Si chiama Mind Gardening, proviene dalla mindfulness ed è la risposta più recente al bombardamento di informazioni e notifiche che prosciuga le nostre giornate. L’idea di fondo è semplice: avere cura della nostra mente come un giardino. Gran parte di questo processo avviene attraverso carta e penna.

Mind Gardening per potare i pensieri

Mettere per iscritto i pensieri, rielaborarli e interagire con le informazioni ricevute non altera la memoria, ma ci aiuta a comprendere e assimilare davvero solo ciò che ci interessa. Si chiama scientificamente”effetto rigenerativo”, quando creiamo una nostra personale versione di un concetto, lo fissiamo meglio e lo rendiamo nostro. In una quotidianità bombardata da email, messaggi whatsapp e reel, questo approccio ci insegna a diventare giardinieri dei nostri pensieri. Così impariamo a scegliere quali idee coltivare e quali erbacce estirpare.

Per liberarci dalla stanchezza mentale

A fine giornata la stanchezza non è quasi mai fisica. Si tratta di una fatica che proviene da un cervello rimasto iperconnesso per dieci, dodici ore al giorno. Perché ci ritroviamo a vivere una vita in cui i confini tra privato e professionale si sono assottigliati e reagiamo a un messaggio di lavoro o a una notifica personale con la stessa rapidità. Viviamo con la paura di dimenticare o deludere. Azzeriamo i tempi di risposta e ci svuotiamo.

«A ogni notifica si attiva un segnale d’allarme – ci spiega la dottoressa Valeria Squatrito, piscologa e psicoterapeuta. Il corpo si predispone all’azione come davanti a un’emergenza. Rispondiamo d’impulso per la paura di accumulare ritardi, anche se spesso facciamo già troppo. Il risultato è che ci sganciamo continuamente dal presente. Riprendere il filo di ciò che stiamo facendo e vivendo richiede uno sforzo enorme che genera stanchezza mentale».

Il mito del tempo e la trappola del rumore

C’è poi il bombardamento di informazioni e la necessità di accumularle. Salviamo articoli e newsletter che vorremmo leggere, scrolliamo reel e video che non guardiamo quasi mai per interno. Corriamo la gara a chi sa di più, convinte di dover rimanere sempre al passo. Ma se un argomento non risponde ai nostri interessi più profondi diventa solo spazzatura mentale. «Spesso utilizziamo il “rumore” per allontanarci da pensieri ed emozioni difficili da gestire – sottolinea la dottoressa Squatrito – . I social e l’intelligenza artificiale sono stati creati per generare dipendenza. L’AI finge di ascoltarci e ci dà sempre ragione. I social ci chiedono continuamente di creare e riciclare contenuti. Questo ci allontana dal confronto reale e ci regala finte gratificazioni».

Quando diciamo di non avere tempo – suggerisce la psicoterapeuta – in realtà molto spesso non stiamo valutando bene quali sono le nostre priorità. Distrarsi è lecito, ma va fatto con consapevolezza. C’è una regola d’oro da tenere a mente: se a fine giornata non ricordiamo nulla di ciò che abbiamo visto sullo schermo del nostro smartphone abbiamo solo inquinato la nostra mente.

I segnali di pericolo da non sottovalutare

Trascurare il nostro spazio interiore è come abbandonare un giardino che ha bisogno di cure costanti. Il cortocircuito mentale ha dei campanelli d’allarme precisi: reattività, nebbia mentale, amnesie, incapacità a godersi il presente, insonnia e sonno disturbato. La tecnica del Mind Gardenind ci aiuta a fare selezione in base ai nostri valori, senza dover compiacere gli altri. E ci ricorda anche che la perfezione non esiste.

«Dobbiamo accettare che nel nostro giardino mentale ci saranno sempre erbacce che non potremo estirpare – avverte la dottoressa Squatrito – , ma se fissiamo solo quelle dimentichiamo i fiori che abbiamo coltivato». Lo stesso vale per le crisi professionali o personali, un problema in un singolo ambito non definisce la totalità della nostra vita.

Dalla teoria alla pratica: come ripulire la mente prima di dormire

A fine giornata arriva anche il momento più delicato per la cura del nostro giardino interiore. Proprio la sera è il tempo ideale per spegnere il rumore di fondo accumulato durante la giornata e riordiare i pensieri prima di riposare. Per farlo in modo efficace la psicoterapeuta Valeria Squatrito ci suggerisce alcuni piccoli rituali serali su misura per il nostro stato d’animo.

Il primo esercizio ci chiede di rivedere la giornata e prenderci qualche minuto per riflettere su ciò che ci rende grate. Piccole e grandi cose che fanno parte della nostra vita e delle ore appena trascorse. Non si tratta di un rituale di positività forzata, ma di uno sguardo focalizzato su ciò che di buono possiamo tenerci strette sempre. C’è però un’avvertenza fondamentale: per chi sta attraversando un momento di profonda tristezza o una depressione, la gratitudine a tutti i costi può rivelarsi un boomerang di frustrazione. In questi casi è molto più benefico spostare l’attenzione all’ascolto del corpo.

Un secondo esercizio infatti consiste nel concedersi alcuni minuti di rilascio muscolare e attenzione al respiro. Ci si sdraia, si rallenta il ritmo dell’inspirazione e dell’espirazione portando l’attenzione su ogni singola zona del corpo. Lì dove si individuano tensioni e rigidità accumulate ci si ferma alcuni istanti per fare in modo che possano allentarsi.

Infine per chi fa fatica a spegnere il flusso dei pensieri ossessivi l’ancoraggio sensoriale può essere una risorsa efficace e immediata. Basta scegliere un elemento della natura, come una semplice foglia o un fiore portato a casa durante la giornata ed osservarlo con cura. Soffermarsi sulle sfumature, sul colore, sui rilievi delle venatura, sullo spessore e la consistenza al tatto, arrivando a percepirne anche l’odore. Questo momento di esperienza sensoriale disattiva l’overthinking, riportando la mente nell’unico luogo in cui può ritrovare pace, il presente. Per lasciare il nostro terreno interiore nutrito e pronto per il riposo.