«Certe storie non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano». E la citazione di Antonello Venditti è doverosa visto che è alla Festa del Cinema di Roma città del celebre cantautore, che gli smokey eyes, come non si vedeva da anni, hanno ricominciato a far palpitare all’unisono i nostri cuori. Dopo stagioni trascorse a corteggiare palpebre nude e mascara discreti, il make-up (evviva!) riscopre il piacere di farsi notare, tornando a mettere gli occhi al centro della scena.

Durante la kermesse appena conclusa, dicevamo, Claudia Pandolfi ha contribuito a riportare l’attenzione sul fascino dello sguardo bistrato. Un invito a rispolverare matite, ombretti e pennelli da sfumatura. Ma attenzione: il trucco occhi più seducente degli ultimi decenni è tornato con qualche regola nuova. Prendete appunti: ecco la smokey eyes 2026 edition.
Dalle dive alle passerelle: tutti pazzi per lo sguardo fumé
Se un tempo bastava nominare lo smokey eyes per evocare Kate Moss, le notti londinesi e le fotografie di una giovanissima Avril Lavigne, oggi il suo fascino ha conquistato una nuova generazione di beauty look. Alla Festa del Cinema di Roma 2026, non solo Claudia Pandolfi ma anche Kim Kardashian, che ha scelto sfumature marroni per accompagnare il suo abito animalier, ed Ema Stokholma, che ha puntato su un trucco intenso nei toni della terra e del nero, hanno dato lezioni diverse dello stesso principio: lo sguardo deve farsi notare, senza necessariamente «divorare» il resto del viso.

Intanto anche Jenna Ortega a New York, durante la proiezione diKlara e il sole, ha sfoggiato il suo caratteristico trucco occhi fumé. Un riferimento perfetto per raccontare la versione più gotica e contemporanea della tendenza, mentre il red carpet degli ultimi Emmy Awards ha confermato la presenza degli smokey eyes tra i beauty look della serata

E non è soltanto una faccenda da tappeto rosso. La Milano Fashion Week ha ufficializzato il ritorno del trucco bistrato anche sulle passerelle Primavera-Estate 2027.

Da Gucci, dove il nero si è spinto verso le tempie con un’attitudine decisamente teatrale, a Giorgio Armani, che ne ha proposto una lettura più delicata e sofisticata, fino alle esplosioni cromatiche di Roberto Cavalli ed Elisabetta Franchi. Insomma, lo smokey, lo abbiamo detto, è tornato, ma non ha nessuna intenzione di comportarsi come vent’anni fa.
Smokey eyes 4.0: ecco come sono
La prima novità riguarda il colore. Il nero carbone non è stato licenziato, semplicemente deve condividere la scena con una squadra di nuovi protagonisti: marrone cioccolato, tortora, bronzo, prugna, grigio antracite, blu denim e verde petrolio. Tonalità che permettono di costruire profondità senza rendere necessariamente lo sguardo troppo duro.

La seconda rivoluzione è nella tecnica. Lo smokey eyes contemporaneo è meno compatto e più modulabile. Il colore si concentra vicino alle ciglia, si alleggerisce salendo verso la piega palpebrale e può allungarsi leggermente verso l’esterno per un effetto lifting ottico. Le sfumature devono fondersi tra loro, senza stacchi netti.

Tra le varianti più interessanti c’è il soft smokey, quasi un velo di ombretto fumoso, ideale per chi ama un trucco chic ma non troppo costruito. Oppure il reverse smokey, che concentra il colore soprattutto lungo la rima inferiore. E ancora il glossy smokey, dall’effetto leggermente bagnato, perfetto per chi vuole aggiungere un guizzo contemporaneo a un grande classico. Il segreto? Non copiare uno smokey eyes visto su un’altra, ma adattalo alla forma del tuo occhio.
Smokey eyes: quando sfoggiarlo? (Spoiler: non soltanto dopo il tramonto)
La buona notizia è che gli smokey eyes hanno smesso di vivere esclusivamente di notte. Per un aperitivo, una cena, un appuntamento galante o una serata speciale, via libera a sfumature intense, magari con un tocco metallico al centro della palpebra. Il classico nero rimane un alleato prezioso, soprattutto quando l’outfit è essenziale.

Di giorno, invece, basta abbassare il volume. Una matita marrone sfumata lungo l’attaccatura delle ciglia, un ombretto tortora e un velo di mascara sono sufficienti per ottenere uno sguardo più definito senza sembrare pronte per il red carpet alle nove del mattino. Anche in ufficio, dunque, il trucco fumé può funzionare: purché sia leggero, ben sfumato e coerente con il contesto.

Quando, invece, sarebbe meglio evitarlo? Più che di occasioni proibite, si tratta di scegliere la versione giusta. Un nero molto intenso, con palpebra interamente scura e rima inferiore marcata, può risultare eccessivo in un ambiente formale diurno o quando si desidera un’immagine particolarmente fresca e naturale. Meglio allora una versione soft, che definisca senza appesantire.
Smokey eyes, quello che adesso è decisamente out
Da archiviare è soprattutto l’effetto panda, ovvero il nero distribuito indistintamente intorno all’occhio, senza sfumature e senza una forma precisa. Ma anche le palpebre completamente grigie, dal bordo netto e con ombretto spinto fino alle sopracciglia, come in certi tutorial dei primi Duemila. Attenzione anche al sovraccarico. Smokey eyes nerissimo, sopracciglia molto disegnate, ciglia finte XXL, contouring marcato e labbra super definite possono creare un insieme poco armonioso, se l’obiettivo è un look contemporaneo e portabile. Meglio scegliere un solo protagonista.

Un altro errore? Pensare che il nero stia bene a tutte nello stesso identico modo. Su occhi piccoli o incappucciati, per esempio, un contorno completamente scuro e molto spesso può ridurre visivamente lo sguardo. Meglio lavorare con sfumature più sottili e concentrare l’intensità verso l’esterno. Infine, guai a confondere l’effetto vissuto con quello trascurato. Lo smokey può essere morbido, grunge e perfino volutamente imperfetto, ma deve esserci un’intenzione precisa dietro il risultato. Le sbavature casuali, invece, non sono una tendenza. Più che altro un invito a usare un cotton fioc.
Il trucco per farlo bene? Comincia dalla matita
Per realizzare uno smokey eyes contemporaneo non servono necessariamente dieci ombretti e la manualità di livello pro. Basta una matita morbida, un eye shadow di tonalità simile e un pennello da sfumatura. Si parte tracciando una linea vicino alle ciglia superiori, da sfumare immediatamente prima che si fissi. Si applica poi l’ombretto sopra la matita, intensificando il colore soprattutto nell’angolo esterno. Un tono più chiaro aiuta ad ammorbidire i bordi, mentre una piccola quantità di mascara completa il risultato. Per un effetto più deciso, si può aggiungere un tratto sottile anche sotto l’occhio.
Il tocco finale è una base luminosa, non necessariamente molto coprente, accompagnata dablush delicato e labbra nude, rosate o color biscotto. Ma chi ama i contrasti può osare anche un rossetto più intenso, alleggerendo il trucco occhi. Alla fine, la vera novità dello smokey eyes 2026 è tutta qui: non si tratta più di nascondere lo sguardo dietro una nuvola nera, ma di dargli carattere, lasciando che siano gli occhi a parlare.