Con l’inizio della scuola torna il problema dell’angolo studio per ragazzi. Dove sistemarlo? E soprattutto, bisogna davvero comprare scrivania, sedia, contenitori e organizer nuovi?
Prima di aprire il portafoglio, vale la pena fare un giro per casa. Un tavolo poco utilizzato può diventare una scrivania. Barattoli e scatole possono mettere ordine tra penne e quaderni. Persino una robusta scatola può essere utile per adattare una sedia troppo alta.
Il principio è partire da quello che hai e recuperare ciò che può avere una seconda vita. Senza dimenticare che una postazione per studiare deve essere prima di tutto comoda e funzionale.
Per creare un angolo studio per ragazzi, parti dal posto giusto
Non è indispensabile avere una cameretta abbastanza grande da ospitare una scrivania di design. L’angolo per i compiti può nascere anche in un altro punto della casa. La prima cosa da chiedersi è: che cosa abbiamo già? Un vecchio tavolo, una consolle abbastanza profonda o una scrivania usata in passato da un fratello maggiore possono tornare in servizio.
L’importante è liberare bene il piano. Una superficie sgombra permette di tenere a portata di mano solo ciò che serve in quel momento: mantenere il tavolo libero dagli oggetti superflui favorisce infatti la concentrazione sull’attività.
Cerca uno spazio dove tuo figlio possa studiare senza continue interruzioni. Televisore, radio e altre fonti di distrazione non aiutano a concentrarsi.
Poi osserva la luce. Una postazione vicina a una finestra consente di sfruttare quella naturale durante il giorno. Per le ore più buie puoi recuperare una lampada che hai già in casa, purché illumini bene il piano di lavoro.
Prima di cambiare sedia, prova ad adattare quella che hai
Quando studio, tuo figlio deve essere seduto comodamente. Secondo il Northamptonshire Healthcare NHS Foundation Trust, il piano dovrebbe trovarsi circa all’altezza dei gomiti. Gli avambracci devono poter poggiare sul tavolo e i piedi avere un sostegno. La schiena, inoltre, dovrebbe risultare ben appoggiata.
Prima di comprare una sedia ergonomica, sicuramente efficace ma spesso molto cara, osserva tuo figlio mentre è seduto. Se i piedi rimangono sospesi, può bastare un piccolo poggiapiedi che possiedi già: basta una scatola portaoggetti capovolta o una scatola di cartone riempita di carta.
Se invece la seduta è troppo profonda, un cuscino dietro la schiena può ridurre lo spazio e offrire un sostegno migliore. Se il bambino rimane troppo basso rispetto al tavolo, sistema un cuscino sotto la seduta.
Barattoli, scatole e cassette: l’ordine nasce dal riciclo
Sei hai bisogno di contenitori, prima di recarti in un negozio di casalinghi dai un’occhiata in cantina, nel ripostiglio di casa o in cucina: i barattoli puliti possono diventare portapenne. Prima di usarli, controlla sempre che non abbiano bordi taglienti o parti che possano ferire.
Una scatola da scarpe opportunamente ricoperta con carta adesiva può raccogliere quaderni, fogli, colla e piccoli materiali. Le scatole più piccole possono invece separare gomme, temperini e pennarelli.
Hai conservato una cassetta di legno? Se è integra, stabile e priva di schegge, può diventare un piccolo contenitore per libri e raccoglitori. Puoi lasciarla al naturale oppure personalizzarla insieme ai ragazzi con materiali che avete già.
Controlla sempre il materiale dell’anno precedente prima di acquistare quello nuovo. Molti articoli scolastici possono essere riutilizzati, prolungandone la vita e riducendo la produzione di rifiuti.
Dalla gruccia al vassoio: guarda gli oggetti di casa con occhi nuovi
Una gruccia per pantaloni con le pinze, per esempio, può diventare un porta-promemoria. Appesa vicino alla postazione, può tenere l’orario scolastico, un disegno o la lista delle cose da ricordare. Se hai delle semplici mollette da bucato, puoi usarle per fermare biglietti e fotografie a un cordino.
Anche un vecchio vassoio può cambiare mestiere. Sistemato sulla scrivania, diventa il posto dove lasciare i compiti da terminare, i libri da riportare a scuola o il materiale per il giorno successivo. L’idea è creare una sorta di “zona di passaggio”: quello che entra nel vassoio deve essere controllato prima di preparare lo zaino.
Poi apri il cassetto della cucina. Il portaposate che non usi più è già diviso in scomparti e può accogliere penne, matite, forbici, righello e colla. Anche una vecchia tazza sbeccata sul manico, purché non abbia bordi taglienti, può diventare un portapenne. E i vasetti di vetro puliti possono raccogliere pennarelli e matite colorate.
Persino uno scolapiatti inutilizzato può trovare una seconda vita. Negli spazi destinati ai piatti puoi infilare quaderni, cartelline e fogli, mentre il cestello delle posate può contenere la cancelleria. È un piccolo archivio da tavolo che permette anche di vedere subito quello che manca.
E persino una teglia metallica che non usi più può diventare una lavagna magnetica, se una calamita aderisce alla sua superficie. Puoi appoggiarla alla parete e utilizzare magneti che hai già per fissare l’orario, un memo o la lista dei libri da mettere nello zaino.