Mangiare sano è una scelta di benessere, ma sempre più spesso anche una questione economica. Quanto costa davvero seguire una dieta equilibrata in Italia? La risposta non è unica, perché entrano in gioco diversi fattori: l’età, il periodo dell’anno e persino la zona in cui si vive. A fare chiarezza è uno studio pubblicato sulla rivista Quality & Quantity, che ha analizzato centinaia di migliaia di prezzi tra il 2021 e il 2024. Il risultato è chiaro: i costi sono aumentati e mangiare sano non pesa allo stesso modo per tutti.
Quanto costa mangiare sano al mese in Italia
Partiamo dai numeri. Secondo lo studio, seguire una dieta sana e sostenibile – modellata sulla dieta mediterranea – può superare i 200 euro al mese per un adulto.
Il paniere più costoso è quello degli uomini adulti. Nei mesi primaverili ed estivi supera stabilmente i 200 euro, mentre nei mesi più freddi si attesta intorno ai 150-160 euro. Anche per le donne adulte i costi sono significativi. Si passa da circa 130-156 euro nei mesi invernali a circa 175-208 euro in quelli più caldi.
Gli anziani si collocano in una fascia intermedia, con una spesa che può arrivare fino a 160-170 euro nei mesi caldi. Più contenuti, ma comunque in crescita, i costi per adolescenti e bambini. Per i più piccoli si va da circa 49-62 euro nei mesi caldi a 65-79 euro in inverno.
Nel complesso, tra il 2021 e il 2024, l’aumento è stato intorno al 20% per tutte le fasce di età. Un dato che riflette l’impatto dell’inflazione sul carrello della spesa, ma anche la crescente difficoltà di mantenere un’alimentazione equilibrata senza incidere sul budget familiare.
Perché mangiare sano costa di più (soprattutto in alcuni periodi)
Non è solo una questione di inflazione. I prezzi dei prodotti che compongono una dieta sana variano anche durante l’anno. In generale, lo studio evidenzia che mangiare sano costa di più in primavera e in estate.
Il motivo è legato alla composizione stessa della dieta mediterranea, che privilegia alimenti freschi, frutta e verdura di stagione. In alcuni periodi, questi prodotti possono subire oscillazioni di prezzo più marcate.
C’è però un’eccezione interessante: i bambini piccoli. Per loro, i costi risultano più alti nei mesi freddi. Questo dipende dalle esigenze nutrizionali specifiche, che influenzano il tipo di alimenti acquistati e quindi il prezzo complessivo del paniere.
Questa variabilità stagionale dimostra che mangiare sano non ha un costo fisso. Al contrario, può cambiare sensibilmente nel corso dell’anno, rendendo più difficile pianificare la spesa.
Le differenze per età: chi spende di più
Un altro elemento chiave è l’età. Lo studio mostra chiaramente che il costo della dieta cresce con il fabbisogno calorico.
Gli uomini adulti, che in media necessitano di un apporto energetico maggiore, hanno il paniere più caro. Seguono le donne adulte e gli anziani, mentre adolescenti e bambini hanno costi più contenuti, anche se in aumento.
Questo dato è importante soprattutto per le famiglie. Il budget alimentare cambia molto a seconda della composizione del nucleo familiare. Una famiglia con figli adolescenti, per esempio, si trova ad affrontare una spesa diversa rispetto a una coppia senza figli o a una persona sola.
Inoltre, l’aumento dei prezzi negli ultimi anni ha interessato tutte le fasce di età in modo simile. Questo significa che nessun gruppo è stato davvero “protetto” dai rincari.
Nord e Sud: perché i prezzi non sono uguali
A incidere sul costo finale è anche il territorio. Lo studio evidenzia differenze significative tra Nord e Sud Italia.
In generale, i prezzi medi e massimi sono più alti al Nord. Tuttavia, c’è un dato meno intuitivo: i prezzi minimi, cioè quelli più bassi teoricamente disponibili, risultano spesso più elevati al Sud.
Una possibile spiegazione riguarda la diffusione della grande distribuzione organizzata. In alcune aree del Sud, la presenza di supermercati e grandi catene è meno capillare. Questo può ridurre la concorrenza e limitare le possibilità di trovare prodotti a prezzi più bassi.
Il risultato è un quadro complesso. Non esiste una sola Italia dal punto di vista dei prezzi. E questo incide direttamente sull’accessibilità di una dieta sana.
Perché il costo del cibo sano è diventato un tema sociale
Mangiare sano non è solo una scelta individuale. È sempre più una questione sociale. I dati mostrano che l’accesso a una dieta equilibrata non è uguale per tutti, né nel tempo né nello spazio.
L’aumento dei prezzi, unito alle differenze territoriali e familiari, può rendere più difficile seguire un’alimentazione corretta, soprattutto per le fasce più vulnerabili.
Per questo, lo studio sottolinea l’importanza di monitorare i prezzi e di sviluppare politiche che rendano il cibo sano più accessibile. Perché il rischio è che la dieta mediterranea, considerata un modello di riferimento, diventi meno sostenibile proprio per chi ne avrebbe più bisogno.