Melograno: facile, buono e bello (in tutte le stagioni)

Sì, per fare un frutto ci vuole un albero, magari un Melograno (e da qui si capisce che ero bambina nei favolosi anni ’70, quando Sergio Endrigo -ve lo ricordate?- raccontava con la musica a grandi e piccini come fossimo parte della natura). 

Dettaglio dei frutti maturi

Se poi questo albero ha anche un alto valore ornamentale ed è facile da coltivare senza troppa acqua e chimica… significa che è la botanica perfetta per gli anni ’20 (e pure per i decenni a seguire, perché le piante non sono oggetti che vanno e vengono con le mode, ma esseri viventi che crescono con noi, accompagnandoci laddove possono per tutto o parte del nostro cammino in terra). E il Melograno è davvero in grado di farlo, perché ha una vita media superiore alla nostra (può vegetare oltre i 100 anni). 

Piante di melograno in fiore nel giardino roccioso, con rosmarino prostrato

Sebbene per me tutte le piante da frutto abbiano un certo fascino e quindi una bellezza più o meno evidente, questo albero (o meglio arbusto, vista la sua tendenza ad allargarsi mediante polloni più che a crescere in altezza) è in cima alla classifica. Una “cima” molto affollata, sia chiaro. Mi piace così tanto perché rappresenta tutto ciò che amo e ricerco in giardino: 

Il bello

Una bellezza scapigliata e un po’ selvaggia, che è mutevole attraverso le stagioni. In primavera i fiori appariscenti e carnosi fanno bella mostra di sé tra le neonate foglie, trasformandosi poi in enormi frutti globosi (in botanica in effetti sono bacche, dette balauste) durante la bella stagione, che dal verde passano al rosso, come un’anteprima delle decorazioni natalizie già durante il mese di Ottobre.

Piccolo frutto vista mare

Poi, in autunno inoltrato, la pianta si inonda di giallo acceso: sono le foglie a cambiare colore e a dar spettacolo, poco prima di cadere. Ed infine in inverno, lo splendore minimal dello scheletro nudo. Sì, il Melograno è ornamentale anche così, col suo intrico di rami sottili, disordinati nell’ordine naturale, a formare un pizzo d’artista fino alla nuova primavera.

Il buono

I suoi frutti contengono centinaia di semi eduli, in botanica chiamati acheni, circondati da una polpa dall’alto potere antiossidante e ricca di vitamine che ci aiuta in un periodo dell’anno dove molte altre specie sono a riposo. Il gusto è dolce con qualche rimando di acidità, quasi per prender distanza dai frutti estivi. Lui infatti arriva a maturazione coi primi freddi, e il sole se lo è goduto prima, durante tutto il suo sviluppo.

melograno
Interno del frutto maturo

Il facile

E su questo potrei andare avanti per ore. Penso che solo chi lo ha già ospitato possa davvero comprendere appieno. Vive bene in vaso (e ancor meglio a terra, anche laddove le temperature scendono sotto lo zero), si adatta a terreni anche poveri, raramente si ammala, tollera di buon grado le potature da contenimento perché non tutti hanno grandi spazi a disposizione (e lui si può allargare parecchio se lasciato in pace), non necessita di irrigazione se a terra (ma anche in vaso non è uno “sbevazzone”, ce lo si può dimenticare per giorni).

melograno
Raccolto di melograni

Regalategli solo una bella esposizione a pieno sole, e state attenti ai ristagni idrici, l’unica cosa che davvero teme. Inoltre, come se non bastasse questo elenco di qualità, è di facile riproduzione per talea, ma meglio farla in primavera (se avete bisogno di una ripassata alla tecnica, cliccate qui).

melograno
Il mio raccolto

Dall’Asia alla macchia mediterranea: il Melograno è una pianta viaggiatrice

Sebbene il Melograno (Punica granata) sia originario del Medio Oriente, è presente da epoca remota nel Mediterraneo, portato da Fenici e poi dai Greci e dai Romani che già lo coltivavano per la bontà dei suoi frutti. A casa nostra si è trovato così bene che ha deciso di restare. 

A differenza di molte altre botaniche arrivate da noi dai colonizzatori spagnoli di ritorno dal Nuovo Mondo, lui ha fatto il viaggio opposto: è stato importato in America Latina proprio dai conquistadores e anche lì ha deciso di metter radici. Un vero cosmopolita ante litteram.

melograno
Frutti sulla pianta

Curiosità sul Melograno

Sempre più spesso gli studiosi di teologia ebraica affermano che la melagrana sia il frutto dell’Albero della Vita del Giardino dell’Eden. Nel Corano è addirittura descritta tra le “buone cose” create da Dio. Il suo significato simbolico è onestà e correttezza.

Invece nel ben più pop linguaggio dei fiori, la corolla del melograno è simbolo di amore ardente, mentre il frutto di fecondità.

Semi di melograno, pronti per la merenda

Pillola verde: ad ognuno il suo

Il Melograno si adatta bene a vivere in quasi tutti i luoghi della penisola, resistendo a temperature al di sotto dello zero se collocato in posizione soleggiata, non umida ed evitando ristagni idrici. Se cercate una pianta davvero rustica con una resistenza al gelo ancor più alta, allora optate per la varietà nostrana Dente di Cavallo che è anche la più facile da reperire nei vivai. Se invece vivete in climi miti e volete dei frutti enormi effetto “wow”, allora scegliete il Racalmuto.

melograno
Melograno essiccato sulla pianta già spoglia, in inverno

In commercio si trovano piante di Melograno adatte davvero ad ogni esigenza, comprese cultivar(*) nane per i balconi più piccoli, di colore bianco per chi non ama le tonalità troppo accese e anche “solo” ornamentali, per chi preferisce godere alla vista dei fiori piuttosto che per il gusto dei frutti (mi sono sempre chiesta il perché, e lo stesso discorso vale per il Ciliegio: per quale ragione scegliere varietà ornamentali rinunciando ad una buona parte di ciò che Madre Natura ci dona, nutrendoci, con gioia e semplicità?)

(*)Sapete cosa significa la parola cultivar? Dall’inglese culti(vated)-var(iety): provando a dirlo facile, in agronomia si intende una varietà di pianta coltivata dall’uomo per ottenere un preciso miglioramento genetico (vi faccio un esempio: frutti più grandi e/o più dolci, più resistenti…).