Fuori fa ancora caldo e probabilmente la stufa è l’ultimo dei tuoi pensieri. Eppure settembre può essere un buon momento per controllare quanto pellet è rimasto dall’anno scorso e fare due conti.

Non perché sia possibile sapere con certezza quanto costerà durante l’inverno. Muoversi adesso significa soprattutto poter confrontare prezzi e qualità con calma. E magari evitare di acquistare in fretta quando arriveranno i primi freddi.

Cos’è il pellet e perché viene usato per riscaldare casa

Il pellet è un combustibile ricavato dalla lavorazione del legno. Segatura e residui vengono essiccati e pressati fino a ottenere i piccoli cilindri che troviamo nei classici sacchi.

Nelle stufe a pellet, questo materiale viene prelevato automaticamente dal serbatoio e portato nella camera di combustione. Qui brucia e produce il calore utilizzato per riscaldare l’ambiente in modo sostenibile. Esistono anche caldaie e altri generatori alimentati a pellet.

È una soluzione apprezzata anche per la praticità. I sacchi sono relativamente semplici da trasportare e consentono di organizzare la scorta in base allo spazio disponibile.

Quanto costa il pellet a settembre 2026

Per capire se un’offerta è davvero conveniente serve innanzitutto un riferimento. Le rilevazioni nazionali di AIEL, l’Associazione italiana energie agroforestali, sono quadrimestrali. Non abbiamo quindi ancora un dato nazionale specifico per settembre.

In queste settimane, però, sono già comparsi i listini prestagionali 2026. I prezzi cambiano in base alla marca, alla zona, alla quantità acquistata e alla consegna.

Per avere un’idea, un pellet certificato ENplus A1 potrebbe costare sui 7 euro per un sacco da 15 kg.

Il costo della consegna viene calcolato in base alla destinazione. Un prezzo al sacco molto invitante può perdere parte della convenienza quando si aggiunge il trasporto. Prima di ordinare, quindi, chiedi sempre il costo finale della fornitura consegnata a casa.

Perché comprare il pellet adesso può essere una buona idea

Acquistare a settembre non garantisce automaticamente il prezzo più basso dell’anno. E non possiamo sapere oggi con certezza se durante l’inverno il pellet aumenterà oppure diminuirà.

Il vantaggio è soprattutto un altro: avere tempo per scegliere. Quando la stufa non serve ancora ogni giorno, puoi confrontare più rivenditori, controllare le caratteristiche del prodotto e valutare quanto comprarne.

Le offerte prestagionali disponibili in questo periodo mostrano inoltre che il mercato si sta già preparando alla stagione fredda. In alcuni casi sono disponibili prezzi dedicati all’acquisto anticipato. Questo non significa che ogni offerta sia necessariamente un affare.

Fai quindi un confronto sullo stesso prodotto e sulla stessa quantità. Guarda il prezzo per sacco, ma controlla anche quanti sacchi contiene il bancale. Poi aggiungi consegna, eventuali supplementi e servizi di movimentazione.

Come scegliere il pellet senza buttare soldi

Il prezzo conta, ma non dovrebbe essere l’unico criterio. Un primo riferimento utile è la certificazione ENplus. Lo schema controlla parametri come contenuto di ceneri, umidità e potere calorifico e identifica produttori e commercianti certificati.

Per l’uso domestico troverai spesso la classe ENplus A1. Sul sacco controlla il marchio completo, la classe di qualità e il codice identificativo dell’azienda. ENplus mette anche a disposizione strumenti per verificare che produttore e prodotto risultino effettivamente certificati.

Occhio anche alle condizioni dei sacchi. Devono essere integri e il pellet va conservato al riparo dall’acqua e dall’umidità. Prima di ordinare un intero bancale, quindi, chiediti dove riuscirai a sistemarlo.

C’è ancora il bonus per stufe e caldaie a pellet?

Nel 2026 è operativo il Conto Termico 3.0, il meccanismo gestito dal GSE che incentiva determinati interventi per l’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

Per accedere agli incentivi occorre rispettare precisi requisiti. Il GSE chiarisce, tra l’altro, che gli interventi ammessi devono riguardare edifici esistenti e accatastati. Deve inoltre essere presente un impianto di climatizzazione invernale funzionante secondo le condizioni previste dalla disciplina.

Il beneficio riguarda gli interventi e gli impianti che rientrano nei requisiti del Conto Termico. Prima di acquistare una nuova stufa o una caldaia conviene verificare sul portale GSE le condizioni applicabili al proprio caso.