«Wow, hai detto Bali?». «No, no, ho detto Bari». «Bari?». Pausa. «Sì, Bari. Puglia». Questa conversazione è avvenuta circa un anno fa, a un pranzo tra amiche-colleghe ciarliere e giramondo, soprattutto per ragioni di lavoro. Ci si vede una volta ogni 2 mesi, inseguendo la più globetrotter di tutte, una che riesce a essere martedì a Miami e venerdì a Shanghai, così, senza colpo ferire, neanche passasse dalla casa di campagna a quella di città. Senza accusare neppure gli effetti indesiderati del jet lag. L’abitudine, dice. Ma io sospetto che pasteggi a melatonina e champagne, in quelle business class dei voli intercontinentali in cui ha la fortuna di viaggiare, con le gambe distese e le hostess che fanno a gara per offrirle noccioline e mascherine di seta per riposare le stanche membra fino al dlin-dlon di Milano Malpensa. Ah, la moda… Che classe!

Cosa fai questa estate? È la domanda di rito

Nell’appuntamento di giugno, tra una chiacchiera e una bollicina – «Giusto due dita, ché poi si torna in ufficio!» – la domanda di rito è sulle imminenti vacanze estive. C’è quella che torna ogni anno alle Hawaii «perché come si fa snorkeling lì…» (cicloni e squali permettendo), quella che va perennemente a caccia di sperduti villaggi tra il Peloponneso e le Svalbard al solo scopo di diventare irreperibile, la fanatica di trekking e di retreat e, infine, quell’altra (la sottoscritta) che si diletta in viaggi improvvisati rigorosamente on the road, spacciando per fame d’avventura la brutta abitudine di organizzarsi sempre all’ultimo minuto, quando le tariffe degli aerei sono salite così in alto che può permettersele solo la principessa del Bahrein.

Estate 2026: tutte le incognite tra guerre e virus

Dunque capite che in una gara di mete fantasmagoriche, in cui ha la meglio chi la spara più grossa, in termini di esotismo e latitudini, Bari – città di per sé sontuosa e sorprendente, decisamente tra le mie best of – risulti però un po’ fuori contesto. Infatti l’amica che ci andava aveva già in mente di aggiungere in autunno un’altra gitarella nel Buthan. Viaggio di lavoro, ha precisato. Tanto per non perdere quota in classifica… Questo accadeva 12 mesi fa. Prima che il conflitto in Ucraina fosse l’unica eccezione al fermo proposito di mantenere salda la fratellanza tra i popoli. Prima che Trump “bucasse” il Nobel a cui si era auto-candidato e dimenticasse il più convinto refrain dei suoi comizi elettorali, quello cioè di occuparsi solo degli affari nazionali e della pace nel mondo. Prima che venissimo a conoscenza del ruolo strategico dello stretto di Hormuz, di cui francamente ignoravamo l’esistenza. Prima che il prezzo dell’energia schizzasse alle stelle, che il carburante degli aerei venisse contingentato, che gli equilibri internazionali diventassero così precari da depennare dagli scaffali delle agenzie di viaggio intere risme di depliant, vuoi per le guerre, vuoi per un nuovo virus letale, vuoi perché l’economia è in stallo da mesi, e con lei le nostre buste paga.

Viaggio on the road tra le meraviglie d’Italia

E quindi? E quindi ben vengano Bari e tutte le meraviglie del nostro Belpaese. Quest’anno si sta a casa. Rispolverando vecchie dimore familiari nei lidi dimenticati dell’infanzia (pare sia un trend: lo raccontiamo nel numero in edicola), inerpicandosi su monti che siamo abituati ad ammirare solo dallo skilift, scoprendo borghi e città minori che abbiamo sempre sottostimato. L’Italia è bella tutta e, per sfuggire all’overtourism e ai prezzi folli delle destinazioni più gettonate, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Io, per esempio, quest’anno il coast to coast me lo gioco zigzagando da Milano a Tropea, toccando i lidi meno battuti e le città d’arte inesplorate delle Marche, balzando dalla Maiella ai trabucchi vista mare dell’Abruzzo, andando a caccia del Molise che, sostiene Google Maps, potrebbe esistere davvero, arrampicandomi tra i pini loricati del Pollino per poi tuffarmi nel Tirreno. E poi risalire lentamente fino a su, dall’altro lato dello Stivale: Campania, Lazio, Toscana…

Tutte le dritte per partire sicuri

Che “trip”, non vedo l’ora! Non solo di ammirare posti nuovi, ma anche di assaggiare piatti tipici, fermarmi a conversare con i vecchi, riempire il diario di aneddoti e di storie, dormire in ville storiche o camere alla buona, imparare dialetti e parole mai sentite. Sentirmi straniera nel mio Paese. Il più bello del mondo. E per chi non ha voglia di andare lontano? Faccia i bagagli senza paura. Ci si può muovere dove si vuole, basta evitare le zone “calde” ed essere informati. In questo numero Speciale Viaggi tutte le dritte e i consigli per partire sicuri. Finalmente è arrivata l’estate. Sgombriamo la testa dai brutti pensieri. E buone vacanze. Strameritate.