Nonostante Whatsapp sia l’app per chattare più utilizzata al mondo (con più di 1 miliardo di utenti in 180 Paesi), dopo la sua acquisizione nel 2014 da parte del colosso Facebook (non particolarmente amato in fatto di privacy) per molti qualcosa è cambiato. Cosa che è notevolmente peggiorata dopo la recente comunicazione di una possibile fusione tra tre piattaforme di messaggistica (WhatsApp, Instagram e Facebook Messenger).

Questo, infatti, oltre a portare a un fuggi fuggi generale dall’app, sta spingendo molti utenti a ricercare delle valide alternative che permettano di comunicare, in totale sicurezza, con i propri amici. Senza problemi o dubbi in fatto di privacy. Ecco, allora, quali sono le app per chattare più sicure da poter utilizzare comodamente e in alternativa a Whatsapp.

Signal

La prima della lista è l’app gratuita Signal. Facile da utilizzare e funzionante su tutte le piattaforme mobile, può supportare anche le chiamate e le videochiamate. Ma non solo. Esattamente come Whatsapp, anche Signal può essere utilizzata dal proprio computer, con una pratica versione desktop. Per quanto riguarda la sicurezza, poi, Signal garantisce che ogni messaggio sia criptato e che, quindi, possa essere letto unicamente da chi lo invia e da chi lo riceve. Aspetto fondamentale in fatto di tutela della privacy e che rende questa app per chattare impenetrabile dagli attacchi degli hacker.

In più, impostando un particolare servizio di cancellazione automatica, è possibile eliminare i messaggi decidendone la tempistica in modo autonomo. Un’applicazione estremamente sicura, testata da esperti per eliminare eventuali bug in tempo record grazie all’utilizzo della crittografia open source. Per garantirvi un servizio impeccabile e a cui approcciarsi con la massima fiducia.  

Threema

La promessa fatta da questa app per chattare è una: massima riservatezza. Non a caso è una creazione Svizzera, Paese particolarmente noto per le sue norme in fatto di privacy. Tra i suoi punti di forza, infatti Threema garantisce la crittografia end-to-end per ogni tipologia di messaggio (testo, chiamate vocali, chat di gruppo o file condivisi). Oltre a critpare anche i messaggi relativi al proprio stato. Ma non è finita qui.

Threema, infatti, consente di cancellare i messaggi in automatico a consegna avvenuta e nascondere e proteggere con una password le chat. Oltre a prendere le diverse informazioni di contatto direttamente dalla memoria del telefono e non dall’applicazione stessa. Come WhatsApp e Signal, poi, anche questa app per chattare può essere utilizzata in totale sicurezza anche sul browser. Unico neo? L’app è a pagamento e questo la rende (forse) meno attrattiva per molti.

Telegram

Un’altra app per chattare molto sicura è Telegram. Già utilizzata da milioni di utenti (si pensa che nel 2022 possa raggiungere il miliardo), si basa su cloud ed è funzionante su diverse piattaforme. Rappresentando di fatto una validissima alternativa a WhatsApp. Comoda e pratica utilizza in modo automatico la crittografia end-to-end sulle chiamate vocali (garantendo che nessuno possa ascoltare le conversazioni).

Cosa che invece deve essere inserita manualmente quando si parla di messaggi, per evitare che vengano archiviati nella memoria. In più, esattamente come la già citata Signal, anche Telegram consente di attivare la cancellazione automatica di un messaggio dopo un tempo determinato. Un’applicazione forse un po’ meno immediata ma sicuramente da provare.

Wire

Wire è un’altra app per chattare molto sicura grazie alla crittografia end-to-end. Tra le sue caratteristiche principali, offre la possibilità di avere degli account personali gratuiti e, a pagamento, dei piani aziendali con l’aggiunta di supporto e diverse funzionalità. Punto di forza dell’app è la qualità dei video e delle chiamate vocali, permettendo anche la condivisione del proprio schermo tra utenti. In più, è possibile creare delle liste all’interno delle chat e ottimizzare le dimensioni dei file da inviare per facilitarne la condivisione con altri utenti.

Come altre app già citate, poi, anche Wire è disponibile su tutte le maggiori piattaforme ed è possibile accedervi da otto dispositivi in modo simultaneo. Oltre alla funzione di eliminazione dei messaggi grazie a un timer, per garantire la massima riservatezza e privacy alle proprie conversioni.

Line

L’app per chattare Line arriva da un progetto giapponese e ha già oltre 600 milioni di utenti in tutto il mondo. Oltre a disporre della crittografia end-to-end (che come visto garantisce privacy e sicurezza alle conversazioni) anche nelle chat di gruppo e in quelle vocali, Line permette di supportare chiamate di gruppo fino a 200 partecipanti ma anche di sostenere chiamate verso fissi o mobili con un credito dedicato.

In perfetto stile asiatico, poi, è provvista di tutta una serie di adesivi che si possono integrare alle chat. Oltre ad avere un sistema di timeline che la rende molto simile a un social network. A questo proposito, Line permette anche di seguire personaggi famosi o marchi da canali ufficiali (come avviene anche su Instagram), per restare sempre aggiornati su ogni novità o notizia.

Viber

Infine, tra le altre app per chattare simile a WhatsApp c’è Viber. Già piuttosto famosa (anche se più negli adulti che nei giovani), questa app consente di inviare messaggi vocali e video, oltre alla classica messaggistica di testo e dispone di una funzione dedicata, Viber Out, per chiamare numeri fissi.

Anche Viber si basa sulla crittografia end-to-end, in grado di proteggere le conversazioni degli utenti da terzi. Per dimostrare coerenza con la sua promessa di essere “l’app di messaggistica più sicura al mondo”, poi, a Giugno 2020 è stato introdotto il servizio di cancellazione automatica dei messaggi, adeguandosi ai servizi inclusi in altri prodotti e migliorando le sue performance.

App per chattare dalle caratteristiche simili ma che forniscono anche tutta una serie di opzioni aggiuntive da sperimentare e a cui appassionarsi. Per soddisfare i gusti di tutti e che, soprattutto, garantiscono la massima sicurezza di utilizzo e di protezione per la propria privacy.