La quarta edizione di I feel good, il nostro evento annuale in collaborazione con Starbene dedicato al benessere, si è chiusa all’insegna del divertimento e della partecipazione. Una intensissima due giorni alla Fondazione Riccardo Catella di MIlano tra talk, workshop, lezioni di yoga e di fitness, momenti di intrattenimento e di confronto con i nostri esperti e quelli di Starbene.

Siete intervenuti numerosissimi alla cardiocamminata nella Biblioteca degli alberi e alle sessioni di Tai Chi e Zumba, e non vi siete persi l’esperienza del canto. Michele Acocella, il non-maestro di HardKoro, ci ha trascinato tutti tra canti e cori alla riscoperta del piacere di stare insieme, anche tra sconosciuti. Un momento davvero unico, perfetto per chiudere questo appuntamento.

L’apertura dei nostri talk

L’edizione 2026 si è aperta sabato con il primo talk, una conversazione a cuore aperto tra la nostra direttrice Maria Elena Viola e Silvia Lucchini, consulente d’impresa e founder del brand QL2, accompagnata dalla dottoressa Veronica Zuber, chirurga generale e senologa presso l’unità operativa di Chirurgia della mammella del San Raffaele di Milano.

L’incontro con Silvia Lucchini: un inizio di giornata super positivo

Silvia lucchini
Silvia Lucchini ci ha guidato in una sessione di yoga

Silvia ci ha raccontato come a 42 anni, mentre la sua vita era un treno in corsa, tra il lavoro, le figlie adolescenti, il marito, i mille impegni e le soddisfazioni di una carriera in piena ascesa, un brutto tumore al seno l’ha fermata.

Aveva appena iniziato un training per diventare insegnante di yoga, sua grande passione. E il primo pensiero è stato: mollo. La paura che segue la diagnosi di una malattia così importante è paralizzante. Eppure tra gli esami, la chemio, i controlli, le inevitabili pause e una inattesa recidiva, è riuscita a finire il corso. E lo yoga è diventato la sua salvezza. La spinta per non arrendersi e darsi uno scopo. Addirittura per mettere in piedi un gruppo di donne, le sue amiche – affettuosamente chiamate “le gine” – che si sono prestate come cavie per le sue prime lezioni. Durante i giorni bui del Covid a Bergamo i loro incontri via Zoom sono stati preziosi e hanno creato il nucleo base da cui sono poi nate Le Yogine.

La diagnosi

A rendere possibile tutto questo anche il sostegno di una dottoressa speciale, Veronica Zuber, che ha accompagnato Silvia in tutto il decorso della malattia. «Non è mai facile dare un responso spiacevole a una paziente, ma ancora di più se è giovane, come Silvia» ci ha raccontato Veronica. «Eppure piano piano si è creato un legame di intesa e complicità, che ha fatto bene a entrambe. Non sono solo i medici a dare qualcosa ai pazienti, in termini di cura e di ascolto, anche noi riceviamo tanto. Da Silvia ho imparato l’amore per la vita e la resilienza».

Oggi le yogine sono un gruppo sempre più nutrito e affiatato, che segue i corsi dentro e fuori l’ospedale. «Ho voluto restituire quello che ho imparato dal mio cancro, facendo lezioni alle pazienti del reparto oncologico del San Raffaele» ci ha raccontato Silvia. Finito il talk, tutte al tappetino per mezz’ora di pratica. Un inizio di giornata super positivo. Namaste’.

Lo psichiatra Leonardo Mendolicchio e i disturbi alimentari

La nostra giornalista Donatella Gianforma, Veronica Lodato e Leonardo Mendolicchio
La nostra giornalista Donatella Gianforma, Veronica Lodato e Leonardo Mendolicchio

Il palco, proprio nella Giornata mondiale della salute mentale, ha poi ospitato il vostro amatissimo Leonardo Mendolicchio, psichiatra e volto di Fame d’amore su Rai3 che, in dialogo con Donatella Gianforma, ci ha illuminato sul rapporto che abbiamo con il nostro corpo e la nostra immagine. Con loro, Veronica Lodato – paziente del doc che ha affrontato l’anoressia e che oggi, a 29 anni, fresca di laurea in medicina ha deciso di specializzarsi proprio in psichiatria. Questi anni contrassegnati dal movimento della body positiivity purtroppo non hanno aiutato a diminuire i disturbi alimentari, anzi.

Il dottor Mendolicchio ha allargato lo sguardo non solo ai casi più conosciuti, ma alle “nuove” vittime, come anziani che sempre più spesso affondano in certi cibi le loro vite solitarie, e giovani e giovanissimi maschi, ossessionati dall’alimentazione. Non è più solo con la magrezza anoressica che si manifestano i disturbi. «Da me in studio arrivano ragazzini di 13, 14 anni con un fisico “scolpito” da ore di allenamenti in palestra o sui campi di calcio» ha continuato il doc. Questi quasi bambini «trascorrono il tempo a controllare cosa possono mangiare e cosa no per fare muscolo».

L’importanza di chiedere aiuto

Quando carattere e comportamento cambiano e, contemporaneamente, il rapporto con il cibo si complica, chiedete un aiuto. È stato il consiglio dell’esperto per le famiglie. «Meglio fare una visita inutile che trascurare il problema, anche perché, ce lo dicono gli studi, intervenire presto è decisivo». Veronica nello studio del dottor Mendolicchio ci è arrivata a 19 anni. «Io faccio sempre una domanda ai miei pazienti» ha detto lui. «Chiedo: cosa vuoi fare nella vita. Veronica mi ha risposto medicina, “come suo zio”.

Nel percorso della terapia abbiamo liberato questo progetto dalle aspettative altrui. Lei ha capito che la sua voglia di diventare medico era solo sua, non dipendeva dai genitori, dai famigliari, dagli altri». Ritrovare il proprio desiderio, ha confermato Veronica: è questo che un passo alla volta l’ha liberata dall’ossessione del cibo. «Oggi ti senti guarita?» le abbiamo chiesto. «Sì» ha risposto lei visibilmente emozionata «Certo che ci sono dei momenti di fragilità ma chi non ne ha?».

Non lasciamo sole le neo-mamme: incontro con Nina Gigante

Chiara Gregori, ginecologa e sessuologa, con Nina Gigante, giornalista, Vivian Sciacca, doula e operatrice di Medicina Tradizionale Cinese e Maria Elena Viola
Chiara Gregori, ginecologa e sessuologa, con Nina Gigante, giornalista, Vivian Sciacca, doula e operatrice di Medicina Tradizionale Cinese e Maria Elena Viola

Non potevamo non parlare di maternità e femminilità. La nostra direttrice ha incontrato Nina Gigante, autrice di Supernova. Quando nasce una madre, in dialogo con Vivian Sciacca, doula e operatrice di Medicina Tradizionale Cinese, e Chiara Gregori, ginecologa e sessuologa, autrice di Aspettando te. Guida per una gravidanza serena. Siamo partite da una constatazione: quando una donna è in attesa si dice che è “in stato interessante”, dopo che ha partorito di interessante c’è solo il bambino e su di lei si spengono le luci.

Ma a volte capita che in quel buio si perda. O si confonda. Perché nessuno le ha spiegato come interpretare il pianto del bebè, cosa si fa se il latte non arriva e come mai si sente spesso triste e stanca mentre tutti si aspettano che sia felice.

Nessuno parla del post-partum

Dei dubbi e delle ansie del post partum nessuno parla. Le neo-mamme, accompagnate per 9 mesi con visite e controlli regolari, nel momento in cui hanno più bisogno di aiuto vengono lasciate sole. «Eppure la maternità inizia proprio in quel momento, quando il neonato vede la luce» ha sottolineato Nina Gigante. Tanti luoghi comuni ancora inquinano la narrazione sul diventare madri, in una polarizzazione tra la retorica della brava mamma, perfetta e idealizzata, e il tabù della cattiva madre, che cade in depressione perché incapace di occuparsi del piccolo.

La figura della doula

Eppure in mezzo c’è un‘infinità di sfumature, che richiedono ascolto e attenzione. Come accade nelle culture orientali dove la puerpera per une mese si ferma e viene accudita, nutrita, coccolata, perché quello è il tempo in cui il corpo si “ricompone”. La doula, figura da noi ancora poco nota, ha questa funzione di accompagnamento, che un tempo spettava alle nonne e alle zie, le donne di famiglia. E che a volte assolvono alcuni ginecologi e ginecologhe attenti non solo alle complicanze e agli aspetti fisiologici della gravidanza, ma anche a quelli psicologici, con un lavoro di informazione a monte.

Una cosa utile da fare sarebbero i corsi post partum per entrambi i genitori, perché anche i papà vogliono (e devono) esserci in questa fase delicata di apprendimento e conoscenza del loro nuovo ruolo. I pochi esperimenti in Italia hanno registrato il tutto esaurito. Insomma impariamo a chiedere aiuto e a rispettare i tempi naturali del corpo.

Ma soprattutto non abbiamo fretta di rientrare subito al lavoro come ci ha imposto il diktat occidentale della wonderwoman, vendendocelo come conquista, e non pretendiamo di tornare in poco tempo in forma e performanti come prima. «Pensate che in Inghilterra al primo posto nell’acquisto di farmaci dimagranti ci sono le donne che hanno appena partorito» ha raccontato Nina Gigante. L’arrivo di un figlio ci cambia, dentro e fuori. E questa non è una cattiva notizia.

Tutta l’allegria di Alessandro Enriquez

Alessandro Enriquez con Paola Salvatore, vicedirettrice Moda e Digital di Donna Moderna

E, a chiudere la giornata, la simpatia e lo spirito dello stilista Alessandro Enriquez, la cui creatività ha animato con grafiche e idee spumeggianti tutta l’edizione del nostro giornale, in omaggio all’evento. La nostra vicedirettrice Moda e Digital Paola Salvatore ha conversato con il creativo nel talk Il benessere va di moda: i segreti per essere belli, in forma e felici in un mondo che va di corsa. Con lui, Rosellina Amoroso di Moak (technical partner) e la cantante Syria.

La vicedirettrice Moda e Digital di Donna Moderna, Paola Salvatore, durante il talk Il benessere va di moda con Rosellina Amoroso di Moak e lo stilista Alessandro Enriquez.

I segreti di Enriquez? L’amicizia e il recupero delle radici: la sua infanzia, la sua Sicilia, che si respira in ogni sua creazione. Una terra da cui proviene anche Rosellina Amoroso, che ha raccolto l’eredità paterna dell’azienda che produce il caffè Moak. Un’eredità importante che l’ha legata a filo doppio alla sua isola, e che non vede l’ora di riabbracciare ogni volta che per lavoro deve lasciarla.

Lo stilista Enriquez rievoca i primi tempi in cui, arrivato a Milano, si distingueva per i colori e gli abbinamenti in un mondo monotono come il dietro le quinte della moda. Il suo stile ci ha messo poco a farsi notare. Lui però resta legato ai valori (e ai sapori) dell’infanzia siciliana, dall’aroma del caffè ai colori della cucina della nonna. E per finire in allegria e positività, la cantante Syria ci ha deliziato con un piccolo assolo, tutto per noi!

Syria e Alessandro Enriquez

I talk della domenica

La mattinata della domenica si è aperta all’insegna delle emozioni, grazie all’incontro con la scrittrice Chiara Gamberale fresca autrice del libro Liberi tutti, un “Thriller emotivo” ambientato in una scuola elementare romana, in dialogo con Maria Elena Viola.

L’incontro con la scrittrice Chiara Gamberale

Chiara Gamberale e Maria Elena Viola
Maria Elena Viola e Chiara Gamberale

Esiste cosa più potente dell’amore per farci stare bene? Ovviamente no, ma bisogna saperlo gestire. Perché i sentimenti sono imprevedibili e totalizzanti e possono innalzarci a picchi estremi di felicità per poi sprofondarci nella più nera disperazione. Ma come si impara ad amare? Chi ce lo insegna?

Siamo partiti da questa domanda per conversare, in una sala gremita, con la scrittrice e firma storica della Posta del cuore di Donna Moderna. Con lei abbiamo indagato la “ginnastica delle emozioni”, una pratica da imparare fin da piccoli. Lo racconta bene nel suo ultimo libro in cui Titti, maestra e voce narrante, si fa depositaria delle confidenze e dei segreti dei bambini-piccoli, i suoi alunni, e dei bambini-grandi, i loro genitori, smascherandone fragilità e debolezze. Un affresco pungente delle famiglie di oggi, in cui gli adulti spesso si mostrano confusi e impreparati, riversando sui figli le ferite irrisolte della propria infanzia. Un terreno su cui non è mai troppo tardi per lavorare.

Un luogo di creatività e ascolto

La scrittrice lo fa nel gruppo che ha creato a casa sua nei giorni del Covid, per offrire uno spazio di ascolto e di incontro per gli adolescenti, e che si è trasformato nel tempo in una scuola di scrittura creativa ed espressione artistica – «ma sarebbe più giusto chiamarla parco giochi» ha precisato Chiara- frequentata da persone di tutte le età, in cui regolarmente ci si vede per scambiarsi libri, scrivere, condividere idee e parlare di emozioni senza tabù, mettendole nero su bianco. Si chiama CreaVita ed è un luogo di libertà e di ascolto che farebbe bene a tutti. Perché è questo che in fondo ci manca: sentirci ascoltati. E imparare, davvero, ad ascoltare gli altri.

La magia dei profumi con Giovanna Zucconi

Giovanna Zucconi
Giovanna Zucconi

Vi capita mai di sentire un odore e di trovarvi catapultate altrove? A casa di vostra nonna, in un momento particolare della vostra infanzia, in un luogo o in un frangente che vi ha reso tristi o felici. Prodigi dell’olfatto. Che come ci ha egregiamente raccontato Proust con le sue madeleine ha il potere di evocare mondi e sensazioni lontane. A farci entrare nei meandri di questo universo misterioso è stata, domenica alle 12, in una interessante chiacchierata tra la nostra direttrice e Giovanna Zucconi, scrittrice, autrice, conduttrice tv ( qualcuno ricorderà il meraviglioso programma di libri Pickwick con Alessandro Baricco), che dal 2012 ha deciso di cambiare vita e intraprendere la strada dell’imprenditoria fondando un brand di profumi. Come ha fatto? Studiando.

Perché le fragranze non sono altro che chimica e, da brava secchiona, lei si è applicata. Poi, certo, bisogna essere amanti della materia, e affinare col tempo la capacità di “sentire”, senza per forza avere il talento dei “nasi”, i maestri profumieri che compongono le meraviglie in boccetta che ben conosciamo. Dobbiamo immaginare la composizione di un bouquet come la creazione di una sinfonia, anche qui come nella musica ci sono le note (di fondo, di cuore, di testa) e le essenze da cui si parte sono conservate nell’organo, un mobile a gradoni in cui, fin dal 1500, vengono conservate le materie prime. Già, ma da dove vengono queste materie?

Una nuova fragranza

Spesso da luoghi lontani e talvolta pericolosi, come quelli interessati dagli odierni conflitti in Medio Oriente, altre volte dai laboratori. Gli ingredienti naturali sono naturalmente più preziosi di quelli di sintesi. Ma quasi sempre le due componenti si mescolano per dar vita a un aroma unico, che ci “porta” dove vogliamo. Per una mostra sulla musica sugli anni ‘70, per esempio, Giovanna ha creato una fragranza in cui ha mescolato patchuli e mariuana, e sembrava proprio di essere lì, nel mondo libero e psichedelico degli hippie.

Ma i profumi invecchiano? Più che altro raccontano mode e tendenze di certi momenti storici, come Chanel n.5, modernissimo quando nacque negli anni ‘20 e oggi, benché ancora iconico, superato da gusti diversi, più leggeri e più freschi. Ognuno sa riconoscere la fragranza che vuole indossare perché non c’è niente come un profumo per raccontare chi siamo. L’odore più buono di tutti? Per molti quelli della carta, che deriva dalla degradazione chimica della fibra di cellulosa, materia viva. Senza accorgercene, siamo tornati ai libri. E così il cerchio si chiude.

Il “nostro” Alessio Carciofi e Fra Roberto Pasolini

Alessio Carciofi
Alessio Carciofi, Fra Roberto Pasolini e la nostra giornalista Myriam Defilippi

A chiudere i talk, il nostro contributor Alessio Carciofi, docente universitario, autore del libro Spegni tutto. Vivere nell’era artificiale senza diventare robot, e lo scrittore e biblista fra Roberto Pasolini, Predicatore della Casa Pontificia. Myriam Defilippi ha esplorato insieme ai due ospiti la forza della disconnessione. Partendo dalla presentazione di Spegni tutto, il dialogo tra i due ospiti ha intersecato piano laico e piano religioso per analizzare l’impatto che l’AI e il mondo online hanno sulla nostra vita.

Fra Pasolini ha rivelato di «essere felice di partecipare a una riflessione su un tema che ora intuisco ci riguarda un po’ tutti, perché il bisogno di ritrovare un eremo dentro ce l’abbiamo tutti. Ci rendiamo conto sempre di più che mentre la vita continua ad accelerare, le cose vanno sempre più forte, più veloci, o ritroviamo un baricentro, quello che Battiato diceva un centro di gravità permanente, oppure siamo veramente spacciati perché rischiamo di essere foglie che volano in tutte le direzioni».

Quanta energia perdiamo ogni giorno

Alessio Carciofi ha condiviso alcune riflessioni sul concetto di “ora piena” di cui parla nel suo libro: «L’ora piena è data dal fatto che, in contrapposizione a quella che viviamo nella quotidianità, cioè minuti, ore o tempo frammentato. Un solo dato: intorno al 2009 la capacità di attenzione si attestava a 2 minuti e 40 secondi, nel 2020 sono 47 secondi. Simone Weil diceva che l’attenzione più profonda è la preghiera. Se noi siamo continuamente frammentati, e quindi prestiamo attenzione di superficie e in più contesti, quello che viene chiamato multitasking, non perdiamo solo la qualità della nostra vita, perdiamo anche tempo e tantissima energia. Non a caso arriviamo a casa la sera davvero esausti».

Entrambi gli autori hanno sottolineato che non si tratta di demonizzare la tecnologia e fra Pasolini ha ricordato «che nella Bibbia Dio non dice mai all’uomo di aver paura delle cose. Lo lancia nell’avventura dell’esistenza con grande libertà. Gli dice solo questa cosa: non farti un idolo di nessuna cosa, cioè impedisci a qualsiasi cosa bella che incontri di diventare un idolo, perché altrimenti ti devi inchinare all’idolo e questo idolo ti promette vita ma non te la può dare. Ora siamo nella fase della gioia infinita davanti ai prodigi dell’intelligenza artificiale. Credo che la sfida sia non fare un idolo di tutto questo».

La fiducia nei giovani

Nonostante le mille sfide che questa epoca porta con sé, come la perdita di vero contatto con se stessi e con le altre persone, Alessio Carciofi e fra Pasolini hanno chiuso l’incontro con un messaggio di speranza. Il biblista ha fatto riferimento, in particolare alle nuove generazioni: «Loro sono veramente il futuro bello che sta davanti ai nostri occhi. Non dobbiamo guardare solo alle fatiche che fanno o alle debolezze che hanno, perché noi adulti ne avevamo peggio di loro. Solo che ce ne siamo dimenticati.

I giovani oggi hanno bisogno di essere raggiunti da sguardi di fiducia perché stanno facendo qualcosa di enorme, a mio avviso. Stanno resistendo in un mondo folle, sono le “cavie di laboratorio” di un processo enorme che sta accadendo. Dobbiamo soltanto avere fiducia che loro saranno capaci di fare la loro parte e di portare avanti il testimone in questa meravigliosa storia dell’umanità».

E a chiudere i talk, la forza della nostra voce. Sì, quella di tutti noi, guidata dal non-maestro di HardKoro. Un momento speciale, esilarante e alla grande forza evocativa.

I workshop

Per chi ama ritagliarsi dei momenti e rituali di benessere, le occasioni non sono mancate, da quelle più dinamiche a quelle più riflessive. Avete amato la cardiocamminata nella Biblioteca degli alberi, siete accorsi alla sessioni di Tai Chi, avete scoperto insieme a noi il nuovo dal Functional Flowemotion Wild e il Fluid Yoga, per poi seguire una lezione di Pilates e, per chiudere, scatenarvi nello Zumba Party.

E per risvegliare non solo i muscoli ma anche il vostro talento, un incontro speciale di scrittura creativa, guidato da Alessandra Perotti, writer coach.

Il momento dei saluti

E prima di salutarci e di ridarci appuntamento alla quinta edizione, abbiamo brindato e festeggiato con un momento aperitivo offerto dai nostri sponsor. Grazie a tutti loro che hanno reso possibile questa festa così speciale. E a tutti voi che avete voluto viverla insieme a noi. Al prossimo I feel good!

Main partner: Gruppo BF e Le stagioni d’Italia
Partner: Biorepack, Esi, Ibsa, Mielizia, Novo, QVC, Zeiss
Technical partner: Floricoltura Bariani Agostino, Kartos, Moak