Trasferirsi all’estero significa molto più che scegliere una destinazione affascinante. Per chi decide di ricominciare in un altro Paese, sentirsi accolti può fare la differenza quanto trovare un buon lavoro o vivere in una città sicura. Un nuovo studio realizzato dalla compagnia internazionale di assicurazioni William Russell ha analizzato quali siano i Paesi più accoglienti per gli expat nel 2026, prendendo in considerazione sei fattori: l’esperienza degli stranieri che già vivono sul posto, la percentuale di residenti nati all’estero, le opportunità di lavoro, l’atteggiamento verso gli immigrati, la sicurezza e l’apertura delle politiche sui visti. Il risultato è una classifica che offre spunti interessanti a chi sogna di costruire una nuova vita oltre confine.
Quali sono i Paesi più accoglienti per expat nel 2026
Lo studio evidenzia come l’accoglienza non dipenda da un solo elemento. Un Paese può essere ricco o offrire paesaggi straordinari, ma risultare difficile per chi arriva da fuori se trovare lavoro, orientarsi nella burocrazia o creare nuove relazioni diventa complicato.
La classifica dei dieci Paesi più accoglienti per expat nel 2026 è composta da:
- Islanda
- Lussemburgo
- Nuova Zelanda
- Australia
- Svizzera
- Irlanda
- Colombia
- Repubblica Ceca
- Portogallo
- Austria
Secondo gli autori dello studio, queste destinazioni riescono a combinare opportunità professionali, sicurezza e condizioni favorevoli all’integrazione, aiutando chi si trasferisce a sentirsi parte della comunità e non semplicemente un visitatore.
Perché l’Islanda è al primo posto
Con un punteggio di 8,94 su 10, l’Islanda guida la classifica mondiale. Uno degli elementi che ha inciso maggiormente è il tasso di occupazione delle persone nate all’estero: l’84,2% degli expat risulta infatti inserito nel mercato del lavoro.
Lo studio sottolinea anche il buon livello di sicurezza e un contesto sociale che favorisce l’integrazione. Pur non avendo una popolazione straniera numerosa quanto altri Paesi europei, l’Islanda offre condizioni che permettono a molti nuovi arrivati di costruire rapidamente una vita stabile.
Il podio: Lussemburgo e Nuova Zelanda
Al secondo posto si trova il Lussemburgo, dove oltre la metà della popolazione è nata all’estero. Questa forte presenza internazionale rende più semplice trovare ambienti di lavoro multiculturali e servizi pensati anche per chi arriva da altri Paesi.
Completa il podio la Nuova Zelanda, che si distingue per l’elevato tasso di occupazione tra i residenti stranieri e per le valutazioni positive espresse dagli expat sulla qualità dell’esperienza di vita. Nonostante regole d’ingresso meno aperte rispetto ad altri Stati, offre buone possibilità di integrazione una volta ottenuto il trasferimento.
Le sorprese della classifica
Tra i dati più interessanti emerge il settimo posto della Colombia. Pur avendo una popolazione straniera relativamente contenuta, il Paese ottiene ottime valutazioni da parte degli expat, segno che una comunità internazionale numericamente ridotta non impedisce di costruire un ambiente accogliente.
Lo studio mette inoltre in evidenza che la facilità di ingresso non coincide sempre con una reale integrazione. Alcuni Paesi ottengono punteggi elevati per l’accessibilità dei visti, ma risultano meno favorevoli quando si considerano lavoro, inclusione sociale e possibilità di costruire relazioni durature.
Zurigo è la città più accogliente per gli expat
Accanto alla classifica dei Paesi, William Russell ha analizzato anche le città. Al primo posto si colloca Zurigo, in Svizzera, premiata soprattutto per gli elevati standard di sicurezza e il basso livello di conflittualità sociale percepita.

Seguono, a pari merito, Singapore e Tokyo, un risultato che rappresenta una delle principali sorprese dello studio. Se il Giappone occupa infatti l’ultima posizione nella graduatoria dei Paesi, la sua capitale dimostra come una grande città possa offrire condizioni molto favorevoli agli expat anche quando il contesto nazionale risulta più complesso.
Completano la top ten Copenaghen, Monaco di Baviera, Praga, Dubai, Varsavia, Seul e Hong Kong.
Diverso il risultato per alcune metropoli molto popolari. Londra, Parigi e New York si collocano nelle posizioni più basse della graduatoria, penalizzate soprattutto da una maggiore percezione di attrito sociale e da valutazioni meno favorevoli sulla sicurezza.
Non basta un bel panorama per sentirsi a casa
La ricerca mostra che scegliere dove trasferirsi richiede di guardare oltre il fascino di una destinazione. Opportunità di lavoro, sicurezza, inclusione e possibilità di costruire una rete di relazioni sono gli aspetti che incidono maggiormente sulla qualità della vita di chi decide di diventare expat. Per questo, una classifica come quella elaborata da William Russell può rappresentare un utile punto di partenza per chi sta pensando di ricominciare in un altro Paese, ricordando però che ogni esperienza di trasferimento resta profondamente personale e dipende anche dalle esigenze di ciascuno.