e Briga col frac. La divina ha anche recuperato la voce che mancava le sere precedenti. Ah… l’effetto finale! 
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Patty Pravo

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Patty Pravo con Briga


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Elisa

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Elisa e Claudio Baglioni

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Arisa

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Irama

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Achille Lauro e Boss Doms

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Boss Doms


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Boomdabash

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Intanto il trio di conduttori (sulle note della canzone della Famiglia Addams) fa autoironia delle critiche che sono arrivate dal popolo del web: freddina (Virginia), sbracato (Bisio), ingessato (Baglioni)… Voi cosa ne pensate?

Alle 23,20 arriva Elisa a commuovere gli spettatori. Duetto con Baglioni su Vedrai, vedrai, canzone di Luigi Tenco. Poesia vera. E fazzoletti pronti.

E, se la prima parte della serata era all’insegna del bianco, nella seconda sono tutti vestiti di nero. Come Arisa che, però, stecca. La voce trema. Colpa dell’emozione o dell’influenza pare. Poi ecco una sfilza di giovani (promesse e affermate): Irama, begli occhi e sicuro di sé, ce la mette tutta, pure troppo, ma non ha la presenza di Achille Lauro che, nonostante le polemiche che ha scatenato in questi giorni (è una canzone copiata, inneggia alla droga…), si muove benissimo sul palco, è provocatorio (il chitarrista arriva con un ciuccio in bocca) e per questo piace. Così Rolls Royce è la nuova “Vita spericolata”.

E siamo verso il rush finale della finale. Con le melodie napoletane di Nino D’Angelo con Livio Cori, la coppia più amata dai partenopei; i buoni sentimenti di Federica Carta e Shade, la coppia più amata dai giovanissimi (e la loro canzone è perfetta per loro); Simone Cristicchi, raffinato ma non con la migliore delle sue canzoni; ed Enrico Nigiotti che canta Nonno Hollywood (non vi avevamo detto che l’atmosfera era hollywoodiana?), carino. Geniale l’idea di mettere in scaletta a mezzanotte passata i Boombadash che danno una botta di energia. E così ecco le ultime due canzoni: Einar (non assomiglia terribilmente a Irama? Sarà per la capigliatura) e Motta, che ieri ha vinto il premio per il miglior duetto in coppia con Nada. Motta è un autore di culto, finora un po’ rigido, stasera però, sarà perché è l’ultima sera e lui è l’ultimo davvero, si è sciolto un po’ per cercare l’empatia del pubblico. Tutto finito? Non proprio perché si aprono le votazioni e si assegnano i premi.
Chi ha vinto? 1.Mahmood con Soldi  (emozionatissimo!)
2.Ultimo con I tuoi particolari
3. Il Volo con Musica che resta.
E gli altri premi? Quello della sala stampa va a Daniele Silvestri e Rancore. Così come quello per il miglior testo che va sempre a Daniele Silvestri, Rancore e Manuel Agnelli.Il premio Sergio Endrigo per la migliore interpretazione va a Simone Cristicchi e così quello per la miglior composizione musicale.Mentre il premio Tim Music per il brano più ascoltato in streaming va a Ultimo.
Comunque alla fine la serata è riuscita. Il Mago Forrest, arrivato prima dell’assegnazione dei 3 vincitori ha fatto ridere. I conduttori erano finalmente a loro agio. I cantanti più bravi. Voto alla serata? 7 e mezzo.
Ah e se intanto volete rivederla la trovate su RaiPlay, mentre proprio ieri è uscita la compilation con tutte le canzoni di questo Festival.