Atlantide non è mai stata ritrovata, eppure la sua storia continua ad affascinare da secoli: un’intera civiltà, inghiottita dalle acque in una sola notte, di cui restano soltanto racconti e ipotesi mai confermate.

In Abruzzo esiste un lago che custodisce qualcosa di molto simile, in proporzioni più piccole ma altrettanto sorprendenti: un intero paesaggio rimasto intatto sott’acqua per sessant’anni, con mulini, mura e strade di epoca medievale ancora visibili sotto la superficie. Non è una leggenda, ma un luogo reale che si può raggiungere e, per chi ha l’attrezzatura giusta, anche esplorare da vicino.

La nascita di un paesaggio sommerso

Il Lago di Capodacqua si trova nel territorio di Capestrano, in provincia dell’Aquila, tra campi coltivati e pendii che guardano al Gran Sasso. Il bacino non è naturale: negli anni Sessanta una diga ha sbarrato il corso superiore del fiume Tirino per garantire l’irrigazione dei terreni circostanti, e con l’invaso del 1965 le strutture che sorgevano lungo il corso d’acqua non sono state abbattute, ma sommerse così come erano.

È da questa scelta che nasce l’effetto quasi surreale del lago: sotto la superficie si riconoscono ancora due mulini medievali, con mura, finestre e arcate rimaste al loro posto per decenni, come se l’acqua li avesse conservati invece che cancellati.

A rendere possibile questa conservazione è l’acqua stessa, che arriva dal bacino sotterraneo del Gran Sasso e mantiene una temperatura costante intorno ai 10 gradi tutto l’anno. Il freddo limita la crescita della vegetazione sul fondale, che resta quindi spoglio, e regala una trasparenza che permette di osservare i mulini sommersi con una nitidezza fuori dal comune.

Un luogo per i sub, non per chi cerca una spiaggia

Proprio per la sua origine e per le sue caratteristiche, il Lago di Capodacqua non è pensato per una giornata tra sole e tuffi. La superficie è contenuta, l’area è privata e recintata, e non ci sono spazi attrezzati per la sosta lungo la riva. Di certo non è una delle cose da fare con i bambini: se cerchi un bagno o una spiaggia orientati su altre destinazioni che tra la Maiella e la Costa dei Trabocchi non mancano.

Qui l’accesso è legato principalmente alle attività di diving, gestite da realtà locali del territorio, e l’attrattiva vera resta sott’acqua. Anche solo dall’esterno, però, il lago regala uno scorcio suggestivo, con la valle che si apre tra campi coltivati e filari, in un paesaggio che invita comunque a una sosta fotografica.

Immersioni tra i mulini sommersi

Scendere nel Lago di Capodacqua significa avvicinarsi a una destinazione pensata per sub con una base tecnica solida. Le immersioni sono organizzate da operatori locali specializzati, tra cui l’Associazione Calipso, che gestisce l’accesso all’esplorazione dei mulini sommersi.

La discesa avviene in modo graduale lungo il pendio sommerso: la temperatura scende progressivamente, mentre le strutture in pietra emergono sempre più nitide man mano che ci si avvicina al fondo.

I 10 gradi costanti dell’acqua richiedono una muta stagna o comunque un adeguato spessore termico, oltre a una preparazione fisica adatta a un ambiente freddo per tutto l’anno. Chi si immerge a Capodacqua non trova solo rovine da osservare, ma un luogo che restituisce, a pochi metri sotto la superficie, l’idea stessa che ha reso Atlantide una delle leggende più affascinanti del mondo: un mondo intero che non è scomparso, ma è rimasto semplicemente ad aspettare chi avesse voglia di cercarlo.