Quando si parla di pelle compatta ed elastica, prima o poi compare il collagene. Questa proteina è, infatti, una componente importante della pelle e di molti altri tessuti del nostro corpo. Con il passare degli anni, però, l’equilibrio tra produzione e degradazione cambia.

Da qui nasce l’interesse per gli alimenti ricchi di collagene e per quelli che forniscono le sostanze necessarie a produrlo. Ma attenzione: mangiare un alimento che contiene collagene non significa trasferirlo direttamente alla pelle. La faccenda è un po’ più complessa. E anche più interessante.

Collagene e pelle: perché questa proteina è così importante

Immaginiamo il collagene come parte dell’impalcatura che sostiene diversi tessuti del nostro organismo. È presente nella pelle, ma anche in ossa, tendini, legamenti, cartilagini e vasi sanguigni.

Nel derma contribuisce alla struttura e alla resistenza della pelle. Con il tempo, tuttavia, i processi che regolano produzione e degradazione del collagene cambiano. Anche fattori esterni e abitudini quotidiane possono entrare in gioco, come esposizione ai raggi UV e fumo.

E l’alimentazione? Ha un ruolo, ma bisogna comprenderlo bene. Il collagene che mangiamo viene digerito e scomposto in peptidi e amminoacidi. L’organismo dispone poi di queste sostanze insieme ad altri nutrienti per i propri processi metabolici.

Per questo sarebbe eccessivo aspettarsi che una porzione di salmone o una tazza di brodo cancellino una ruga. Ha più senso osservare l’alimentazione nel suo insieme e assicurarsi che non manchino i nutrienti necessari.

Alimenti ricchi di collagene: dove trovarlo davvero

C’è una distinzione importante da fare. Il collagene presente direttamente negli alimenti è di origine animale. Le fonti alimentari sono soprattutto quelle che comprendono pelle, cartilagini e altri tessuti connettivi.

Un esempio diventato molto popolare è il brodo di ossa. La lunga cottura di ossa e tessuti connettivi porta nella preparazione gelatina derivata dal collagene. Quantità e composizione, però, possono variare in base agli ingredienti e alla preparazione.

Anche la gelatina alimentare deriva dal collagene animale sottoposto a lavorazione. E poi ci sono carne, pollo e pesce. In questi alimenti il collagene è più concentrato soprattutto nelle parti ricche di tessuto connettivo.

Nel pesce, per esempio, che sia bianco o azzurro, una parte significativa si trova nella pelle e nelle strutture connettive. Questo non significa che dobbiamo rivoluzionare il menu o mangiare parti che non ci piacciono. Significa semplicemente sapere dove si trova questa proteina.

Una volta ingerito, infatti, il collagene affronta la digestione come le altre proteine. Viene quindi scomposto in unità più piccole. Il nostro organismo utilizzerà ciò che ha a disposizione secondo le proprie necessità.

Vitamina C, proteine e minerali: cosa serve per produrre collagene

Ed è qui che la tavola diventa molto più colorata. Per sostenere la normale sintesi del collagene non dobbiamo cercare soltanto alimenti che lo contengono già.

Un ruolo fondamentale appartiene alla vitamina C. Il National Institutes of Health statunitense la indica come necessaria alla biosintesi del collagene. Una sua grave carenza compromette, infatti, questo processo e indebolisce i tessuti connettivi.

Dove trovarla? Ad esempio all’interno di kiwi, agrumi, fragole, peperoni, broccoli e cavoli. Ed ecco perché anche un’alimentazione vegetale può fornire elementi importanti per la produzione di collagene, pur non contenendo collagene in senso stretto.

Servono poi gli amminoacidi, cioè i componenti delle proteine. Glicina, prolina e lisina partecipano alla struttura del collagene. Una dieta che garantisce un adeguato apporto proteico fornisce quindi le materie prime utilizzate dall’organismo.

Nel quadro entrano anche minerali come rame e zinco. Le fonti proposte comprendono frutta secca, semi, cereali integrali, carne e alcuni frutti di mare.

Il vantaggio è che non occorre costruire una dieta monotona intorno al «cibo del collagene». È molto più sensato variare e combinare fonti proteiche, frutta, verdura, legumi, semi e frutta secca.

Cosa mettere nel piatto per sostenere il collagene della pelle

A questo punto la domanda diventa molto concreta: cosa mangiamo? Non serve una lista rigida. Possiamo ragionare per combinazioni.

Un piatto di pesce accompagnato da peperoni o broccoli, per esempio, abbina proteine a una fonte di vitamina C. Lo stesso principio può essere applicato a molti pasti quotidiani.

Anche i legumi possono entrare facilmente nel menu. Ceci, lenticchie e fagioli forniscono proteine vegetali e si prestano ad abbinamenti con verdure ricche di vitamina C. Una semplice insalata di legumi può quindi diventare un piatto interessante anche sotto questo profilo.

A colazione o negli spuntini possiamo alternare frutta fresca e frutta secca. Kiwi, fragole e agrumi aumentano la varietà delle fonti di vitamina C. Noci, mandorle, anacardi e semi contribuiscono invece all’apporto di proteine e minerali.

Uova, pesce e pollame rappresentano altre possibilità per variare le fonti proteiche. Non è necessario concentrare tutti questi alimenti nello stesso giorno. È l’equilibrio complessivo della dieta a contare più del singolo ingrediente di moda.

Collagene e invecchiamento della pelle: non conta soltanto quello che mangiamo

Riempire il frigorifero di kiwi e salmone e dimenticare tutto il resto sarebbe una scorciatoia troppo semplice. La salute della pelle dipende da molti fattori e il collagene non fa eccezione.

Un ruolo importante è rappresentato dall’esposizione ai raggi UV, dal fumo e dallo stress ossidativo nella degradazione del collagene. L’alimentazione è quindi una tessera di un mosaico più grande.

Un discorso a parte meritano gli integratori di collagene, diventati molto popolari. La ricerca scientifica non offre un quadro completamente uniforme. Una meta-analisi del 2023 su 26 studi randomizzati ha riscontrato miglioramenti dell’idratazione e dell’elasticità cutanea, segnalando però la presenza di bias e la necessità di studi più ampi.

Una successiva revisione del 2025 ha analizzato 23 studi randomizzati, per un totale di 1.474 partecipanti. Considerando separatamente gli studi di qualità più elevata e quelli non finanziati dall’industria, non ha trovato benefici significativi su idratazione, elasticità e rughe. Gli autori concludono che le prove disponibili non supportano l’uso degli integratori per prevenire o trattare l’invecchiamento cutaneo.

Il messaggio da portare in cucina è dunque meno spettacolare di una promessa antiage, ma molto più semplice da mettere in pratica. Non esiste un alimento capace, da solo, di fermare il tempo sulla pelle. Possiamo però offrire ogni giorno all’organismo proteine, vitamina C e altri nutrienti di cui ha bisogno. E farlo con una tavola varia, colorata e piacevole resta probabilmente la strategia più facile da trasformare in un’abitudine.