Il Molise non è solo geografia, ma un’anima sospesa tra i confini di Abruzzo, Lazio, Campania e Puglia, con uno sbocco, a nord-est, sul Mar Adriatico. Pur restando profondamente unico, questo territorio di due province (Campobasso, il capoluogo, e Isernia) e 136 borghi sembra fermo all’epoca dei Sanniti, fiero popolo che ha lasciato in eredità villaggi fortificati simili a sentinelle di pietra. La carenza di grandi infrastrutture e l’assenza di scali aerei rendono la Regione – la più piccola d’Italia dopo la Valle d’Aosta – una terra quasi inaccessibile. Ma chi abbandona le autostrade per i suoi tratturi scopre una realtà sorprendente: un Molise che non è immobile, ma in attesa. Qui, la cultura rurale preserva una bellezza ancestrale, offrendo un viaggio fatto di silenzio, naturalezza e semplicità, lontano dagli effetti speciali della contemporaneità e che non delude.

Termoli, cuore di mare
Perla della provincia di Campobasso, Termoli lievita da un promontorio roccioso dominato dall’imponente Castello Svevo e dal faro. Al centro svetta la Cattedrale di San Basso, gioiello romanico i cui sotterranei offrono uno sguardo unico sulle stratificazioni del passato. Mentre la città moderna avanza, il borgo vecchio resiste come un lembo di terra sospeso sull’Adriatico, affacciato su acque Bandiera Blu da anni.
Nei giorni tersi, dal belvedere spunta il profilo delle isole Tremiti, raggiungibili in breve tempo con aliscafi. Il centro storico è un dedalo incantevole di vicoli stretti e case color pastello che profumano di salsedine. Ma la vera anima del luogo sono i trabucchi: antiche macchine da pesca in legno che, come ragni giganti, si protendono verso l’acqua. Sedersi qui al crepuscolo, quando la luce si riflette sulle reti tese, è il modo migliore per resettare la mente dal caos cittadino.

Agnone: artigianato e riti millenari
Verso l’interno montuoso l’aria si fa frizzante e si arriva ad Agnone (Is), celebre per la Pontificia Fonderia di Campane Marinelli (campanemarinelli.com). Qui l’artigianato è sacro: il profumo del rame e il ritmo dei martelli invitano allo slow luxury, celebrando oggetti che racchiudono storie secolari e richiedono pazienza. Procedendo, si incontra Cercepiccola (Cb), borgo di 660 abitanti dai vicoli disegnati per la lentezza. Poco distante, a San Giuliano del Sannio (Cb), la storia si fa evento con i Fucilieri di San Nicola. Visitando il museo dedicato si scopre il rito del 9 maggio e 10 agosto: gli abitanti sfilano con antichi tromboni a polvere nera in onore del Patrono, unendo fede e tradizione in un fragore simbolico che resiste al tempo che passa.

La Valle del Trigno e i panorami del Biferno
Lungo il corso del fiume Trigno, che segna il confine con l’Abruzzo, sorge Trivento (Cb). Il suo cuore pulsante culmina nella maestosa Cattedrale dei Santi Nazario, Celso e Vittore. Scendere nella cripta millenaria, sostenuta da colonne romane di recupero, significa toccare con mano la resilienza molisana. A pochi chilometri c’è l’Oleificio Storico Pavone. Qui l’estrazione dell’olio è un atto di tutela della biodiversità. Passeggiando tra le macine in pietra, si scopre come l’oliva autoctona produca un “oro verde” capace di conservare il carattere minerale di questa terra. Infine, il panorama cambia raggiungendo Civita Superiore di Bojano (Cb), borgo appollaiato su un picco che domina l’intera piana del Biferno. Camminare tra i resti dell’antica rocca sannita regala un senso di vertigine e una pace profonda, tipica di chi ha finalmente trovato un rifugio lontano dal mondo.

Trekking sulle orme dei Normanni
Cammini di pietra e silenzio. Nell’entroterra molisano si snodano sentieri tra borghi fortificati e castelli, oggi valorizzati dall’ingresso ufficiale della Regione nella “Route des Normands”, prestigioso itinerario culturale europeo. Il percorso unisce siti storici come Civita di Bojano (Cb), cuore dell’insediamento del conte Rodolfo De Moulins, e Colletorto (Cb), noto come il Borgo dei Normanni. Attraverso la Rotta dei Normanni, invece, il Cammino del Perdono che tocca Pescolanciano (Is) e l’anello medievale di Isernia, si riscopre un patrimonio architettonico che si fonde con i tratturi della transumanza. Queste antiche vie erbose, oggi Patrimonio Culturale UNESCO, rappresentano il legame indissolubile tra la natura selvaggia e l’eredità politica e culturale normanna nel Mezzogiorno d’Italia.

Carnet
Come arrivare
In treno, da Milano, Roma, Napoli, con Trenitalia (trenitalia.com) alla stazione di Termoli. Qui, meglio noleggiare un’auto per esplorare l’entroterra, dove i mezzi pubblici sono scarsi. In aereo, gli scali più vicini sono Pescara, Napoli (da Milano e Torino con Ryanair, ryanair.com/it) o Roma (da Milano e Bologna con ITA Airways, ita-airways.com/it): in queste città sono attivi collegamenti via terra (bus e navette).
Dove dormire
A Termoli, l’indirizzo di charme è la Residenza Sveva (residenzasveva.com), elegante albergo diffuso ricavato tra le mura del borgo vecchio, a 100 m dalla spiaggia. Qui si trova anche il ristorante Svevia (svevia.it), eccellenza gastronomica dove la tradizione marinara incontra l’alta cucina. A Trivento c’è Baitapavò (baitapavo.com), una dimora immersa nei boschi di Montelungo.
Dove mangiare
A Termoli, c’è Casa Tornola, una trattoria di mare nota per il brodetto (tel. 0875718880). I Fornai Ricci, a Montaquila (Is), sono tappa obbligatoria per gli amanti dei lievitati d’autore (fornairicci.it). A Montenero di Bisaccia (Cb), all’agriturismo Il Quadrifoglio, si mangia la ventricina, insaccato tipico, accompagnata dal vino locale Tintilia (agriturismoilquadrifoglio.net). Per degustare l’olio più buono, ci sono il Frantoio Pavone a Trivento e quello di Ramitelli a Campomarino.
Da vedere
La Cripta di San Casto, a Trivento, è un prezioso sito ipogeo del 380 d.C., con reperti sanniti, romani e affreschi bizantini dell’VIII-IX secolo. A Vinchiaturo (Cb) puoi visitare le Serre Idroponiche, modello di agricoltura sostenibile che coltiva piante senza suolo, sfruttando la purezza dell’acqua invece della terra.INFOtermoli.net; visitmolise.eu
