Bastano pochi minuti e il pranzo del giorno prima è di nuovo caldo. Il microonde ci ha abituati alla velocità e, nelle giornate più piene, è difficile rinunciare alla sua praticità. Ma questo non significa che possiamo infilarci qualsiasi cosa. Ci sono cibi da non riscaldare nel microonde o da trattare con particolare attenzione.

Alcuni possono accumulare pressione, altri rischiano di scaldarsi in modo poco uniforme. In altri casi non c’è un problema di sicurezza: semplicemente pizza, pane o fritti ne escono decisamente peggiori. Ecco allora come distinguere i rischi reali dai piccoli disastri culinari.

Cibi da non riscaldare nel microonde: quando serve davvero attenzione

Partiamo dalle uova. Quelle intere con il guscio non vanno riscaldate nel microonde. Il vapore che si forma rapidamente all’interno può aumentare la pressione fino a provocarne lo scoppio. Anche un uovo sodo già sgusciato può riservare brutte sorprese, perché il vapore può restare intrappolato nella sua struttura.

Un principio simile vale per alcuni alimenti racchiusi da una buccia o da un involucro. Pomodori, mele e salsicce con il budello, per esempio, possono trattenere il vapore. La pressione interna può quindi provocare scoppi e schizzi bollenti. Quando il tipo di alimento lo consente, forarlo prima del riscaldamento riduce questo inconveniente.

Uova esplose durante la cottura nel microonde

Attenzione anche alle preparazioni molto dense. Una salsa può sembrare tranquilla e poi schizzare quando viene mossa. Per salse, sughi e zuppe è utile impiegare un contenitore adatto e coprirlo con un coperchio compatibile con il microonde.

Un caso particolare è quello dei peperoncini freschi. La capsaicina responsabile della loro piccantezza può essere dispersa nei vapori durante il riscaldamento. Aprendo lo sportello, questi vapori possono risultare molto irritanti per occhi e vie respiratorie.

Il punto, quindi, non è avere paura del microonde. Le microonde sono radiazioni non ionizzanti e non rendono radioattivo il cibo. La cautela riguarda piuttosto ciò che accade agli alimenti durante un riscaldamento molto rapido.

Riso, patate e pollo: il problema può iniziare prima del microonde

Con gli avanzi entra in gioco un’altra questione: come sono stati conservati prima di essere riscaldati. Il microonde non può rimediare a una cattiva conservazione. E riscaldare un alimento non significa automaticamente renderlo sicuro.

Il riso cotto richiede particolare attenzione. Può contenere spore di Bacillus cereus, capaci di sopravvivere alla cottura. Se il riso viene lasciato a temperatura ambiente, le spore possono germinare e produrre tossine. Riscaldarlo successivamente non risolve necessariamente il problema delle tossine già formate.

Anche con le patate cotte la conservazione è importante. Lasciarle a lungo a temperatura ambiente, soprattutto in determinate condizioni di conservazione, può favorire la crescita microbica. È quindi essenziale raffreddare e conservare correttamente gli avanzi, invece di affidarsi al successivo passaggio nel microonde.

Il pollo merita a sua volta qualche precauzione. Le carni avicole possono essere contaminate da batteri come Salmonella e Campylobacter. Poiché il microonde può produrre zone più calde e altre più fredde, è importante che il riscaldamento sia uniforme.

La regola utile da ricordare è semplice: il microonde scalda, ma non cancella ciò che è accaduto prima. Un avanzo conservato male non torna sicuro soltanto perché è molto caldo.

Pizza, fritti e pane: quando il microonde rovina soprattutto la consistenza

Poi ci sono gli alimenti che nel microonde non diventano necessariamente pericolosi, ma rischiano di perdere tutto il loro fascino. La pizza avanzata è probabilmente l’esempio più familiare.

Nel microonde la base può diventare molle, mentre il bordo rischia di risultare gommoso o duro. Se vuoi ritrovare una consistenza più vicina a quella originale, le fonti suggeriscono forno tradizionale o friggitrice ad aria.

Lo stesso problema riguarda i fritti. Patatine e altri cibi croccanti soffrono l’umidità che si crea durante il riscaldamento. Quella superficie asciutta e fragrante che li rende invitanti lascia così spazio a una consistenza molle e poco piacevole.

Anche il pane ha un rapporto complicato con questo elettrodomestico. Appena scaldato può sembrare morbido, ma tende poi a seccarsi rapidamente. Se l’obiettivo è recuperare una pagnotta o qualche fetta avanzata, il forno tradizionale offre generalmente una resa migliore.

In questi casi, dunque, parlare di alimenti pericolosi sarebbe fuorviante. La questione è soprattutto gastronomica. Il microonde fa bene il suo lavoro, cioè riscalda rapidamente. Semplicemente, non sempre il risultato coincide con quello che vorremmo trovare nel piatto.

Pasta e bistecca: come evitare un avanzo triste e asciutto

La pasta del giorno prima è un grande classico del frigorifero. Ma basta qualche minuto di troppo per ritrovarla secca, appiccicosa e poco invitante. Il problema diventa più evidente quando il condimento è scarso e l’alimento ha già perso parte della sua umidità.

Un’alternativa indicata dalle fonti è scaldare la pasta condita in padella aggiungendo poca acqua e mescolando. La pasta senza condimento può invece essere immersa per pochissimo tempo in acqua bollente.

La bistecca presenta un problema simile. Un riscaldamento troppo aggressivo può continuare a cuocere la carne, facendole perdere succosità. Il risultato rischia così di essere molto diverso dalla bistecca morbida della sera precedente.

Tra le alternative suggerite c’è il forno tradizionale a temperatura moderata. L’obiettivo, in questo caso, non è raggiungere il piatto nel minor tempo possibile. È restituirgli calore senza sottoporlo a una seconda cottura troppo intensa.

Questo è anche un buon criterio generale per scegliere come riscaldare gli avanzi. Prima di premere il pulsante del microonde, chiediti quale caratteristica vuoi conservare. Se sono croccantezza, morbidezza o succosità, qualche minuto in più con un altro metodo può fare la differenza.

Contenitori, porzioni e potenza: gli errori da evitare con il microonde

Non conta soltanto quello che metti nel microonde. Conta anche come lo metti. Il primo controllo riguarda il contenitore: deve essere espressamente adatto a questo tipo di utilizzo.

Vetro, Pyrex, ceramica e porcellana non decorate sono tra i materiali migliori. I metalli, comprese le comuni vaschette di alluminio, vanno invece evitati. Per la plastica bisogna verificare che il recipiente sia progettato per l’impiego nel microonde.

Anche le dimensioni delle porzioni fanno la differenza. Quantità troppo abbondanti favoriscono un riscaldamento poco uniforme. Meglio distribuire gli alimenti senza sovrapporli quando possibile, girandoli o mescolandoli durante il processo.

Per scongelare carne e pesce è opportuno utilizzare la funzione defrost e seguire le istruzioni dell’apparecchio. Il riscaldamento troppo rapido può, infatti, scongelare alcune zone mentre altre restano ancora fredde.

Infine, non dimenticare la pulizia, anche al primo utilizzo. Schizzi, grasso e residui possono produrre cattivi odori, compreso quello di bruciato, e accumularsi sulle superfici interne. Rimuovere subito lo sporco e pulire periodicamente il forno aiuta a mantenerlo in buone condizioni.

Il microonde, insomma, non è un elettrodomestico da guardare con sospetto. È uno strumento veloce e pratico che funziona meglio quando ne conosciamo i limiti. Scegliere il recipiente giusto, conservare correttamente gli avanzi e mescolare i cibi quando serve sono piccoli gesti che fanno la differenza. E qualche volta la scelta migliore resta semplicemente accendere il forno o mettere una padella sul fuoco.