Ammettilo: davanti allo specchio, ogni buchino o increspatura sulle gambe finisce per essere etichettato come “cellulite”. Ma la buccia d’arancia ha diverse identità e per sconfiggerla il segreto è guardarla da vicino.
Come riconoscere il proprio tipo di cellulite
C’è quella dovuta alla pura ritenzione idrica: le gambe sono gonfie, la pelle è “spugnosa” e quella sensazione di pesantezza a fine giornata ti dice che il microcircolo è in difficoltà.
Tutt’altra musica per la cellulite localizzata, quella dei noduli che senti sotto le dita e che spesso fanno anche un po’ male: qui il grasso si è insediato stabilmente e non bastano le buone intenzioni a tavola per mandarlo via. Anzi, magari non sei nemmeno in sovrappeso.
E poi c’è la cellulite “falsa”, che compare dopo gli anta: la pelle perde il sostegno di collagene ed elastina e cede, creando onde che sembrano cuscinetti ma in realtà sono solo un rilassamento dei tessuti.
Il test della verità? Pizzica la pelle e tirala verso l’alto: se l’inestetismo sparisce, la tua missione è soprattutto rassodare. Una volta individuata l’anima della tua cellulite puoi scegliere l’arma giusta tra hi-tech, creme mirate e piccoli trick quotidiani.
1. Ritenzione idrica: quando il problema è la circolazione
Se hai solo ritenzione, cambia marcia subito: sei ancora in tempo per liberarti della buccia d’arancia.
A CASA Prova il dry brushing: la spazzolatura a secco dal basso verso l’alto sferza il microcircolo. «Sì a bendaggi salini e integratori drenanti, come la bromelina (500-1000 mg al giorno) per almeno 3 mesi» suggerisce Norma Cameli, dermatologa estetica.
IN ISTITUTO Il linfodrenaggio manuale, una o due volte alla settimana, è un evergreen, ma per funzionare deve essere leggero e rilassante: niente manovre eccessive. Anche la pressoterapia è utile per sgonfiare, ma attenzione se hai i capillari fragili.
DAL MEDICO ESTETICO La mesoterapia si conferma un grande classico, sempre efficace. Le tecniche più recenti utilizzano cocktail innovativi che non si limitano a drenare, ma agiscono come una vera e propria “calamita”, catturando i metalli tossici responsabili dell’infiammazione ed evitando che la cellulite peggiori. La tabella di marcia? 7-12 sedute.

Ritenzione idrica: controlla la suola delle scarpe
Strano ma vero la suola ti dice molto: se è consumata in modo irregolare, indifferentemente da una parte o dall’altra, significa che il tuo appoggio è sbilanciato e la pompa naturale sotto il piede non lavora in modo corretto. Questo inceppa il ritorno linfatico, facendo ristagnare i liquidi. Non solo: una postura scorretta crea tensioni muscolari che “strizzano” i vasi sanguigni, togliendo ossigeno ai tessuti e infiammando le cellule adipose. Cosa fare? Andare da un podologo e farsi prescrivere un plantare su misura per correggere l’appoggio. In alternativa puoi anche provare con il massaggio plantare.
I migliori cosmetici per un effetto drenante




2. Cellulite localizzata: i cuscinetti più difficili
Quando la cellulite si concentra in zone specifiche, non basta drenare i liquidi, ma bisogna dare una scossa al metabolismo dei grassi per “smontare” i cuscinetti.
A CASA I tuoi migliori alleati sono i fanghi d’alga a effetto termico. Il calore apre i pori e favorisce la penetrazione di attivi come la caffeina e lo iodio, contenuto nelle alghe brune come il fucus, che aiutano a scindere i grassi stoccati nelle cellule. Per un’azione d’urto, applicali due volte a settimana.
IN ISTITUTO Punta sugli apparecchi multi funzione come T-Shape 2 (baldangroup.com) o Fisiotron Evo Plus (dibimilano.com). Combinano varie tecnologie come laser, ultrasuoni o massaggio vacuum, permettendo all’estetista di trattare diversi tipi di cellulite. Questi protocolli richiedono in media una decina di sedute.
DAL MEDICO ESTETICO «Emtone è la tecnologia che colpisce simultaneamente le 5 cause della cellulite: adiposità localizzata, fibrosi, ritenzione, microcircolo pigro e lassità cutanea» spiega Francesca Flagiello, medico estetico. «Associa radiofrequenza e onde d’urto focalizzate, due energie potenti che prima venivano usate separatamente: si ottengono così risultati superiori». Di solito si consigliano 4-6 sedute.

Cellulite: le dritte fitness anti buccia d’arancia
La gym per i cuscinetti è su misura. Conosciuto come il personal trainer delle donne, Christian Boceda si occupa in modo specifico di ritenzione e inestetismi. Al suo milione e oltre di followers raccomanda in caso di cellulite di accantonare corsa o esercizi intensi (corsa, corda, burpees, affondi) che infiammano i tessuti. «La vera soluzione non è la fatica, ma la riattivazione del sistema circolatorio» spiega. «Sì a scrollate delle gambe, sollevamenti sulle punte dei piedi, massaggio plantare con una pallina da tennis e respirazione diaframmatica».
Cellulite localizzata: i cosmetici ad hoc





3. Pelle rilassata dopo gli anta: la falsa cellulite
Con il tempo, ciò che vedi è spesso rilassamento cutaneo: la pelle perde collagene e cede, mimando la cellulite. In questo caso devi innanzitutto rassodare.
A CASA «Nella beauty routine non devono mancare creme a base di peptidi, silicio e vitamina C per ricompattare l’impalcatura cutanea» suggerisce la dottoressa Cameli.
IN ISTITUTO L’elettrostimolazione aiuta a tonificare non solo la pelle ma anche i muscoli superficiali regalando un effetto tensore. Un ciclo di 10 sedute, 2 volte alla settimana, è il top. L’ultima novità? Le microcorrenti vengono trasmesse, anziché dal classico manipolo, da guanti indossati dall’estetista mentre ti massaggia.
DAL MEDICO ESTETICO La radiofrequenza a microaghi arriva dove le altre si fermano: nel cuore del derma. Se abbinata a un siero agli esosomi, che sfrutta i forellini per scendere in profondità, l’effetto rassodante è raddoppiato. Qui i tempi sono dilatati: le sedute (in media 3-4) si fanno a distanza di un mese.
Cellulite: trattamenti mirati per rassodare



