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Carta di credito, bancomat, contanti: cosa conviene all’estero?

di Lorenza Pleuteri

Quando si va in all’estero, in vacanza o per lavoro, meglio usare  la carta di credito o il bancomat? Oppure conviene pagare in contanti? E si deve preferire l’euro o la valuta locale? Ecco un vademecum per chi è in partenza

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Quando si va in all’estero, in vacanza o per lavoro, meglio usare  la carta di credito o il bancomat? Oppure conviene pagare in contanti? E si deve preferire l’euro o la valuta locale? Ecco un vademecum per chi è in partenza

Quando si va in all’estero, in vacanza o per lavoro, meglio usare la carta di credito o il bancomat? Oppure conviene pagare in contanti? E si deve preferire l’euro o la valuta locale? Dal portale facile.it, comparatore di prodotti finanziari, rispondono con un vademecum, “dieci regole d’oro da seguire per non incappare in brutte sorprese, evitando costi nascosti e commissioni eccessive, raggiri e tentativi di truffa”. E quando a partire sono i figli, occorre avere ancora più attenzione.                 

Consultare la banca prima di partire per l’estero

“Non tutte le carte attive in Italia – spiegano gli esperti del sito - possono essere usate all’estero. Alcune possono essere abilitate, ma con delle limitazioni. Per questo motivo, anche se può sembrare ovvio, prima di partire è opportuno consultare la banca che ha emesso la carta e verificare se il Paese di destinazione ne ammetta o meno l’uso”.

Carte di credito o bancomat, quale scegliere?

“Con entrambi, purché abilitati nello Stato in cui si vogliono usare, è possibile pagare e prelevare contanti: Per il prelievo, però, le commissioni applicate variano notevolmente: per la carta di credito si aggirano in media intorno al 4 per cento dell’importo richiesto o sborsato, per il bancomat sono pari a circa il 2 per cento. Il secondo, però, ha spesso un limite di utilizzo giornaliero o mensile che, all’estero, potrebbe variare rispetto a quello applicato in Italia. Attenzione, dunque, a non sforare e a non andare in rosso”.

Per il pagamento, poche le differenze

“Per quanto i pagamenti effettuati direttamente negli esercizi commerciali, non ci sono grosse differenze tra le due soluzioni. Se l’operazione avviene in uno dei Paesi Sepa (Stati della Ue che utilizzano l’euro e stati della Ue che hanno un’altra valuta, più Svizzera, Norvegia, Islanda, Liechtenstein, Principato di Monaco), generalmente non sono previste commissioni. È invece possibile vedere applicati costi aggiuntivi, legati al cambio, in caso di uso in aree con valuta diversa dall’euro”.

Furto, clonazione o smarrimento: che fare?

II consiglio degli esperti del portale è uno solo: “Chiamare immediatamente la banca per bloccare la carta smarrita. Non appena informato, l’istituto di credito provvederà all’immediata disattivazione. Se la carta rubata viene utilizzata prima della denuncia del furto, per legge possono essere addebitati fino a un massimo di 150 euro. Il denaro eventualmente sottratto dopo la segnalazione, invece, verrà rimborsato per intero”.

Conviene cambiare contanti all’aeroporto?

“No. Generalmente, utilizzare all’estero la carta per acquisti in valuta locale consente di ottenere un tasso di cambio più vantaggioso rispetto a quelli offerti dagli uffici di cambio presenti all’aeroporto. Meglio cambiare la minore quantità di valuta possibile, preferibilmente nella nostra nazione prima di fare le valigie, e usare il denaro ‘locale’ solo dove non sono accettate la carte”.

Scegliere la valuta locale

“In caso di acquisti o prelievi in area extra-euro, se viene richiesto, è consigliato scegliere di pagare in valuta locale anziché nella propria moneta. Questo consente di evitare commissioni nascoste legate al cambio e ottenere così prezzi e tariffe più convenienti”.

Tutto sotto controllo con un app

“Scegliere una banca dotata di app per mobile – sempre a detta degli esperti di facile.it - consente di monitorare tutti i pagamenti in tempo reale, in modo da tenere sott’occhio i movimenti del proprio conto e le spese”.

Un sms può salvare la situazione

“Se non ci si trova a proprio agio con le app, o se non si vuole aspettare di arrivare a portata di wi-fi per sapere che cosa succede al conto corrente, ci si può continuare ad affidare ai ‘vecchi’ sistemi. Molti istituti di credito consentono di attivare un servizio di alert che, in caso di utilizzo della carta, tramite sms avvisa subito il cliente”.

La vacanza finisce, i rischi continuano

“Anche se se si è tornati a casa e tutto è andato liscio, meglio continuare a monitorare i conti con attenzione. I malintenzionati sanno bene che pochi controllano i movimenti dopo il rientro e, per questo, capita che agiscano anche a mesi di distanza dal furto dei dati. Gli addebiti non autorizzati o le anomalie potrebbero apparire dopo diverso tempo. Se dovesse succedere, avvisare la banca”.

Quale carta dare ai figli che viaggiano da soli?

“I ragazzi, soprattutto se sono al loro primo viaggio all’estero, difficilmente pongono la giusta attenzione alle regole di sicurezza delle carte di credito. Per loro la soluzione migliore è una carta prepagata. Garantisce la stessa praticità del bancomat e ha il vantaggio di avere un plafond limitato, così da tutelare i giovani – e soprattutto i genitori - da eventuali smarrimenti o spese folli. In più può essere ricaricata a distanza, in caso di necessità, anche se con tempi diversi a seconda del tipo. Anche in questo caso, però, prima della partenza bisogna verificare che la carta sia abilitata e accettata nel Paese di destinazione”.

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