Nel verde dell’agriturismo

Immerso nelle dolci colline delle Langhe, il Relais Montemarino è un antico casale dell’800 ristrutturato, con 27 camere, giardini e piscina: il luogo perfetto per soggiornare nel silenzio, scoprire questo territorio incantevole e assaggiare cucina piemontese e prodotti locali (relaismontemarino.it).

Ad Alba: la città delle cento torri

Fondata in epoca romana, Alba (CN) fiorisce nel Medioevo quando i nobili locali costruiscono torri per celebrare la loro potenza. Ce la descrive bene Beppe Fenoglio nei suoi romanzi. Per ammirarne le bellezze si passeggia per la via Maestra fino a Piazza Risorgimento dove case antiche si alternano a botteghe e locali storici. La sosta del cuore è la chiesa di S. Maria Maddalena: apoteosi di barocco con marmi policromi e affreschi. Un “salotto” illuminato dalla luce della cupola che sul retro nasconde uno splendido coro intarsiato.

Le colline Patrimonio dell’Umanità

Il fascino delle colline delle Langhe (Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco dal 2014) descritte nei romanzi di Cesare Pavese è rimasto inalterato nel tempo. Per ammirare tutta la dolcezza dei pendii coperti da filari che cambiano colore con le stagioni andate al Belvedere di La Morra (CN), la terrazza della piazza di questa cittadina simbolo dell’enoturismo in Langa. Alle spalle la torre campanaria alta 31 metri (risalente al 1711), di fronte un panorama di castelli, borghi e vigneti a perdita d’occhio dove nascono Barolo, Barbaresco, Barbera, Dolcetto, Nebbiolo, Arneis, Nascetta, Moscato e altri vini simbolo di un’eccellenza italiana apprezzata nel mondo.

La sosta gourmet

Per una cena in puro stile piemontese, provate l’Enoclub ad Alba, in Piazza Michele Ferrero, ricavato nella suggestiva crota del palazzo ottocentesco: imperdibili l’insalata russa e i mitici tajarin (enoclub.net).

Il Museo interattivo del vino

È il più innovativo museo del vino d’Italia: progetto dell’architetto François Confino, il WIMU aperto nel 2010 nel Castello Falletti di Barolo (CN) ti trasporta in un viaggio interattivo ed emozionale attraverso 4 piani e 25 stanze. Si parte dall’ultimo con la terrazza panoramica e si scende verso le cantine in un racconto con installazioni interattive, luci e suoni che attraversa la storia, l’arte, il cinema, la musica, la letteratura e i miti (wimubarolo.it).

Il wine bar

Se siete a Barolo per una sosta golosa e un calice di Nebbiolo o Arneis, al Winebar Barolo Friends vi accoglie Imer Pegoraro chef vicentino che lavora con i prodotti d’eccellenza seguendo la tradizione della cucina piemontese ma che vi stupirà anche con qualche guizzo della sua terra: cicchetti veneziani e piccoli bocconi di tapas venete. Nel menu trovate la giardiniera, l’uovo cotto a bassa temperatura con crema di patate, pasta fresca, la battuta al coltello e ottimi risotti. Da accompagnare con etichette di Langa e Roero di produttori locali (barolofriends.it).

L’indirizzo local

Ostu di Djun a Castagnito (CN) è la trattoria di Luciano Marsaglia. Ciano vi accoglie in un paradiso: dentro, mattoni, lume di candela e quadri. Fuori, tavoli sotto gli alberi. Il menu è raccontato: giardiniera e fritto piemontese, bagna cauda e agnolotti del plin. E come gran finale Ciano con il panama in testa passa tra i tavoli offrendo gorgonzola al cucchiaio e torrone alla nocciola da rompere al tavolo con il batticarne (prenotazioni, tel. 0173213600).

A caccia di tartufi

È un’esperienza emozionante: seguire il trifolau e il suo lagotto, in perfetta simbiosi, alla ricerca dei tartufi. Crescono spontanei nei terreni calcarei e sabbiosi, sotto tigli, querce e salici. I bianchi sotto i pioppi. Da giugno a ottobre, c’è il nero estivo che si trova in superficie poi, fino a fine gennaio, arriva il pregiatissimo bianco (sopra a sinistra) da scavare in profondità. Nascono negli stessi punti e il cane li ritrova ma al momento giusto, perché il tartufo matura di colpo. Per chi vuole provare l’esperienza c’è Piercarlo Vacchina (trufflehunting.it). E per gli assaggi l’appuntamento è alla Fiera internazionale del tartufo bianco di Alba (dal 10 ottobre al 6 dicembre 2026, fieradeltartufo.org).

Barolo tour

Le esperienze da fare? Passeggiare nel borgo, degustare qualche calice del principe dei vini all’Enoteca Regionale del Barolo al Castello Di Falletti che rappresenta oltre cento produttori associati. E poi scoprire la bontà dei tipici grissini piemontesi, insieme alla pasta all’uovo e alle torte di nocciola delle Langhe (grissinicravero.com).

La cucina stellata

Tajarin, vitello tonnato, carne all’albese, bonet: provate i piatti piemontesi preparati dallo stellato Marc Lanteri nell’omonimo ristorante a Castagnito, ammirando uno dei più bei panorami sulle colline. Arrivato in Piemonte nel 1998 con la moglie Amy Marcelle Bellotti, lo chef porta avanti una cucina in connessione profonda con i prodotti del territorio (marclanteri.it).

L’enologo illuminato

È stato Renato Ratti, enologo visionario, a ritrovare in una cascina la storica bottiglia Albeisa nata nel ’700 quando i produttori piemontesi chiesero ai mastri vetrai di progettarne una riconoscibile e adatta a grandi vini. Insieme ad altri 5 produttori le ridà vita. La sua affascinante storia, insieme a quella del Barolo si ripercorre al Museo Ratti di La Morra (ratti.com).

La chiesa pop

A La Morra (CN) il tour parte dalla celebre Cappella del Barolo: coloratissima e pop, è firmata Sol LeWitt e David Tremlett. Poco distante, tra i vigneti di Santa Maria, una gigantesca panchina rossa regala una vista da favola sui filari. Immancabile una tappa al maestoso Cedro del Libano del 1856, simbolo d’amore eterno, prima di salire sulla Torre Campanaria per un panorama a 360°.

La bottiglia icona

È l’ambasciatrice dei vini di Langa e Roero nel mondo. La bottiglia Albeisa è simbolo di qualità e tradizione e la si riconosce per la scritta in rilievo del nome. Può essere utilizzata solo dai 324 soci produttori del Consorzio, come spiega la presidente Marina Marcarino, e solo per uve coltivate nel territorio delle Langhe. Una realtà che rappresenta 20 milioni di bottiglie distribuite nei cinque continenti. Molto più di un contenitore, la bottiglia garantisce l’identità langarola dei grandi vini che si possono degustare anche presso la sede del Consorzio, in un palazzo storico costruito sulle mura romane di Alba (albeisa.it).

Grinzane Cavour: un castello e 500 viti

CN) è famosa per il maniero duecentesco (sopra il ritratto del Conte di Cavour, nel castello) e per la collezione dei vitigni minori, progetto di tutela del patrimonio delle viti seguito dall’Istituto per la protezione sostenibile delle piante del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Qui si custodiscono e coltivano oltre 500 varietà diverse di viti: molte non esistono più, ma ne viene preservato il genoma (ipsp.cnr.it).