L’inizio dell’anno è il momento per i buoni propositi, e questo vale anche e soprattutto in giardino. Complici le giornate brevi, il freddo, l’impossibilità di mettere le mani nella terra in ogni momento libero…si può decidere di occupare le giornate riflettendo su come vorremmo il nostro giardino. E per giardino intendo ogni spazio dove una pianta possa vivere, quindi praticamente ovunque. Fuori o dentro casa, con poca o troppa luce, in acqua e persino in aria.
Ricavare del tempo per progettare -magari anche sognando un po’- il proprio spazio verde è l’augurio che faccio a tutti per l’anno nuovo, perché parlare di verde, conoscere meglio le piante, sapersene occupare, mettere le mani nella terra e -perché no- far nascere partendo da seme è sempre una buona idea.
Mai smettere di sognare (il proprio spazio verde)

Molto spesso, quando si parla di piante e fiori, si pensa di non esser abbastanza “attrezzati” per poter coltivare un proprio giardino: si vive in spazi sempre più piccoli e sempre meno verdi. Si sta di più indoor e la natura è ormai percepita come un’entità verso la quale andare, non un tutt’uno con l’essere umano.

Senza filosofeggiare troppo, vorrei proporvi una possibilità tanto semplice quanto vera: possiamo coltivare ovunque, e farlo ci fa stare bene.

Io per esempio, quando ancora abitavo a Milano (primo piano, appartamento buio, solo un piccolo balcone esposto male…), avevo allestito un angolo di idroponica in redazione, lì c’era poco spazio ma almeno tanta luce: sulla mia scrivania crescevano aromatiche e fiori, facendosi spazio tra riviste, libri e post-it. Non solo mi rilassava occuparmene in pausa pranzo e osservare le botaniche crescere mentre lavoravo, ma incuriosiva ed appassionava molto anche i miei colleghi, che passavano spesso per vedere “quella pianta come sta”. Poi mi accorsi che non ero sola, e questa è la cosa bella: erano molti ad avere la loro amica verde, ed era “lei” la preferita con la quale trascorrere la pausa caffè. Curare le piante cura noi stessi, ci rende migliori.

Negli anni ho capito – e ora ne sono certa- che si può coltivare proprio ovunque: se una zinnia è riuscita a germinare fiorire nello spazio (nel 2016, sulla stazione spaziale internazionale), volete che non ce la faccia a casa vostra? Esistono piante adatte a luoghi anche molto estremi, quindi non ci sono scuse: basta informarsi e iniziare a coltivare!
I giardini impossibili

Troppo caldo o troppo freddo, tanta o poca luce, umidità assurda o aridità estrema. Troppa o poca acqua, troppo, poco o addirittura niente spazio esterno: nessun problema, c’è sempre una soluzione per circondarsi di verde e felicità.
Vi faccio qualche esempio, mettendo anche link ad articoli di approfondimento scritti durante quest’anno insieme a voi e a Donna Moderna: viviamo in appartamento? Scegliamo piante tropicali, che ben si adattano a crescere indoor ed hanno bisogno di equilibrio, sia in termini di luce che di clima (come il ficus elastica, di cui vi ho parlato qui).
Un solo balcone, per giunta piccino? Andiamo in verticale, oppure creiamo un potted garden (il giardino in vaso: che vi ho raccontato qui): così salveremo spazio per…ospitare più specie. Vi piace l’idea vittoriana del giardino acquatico? Non serve avere un laghetto, lo si può ricreare anche in un minuscolo pond (cioè un contenitore di qualsiasi dimensione: come potete leggere qui).

Tanto buio? Adottiamo piante da ombra, ce ne sono di bellissime (felce, farfugium, e molte altre). Vorremmo un frutteto, ma abitiamo in un palazzo di città? Ci si può accontentare scegliendo piante da frutto che vivano bene in vaso e siano anche molto graziose e contenute (agrumi, feijoa, melograno). Siamo volubili e ci piace cambiare spesso look al nostro spazio verde? Optiamo per piante o fiori annuali, così quando rivoluzioneremo tutto non le avremo sulla coscienza. Non avete nemmeno lo spazio per un minuscolo vaso? Allora appendete una alofita (botanica aerea, che non necessita di terra per vivere), scegliendo tra le decine di specie e varietà. Le possibilità sono davvero infinite, provare per credere. Vi serve qualche idea? Guardate la carrellata di piante per situazioni (anche) impossibili, tutte ospitate nel mio Giardino Felice e (in parte) sicuramente replicabili da voi.
Pillola verde: right plant, right place
Non lo dico io, sebbene negli anni “right plant, right place” (la pianta giusta al posto giusto) è diventato il mio motto: questa massima super minimal è di Beth Chatto, la donna di piante inglese che più di tutte ha influenzato l’estetica paesaggistica del secolo scorso (e continua a farlo, da lassù, con i suoi scritti).

Niente di più semplice, saggio e giusto: se scagliamo una pianta con esigenze simili a quelle che noi possiamo offrirle, raramente sarà infelice e soffrirà. Ci vuole davvero poco, basta informarsi (e non è mai stato così facile come ora) e decidere di ospitare solo specie che corrispondano non solo ai nostri desiderata ma anche alla natura del luogo (e alla tonalità di verde del nostro pollice).
Curiosità: non solo piante
Lo so, sembra una contraddizione: vi ho appena consigliato di ospitare solo botaniche giuste al posto giusto, scegliendole perché adatte a ciò che potete offrire più che per una questione di look. Ma… a volte ci si innamora, anche e soprattutto di una pianta, e si vuole assecondare questo amore. Allora fatelo in modo indolore sia per loro (che in condizioni sbagliate soffrirebbero o potrebbero anche morire) che per voi (ci si rimane male nel veder deperire una pianta giorno dopo giorno, e ci si auto proclama pollice nero).

Il mio consiglio è di circondarsi di piante “alternative” ovunque sia possibile, che male non fa: stampate sugli abiti, dipinte alle pareti, modellate con la ceramica o realizzate con carta e materiali di riciclo. E poi ancora ricamate sulle tovaglie, lavorate a crochet, lette in libri di botanica, natura e paesaggio, inserite nelle ricette di cucina plant-based. Ogni scusa è buona per parlare di piante, poterle ospitare, imparare a conoscerle e amarle.