Non servono doti fisiche straordinarie, né l’elasticità di una contorsionista. Per praticare AcroYoga bastano due elementi che a volte in una coppia scarseggiano: il coraggio di affidarsi all’altro e l’ascolto reciproco. A confermarlo sono Marcella Basso e Andrea Del Zotto, insegnanti di AcroYoga, coppia nella vita e sul tappetino.
Che cos’è l’AcroYoga
« L’AcroYoga è una disciplina mista, – spiegano – che fonde l’acrobatica di coppia, lo yoga e il massaggio thailandese, recuperando gli elementi essenziali da ognuno di questi approcci. Dallo yoga riprende l’attenzione al respiro, agli allineamenti e all’ascolto profondo di se stessi. Dal massaggio thai eredita la cura del corpo e la sensibilità verso l’altro. Dall’acrobatica trae la bellezza delle figure in volo».
A differenza di quanto si possa pensare guardando le foto sui social, l’AcroYoga non è una pratica per pochi. «È una disciplina accessibile – assicurano i due insegnanti – anche se a prima vista può sembrare proibitiva. Con le giuste indicazioni, passo dopo passo chiunque può cimentarsi. La flessibilità non è un prerequisito fondamentale, ma ci si lavora gradualmente e si guadagna».
Nelle loro classi infatti Marcella e Andrea seguono persone molto diverse per età, peso e altezza che lezione dopo lezione imparano ad equilibrarsi a vicenda.
Oltre i muscoli: abbattere la paura e riscoprire il gioco a due
I benefici fisici dell’AcroYoga sono evidenti e si basano soprattutto sulla flessibilità, sul tono e sul potenziamento muscolare, ma il vero valore aggiunto si ritrova nella sfera emotiva e relazionale. Praticarlo significa superare la diffidenza, vincere la paura del contatto e riscoprire il piacere puro del gioco a due.
«Io nella coppia sono quella che esegue le figure aeree e per mia natura ho sempre un pizzico di timore nell’affidarmi – racconta Marcella – per questo per me questo lavoro è una pratica costante di costruzione della fiducia. Una fiducia che richiede continui aggiustamenti da comunicare verbalmente». Allo stesso tempo affidarsi all’altro diventa un enorme sollievo perché consente di lasciare andare pesi emotivi e fisici e comprendere – ci spiega l’istruttrice – che alcune cose non si possono fare da soli, ma in due ci si può liberare da molte paure.
Il triangolo della sicurezza
Per praticare AcroYoga serve essere in tre. Durante le lezioni i partecipanti vengono divisi in piccoli gruppi per sperimentare tre ruoli distinti: la base, il flyer e lo spotter.
Il primo è la radice della posizione e, soprattutto se principiante, lavora prevalentemente a terra per garantire stabilità. Il secondo è invece la figura aerea che esegue le evoluzioni sostenuta dalla base. Il terzo, chiamato appunto Spotter, è un compagno di pratica che osserva da fuori e garantisce la sicurezza. Proprio perché non direttamente coinvolto, attraverso l’osservazione impara.
Soprattutto all’inizio si provano tutti i ruoli per sviluppare una profonda empatia: scambiare la posizione infatti è il modo migliore per sentire in prima persona la fatica e lo sforzo che sta facendo l’altro.
La regola del Noi
Durante la pratica Marcella e Andrea condividono con gli allievi un preciso codice comunicativo perché imparare a esprimere i propri bisogni è fondamentale, ma pensandosi e parlando sempre come un “noi”.
Con il tempo la comunicazione verbale lascia il posto a un’intesa più sottile. «Ci sono cose che vanno dette a voce – precisa Andrea – ,ma con la pratica la coppia impara a sentire i bisogni del corpo dell’altro, anche senza bisogno di parlare. Si sviluppa una capacità unica di leggere reciprocamente e in silenzio i segnali dell’altro.
Come si svolge una lezione
La lezione ha una struttura progressiva e fluida che prevede un riscaldamento individuale, dedicato all’allungamento e alla percezione di se e poi a seguire un momento dinamico di gruppo, energizzante e giocoso per scaldare la relazione. Poi c’è il tempo per studiare le figure e i passaggi in volo. Infine si conclude con alcune tecniche di massaggio thai o posizioni acrobatiche terapeutiche, durante le quali si sfrutta la forza di gravità per scaricare tensioni.
Equilibrare il respiro per sintonizzarsi con l’altro
Dal punto di visto yogico l’AcroYoga punta a riequilibrare l’energia solare (dinamica e attiva) con quella lunare (ricettiva e dedita all’ascolto). Per far funzionare le posizioni è necessario sintonizzare il respiro di base, flyer e spotter. Quando tutti e tre trovano un ritmo comune la gravità sembra svanire e tutto diventa più facile e leggero.
Imparare a cadere per imparare a fidarsi
Il segreto dell’AcroYoga e la lezione più preziosa che questa disciplina può regalare per la vita di coppia risiede nella gestione dell’imprevisto. La fiducia è infatti il tema cruciale e durante le lezioni è fondamentale costruirla passo dopo passo. Con i giochi di relazione, la coordinazione respiratoria e l’analisi delle posizioni, si cerca di ridurre al minimo il rischio di farsi male e di cadere. Durante la pratica si impara proprio a cadere “bene“, memorizzando i movimenti corretti per staccarsi e toccare terra in sicurezza. Sapere di possedere gli strumenti per gestire un’eventuale caduta disinnesca la paura di sbagliare. È la metafora perfetta per la coppia: solo quando sappiamo come rialzarci senza farci male siamo davvero pronti a sostenere l’altro e volare.