Se fino a qualche anno fa oltre il 60% degli italiani che voleva lasciare qualcosa ai figli sceglieva il mattone, oggi la tendenza è cambiata. Secondo i nuovi dati di Immobiliare.it, è scesa al 51% la quota di persone che compra una casa per gli eredi. Gli altri optano per l’apertura di attività da tramandare o per l’acquisto di strumenti che facciano fruttare i risparmi. «Purtroppo con il calo dei tassi di interesse, tutti i prodotti finanziari studiati per i minorenni oggi hanno rendite ridicole e spese alte, quindi non sono più attraenti come in passato» spiega Michela Sirtori, analista di Altroconsumo Finanza. «Per questo chi ha figli ancora piccoli e vuole garantire loro l’università, un master all’estero o l’avviamento di un’attività, fa bene a optare per altri tipi di investimento, intestati agli stessi genitori».

Ecco tre soluzioni da valutare a seconda della tua situazione economica.

C’è una discreta somma disponibile subito

È il caso di chi ha venduto un’immobile oppure ha avuto un’eredità. «Se non vuoi rischiare, investi su un conto di deposito: permette di bloccare una somma che frutta circa l’1%» spiega l’esperta. «Certo, è poco, ma può essere una soluzione temporanea in attesa che il mercato obbligazionario offra di meglio, come prevediamo sarà tra qualche anno».

Il consiglio «Se scegli il vincolo temporale blocchi i fondi fino a quando vuoi tu e si alza l’interesse» avverte Giuseppe Romano, direttore del centro studi di Consultique, società di consulenza finanziaria indipendente. «Occhio però a non parcheggiare i soldi per più di 5 anni, altrimenti l’interesse può risultare più basso dell’inflazione».

Puoi mettere da parte una cifra ogni mese

Le polizze assicurative danno la possibilità di indicare il bambino come beneficiario e di investire Investi sul futuro di tuo figlio Il mattone non è più una sicurezza. E per garantire ai ragazzi il master all’estero o l’avviamento di un’attività servono altri strumenti finanziari. Due esperti ci guidano nella scelta di Isabella Colombo S anche solo 50 euro al mese. È l’ideale per chi ha uno stipendio o un’entrata certa. «Puoi sospendere i versamenti se in alcuni periodi hai spese impreviste e non riesci ad accantonare la cifra stabilita. Oppure puoi aumentare il versamento se arriva un “regalo” dei nonni, come spesso succede» aggiunge Romano. «L’interesse è intorno al 2% ma puoi impostare un profilo di investimento in base all’età di tuo figlio. Se è vicino ai 18 anni, destina una parte della somma anche in azioni per guadagnare un po’ di più in meno tempo».

Il consiglio «Le assicurazioni hanno spese di gestione alte e commissioni sui versamenti: analizza bene prima di scegliere e valuta quelle online che in genere costano molto meno» avverte Romano.

Non sai esattamente quanto puoi risparmiare

Se sei un libero professionista oppure hai un’attività dai guadagni altalenanti che non ti consente un risparmio programmato, puoi comunque mettere qualcosa da parte per i tuoi bambini. «I fondi Etf, per esempio, garantiscono discreti risultati e massima flessibilità» spiega Sirtori. «Le spese sono minime perché non sono gestiti, ma seguono automaticamente l’andamento di un indice, cioè l’insieme dei titoli di grandi aziende. In più, si comprano uno a uno, come le azioni, quindi sono possibili investimenti di qualunque entità».

Il consiglio «L’acquisto di Etf comporta una commissione fissa: per questo conviene condensare il loro acquisto in due o tre tranche l’anno, quando si è messo da parte una cifra abbastanza consistente » consiglia Michela Sirtori.

Quanto ti costa il futuro di tuo figlio

24.000 EURO le spese per tre anni di università da fuori sede in Italia, compresi libri, tasse, trasporti e alloggio. (Fonte: Federconsumatori)

FINO A 11.000 EURO le tasse annuali per un ateneo privato come la Luiss a Roma o la Bocconi a Milano.

DA 4.000 A 30.000 EURO il costo di un master nelle principali università inglesi.

2.600 EURO la somma media occorrente per l’avvio di una startup come srl. A questa somma va aggiunta la quota dei singoli soci per la costituzione del capitale sociale (quello standard è 10mila euro) (media tratta dai dati pubblicati dalle università)