Incontinenza post parto: come affrontarla in serenità 

Ne soffre una mamma su cinque, ma spesso è un problema transitorio e affrontato nel modo giusto si risolve completamente. Ecco le dritte per tornare a ridere serene.

di DonnaModerna.com consiglia
 

Un colpo di tosse, una risata, un pacco da sollevare e improvvisamente ti trovi a fare i conti con una perdita di urina. Magari non ne senti parlare spesso, ma in realtà capita a moltissime donne che hanno da poco partorito un bimbo in modo naturale e a volte il problema può presentarsi anche prima, durante gli ultimi mesi di gravidanza.

Il motivo è semplice: la vescica è una struttura simile a un palloncino con un anello muscolare nella parte inferiore che la separa dall’uretra, il canale che conduce l’urina all’esterno. La tenuta di questo anello è garantita dai muscoli del pavimento pelvico, il tessuto che sostiene il peso degli organi addominali. In gravidanza, però, il pavimento pelvico deve sostenere anche il peso del bimbo e del liquido amniotico, quindi può indebolirsi. Il passaggio del piccolo lungo il canale del parto, poi, causa uno stiramento della stessa muscolatura con conseguente aumento della distanza tra ano e vulva e perdita di elasticità e sensibilità dei tessuti. Sempre a causa di questo stiramento, la muscolatura volontaria che regola il flusso dell’urina può diventare meno controllabile, dando luogo a episodi di incontinenza che sono più probabili in caso di un parto lungo, di un bimbo particolarmente grande e quando la madre ha già avuto altri figli, quindi la sua muscolatura è già stata sollecitata in precedenza.

Quindi, parto naturale è sinonimo di incontinenza? No, per fortuna! Anzi, in genere l’incontinenza post parto si risolve spontaneamente nel giro di qualche settimana. Se invece il problema persiste è bene puntare sulla rieducazione del pavimento pelvico con una serie di esercizi che andrebbero eseguiti già negli ultimi mesi di gravidanza per mantenere tonici i muscoli sottoposti allo stress del peso dell’utero.

Gli esercizi sono molto semplici e si basano sulla contrazione e sul rilassamento dei muscoli pelvici. Per capire quali muscoli utilizzare basta andare in bagno e provare ad arrestare il flusso dell’urina: ecco, i muscoli utilizzati sono quelli che dovrai allenare. Più volte al giorno, contrai ripetutamente i muscoli e mantienili contratti per uno o due secondi, dovresti sentire come se si sollevassero leggermente all’interno del tuo corpo. Gradualmente aumenta il tempo di contrazione fino ad arrivare a dieci secondi.

Dopo circa due mesi di esercizio regolare dovresti notare un miglioramento. Se hai difficoltà nell’esecuzione degli esercizi, o ti sembra di non ottenere giovamento, rivolgiti a un’ostetrica preparata oppure ad uno specialista.

Ma  per vivere con serenità c’è un aiuto importante: in commercio si trovano infatti specifici assorbenti per le perdite urinarie, che permettono la massima libertà di movimento; offrono caratteristiche anatomiche che assicurano grande comfort, garantendo nel contempo sicurezza dalle piccole perdite e dai cattivi odori.

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