Le coste italiane sono disseminate di spiagge splendide, alcune diventate addirittura iconiche e, proprio per questo, gettonatissime. L’elevata affluenza mette purtroppo a dura prova arenili e habitat naturali, tra erosione, rifiuti abbandonati, a cui si aggiunge l’insensata pratica del furto di sabbia.
Per questo, anche nel 2026, molti Comuni hanno confermato o introdotto sistemi di accesso contingentato. In alcuni casi basta prenotare online, in altri è previsto anche il pagamento di un contributo ambientale. L’obiettivo è preservare questi luoghi e rendere la loro fruizione più sostenibile.
Prima di organizzare la giornata al mare, conviene quindi verificare le regole previste per ogni destinazione. Una prenotazione effettuata con qualche giorno di anticipo può evitare spiacevoli sorprese e contribuire alla tutela di alcune delle spiagge più belle d’Italia.
Spiagge a numero chiuso 2026: le regole da conoscere
Non tutte le spiagge adottano lo stesso sistema. Alcune limitano semplicemente il numero massimo di persone presenti contemporaneamente, senza richiedere alcuna prenotazione. Altre, invece, consentono l’accesso solo a chi ha prenotato online e dispone di un QR Code da mostrare all’ingresso.
In diversi casi è previsto anche un contributo ambientale. Non si tratta di un biglietto d’ingresso in senso tradizionale, ma di una quota destinata alla tutela del territorio, alla pulizia degli arenili e alla gestione dei servizi.
Le modalità possono cambiare di anno in anno. Per questo è sempre consigliabile consultare il sito ufficiale del Comune o dell’area protetta prima della partenza.
Baia del Silenzio, Sestri Levante (Liguria)
Anche la celebre Baia del Silenzio entra nell’elenco delle spiagge a numero chiuso. Questo angolo della Riviera Ligure, amato in passato anche da Hans Christian Andersen e Richard Wagner, potrà accogliere al massimo 450 persone contemporaneamente.
Dal 1° luglio al 31 agosto, l’accesso sarà regolato attraverso tre varchi controllati da personale dedicato, dalle 8.30 alle 17.30. L’ingresso resterà gratuito e non sarà necessaria alcuna prenotazione, ma l’accesso sarà consentito solo fino al raggiungimento della capienza massima.
La Pelosa, Stintino (Sardegna)
Tra le spiagge simbolo della Sardegna, Regione che in tempi non sospetti ha voluto introdurre il numero chiuso, La Pelosa continua a essere una delle più richieste grazie al mare cristallino e alla sabbia chiarissima.
Dal 15 maggio al 15 ottobre l’accesso è consentito solo con prenotazione online. Il ticket costa 3,50 euro a persona e permette l’ingresso a un massimo di 1.500 visitatori al giorno. Ogni prenotazione può includere fino a quattro persone, mentre i bambini sotto i 12 anni entrano gratuitamente.
Cala Brandinchi, San Teodoro (Sardegna)
Soprannominata la “Piccola Tahiti”, Cala Brandinchi conquista con i suoi fondali bassi, la sabbia bianca e la vista sull’isola di Tavolara.
Dal 1° giugno al 30 settembre è obbligatorio prenotare sia per la spiaggia libera sia per gli stabilimenti balneari. Ogni giorno possono accedere fino a 1.447 persone. Il contributo è di 2 euro, ridotto a 1 euro per alcune categorie.
Residenti, bambini sotto i 12 anni e persone con disabilità entrano gratuitamente. Senza prenotazione non è consentito l’accesso, né da terra né via mare.
Lu Impostu, San Teodoro (Sardegna)
Sempre nel territorio di San Teodoro, anche Lu Impostu adotta un sistema di accesso contingentato.
Dal 1° giugno al 30 settembre possono entrare fino a 3.352 persone al giorno, previa prenotazione online o tramite app. All’arrivo è necessario mostrare il QR Code ricevuto al momento della conferma della prenotazione.
Tuerredda, Teulada (Sardegna)
Tra Capo Malfatano e Capo Spartivento si trova una delle baie più spettacolari del Sud Sardegna.
Dal 2 giugno al 15 ottobre possono accedere fino a 1.100 persone al giorno. La prenotazione si apre dalle 8 del giorno precedente e il ticket costa 3 euro. I controlli tramite QR Code sono attivi dalle 8 alle 18.
L’obiettivo è preservare uno degli arenili più iconici dell’isola, limitando l’impatto del turismo durante i mesi di maggiore affluenza.
Cala Goloritzé, Baunei (Sardegna)
Considerata una delle spiagge più spettacolari del Mediterraneo, Cala Goloritzé è anche una delle più tutelate. Raggiungibile esclusivamente a piedi attraverso un sentiero panoramico, rappresenta un esempio di come la conservazione dell’ambiente possa convivere con il turismo.

L’accesso è consentito solo previa prenotazione attraverso il portale o l’app Heart of Sardinia. Ogni giorno possono entrare al massimo 250 persone. Il ticket costa 7 euro per gli adulti, mentre è gratuito per i bambini fino a cinque anni e per i residenti del Comune di Baunei. Chi programma un’escursione è quindi tenuto a prenotare con anticipo, soprattutto nei mesi di maggiore affluenza.
Cala Mariolu e Cala Biriala: ingressi regolati per chi arriva via mare
Anche Cala Mariolu e Cala Biriala, due delle perle del Golfo di Orosei, adottano un sistema di contingentamento degli sbarchi via mare.
Dal 1° maggio al 20 ottobre, a Cala Mariolu possono arrivare fino a 700 persone al giorno, mentre Cala Biriala ne accoglie 300. Il contributo ambientale è di 2 euro per una singola cala oppure di 3 euro per gli itinerari che comprendono più spiagge.
Chi sceglie escursioni organizzate con motonavi, gommoni o altri operatori dovrebbe verificare prima della partenza se il contributo è già incluso nel prezzo del servizio.
Cala Coticcio e Cala Brigantina, Caprera
Nel Parco Nazionale dell’Arcipelago della Maddalena la tutela è ancora più rigorosa.
Per raggiungere Cala Coticcio non è possibile muoversi in autonomia: l’accesso è consentito esclusivamente insieme a una guida ambientale autorizzata. Ogni giorno sono ammessi soltanto 60 visitatori, suddivisi in diversi turni, oltre al pagamento di un contributo ambientale di 3 euro, che si aggiunge al costo dell’escursione.
Lo stesso sistema è previsto anche per Cala Brigantina, dove l’accesso avviene esclusivamente attraverso visite guidate autorizzate.
Oasi di Bidderosa, Orosei (Sardegna)
L’Oasi di Bidderosa adotta una regolamentazione diversa rispetto alle altre spiagge.
Da maggio fino alla fine di ottobre è infatti limitato soprattutto l’accesso dei veicoli. Chi desidera entrare con auto o moto deve prenotare online il proprio posto, mentre chi arriva a piedi o in bicicletta non è soggetto ai limiti dei parcheggi, pur dovendo rispettare il regolamento dell’area protetta.
Le tariffe variano in base al mezzo utilizzato e al numero dei passeggeri.
Rena Bianca, Santa Teresa Gallura (Sardegna)
Anche Rena Bianca continua a proteggere il proprio arenile attraverso un sistema di ingressi contingentati.
Il ticket costa 3,50 euro e può essere acquistato online a partire da 72 ore prima della visita. I residenti continuano invece ad accedere gratuitamente.
Spiaggia dei Conigli, Lampedusa (Sicilia)
Tra le spiagge più iconiche d’Italia, la Spiaggia dei Conigli tutela il proprio ecosistema attraverso uno dei sistemi di accesso più rigorosi.
Ogni turno, mattutino e pomeridiano, può ospitare fino a 550 persone. La prenotazione è gratuita e viene aperta progressivamente durante la stagione. Ogni utente può riservare un solo ingresso alla settimana per un massimo di due persone.
Per non perdere il posto è fondamentale rispettare gli orari di ingresso: entro le 9.30 per il turno del mattino ed entro le 15.30 per quello pomeridiano.
Spiaggia della Gaiola, Napoli (Campania)
Nell’Area Marina Protetta della Gaiola, dal 1° maggio al 30 settembre, l’accesso è consentito esclusivamente su prenotazione.
I pass vengono resi disponibili ogni giorno per il giorno stesso e per quello successivo. È possibile prenotare un solo turno al giorno e fino a tre ingressi alla settimana. Ogni fascia oraria può accogliere al massimo 200 persone, una misura pensata per salvaguardare uno degli ecosistemi marini più preziosi del Golfo di Napoli.
Spiaggia delle Due Sorelle, Sirolo (Marche)
Anche la celebre Spiaggia delle Due Sorelle continua a prevedere accessi contingentati fino al 13 settembre.
Si raggiunge esclusivamente via mare e richiede una prenotazione gratuita sul sito ufficiale, fatta eccezione per chi arriva con i Traghettatori del Conero. Rimane inoltre vietato lasciare canoe e SUP sulla battigia, una regola introdotta per tutelare l’ambiente e garantire la sicurezza dei visitatori.
Un piccolo gesto che aiuta a proteggere il mare
Le spiagge a numero chiuso non nascono per limitare il turismo ma per preservare alcuni degli angoli più preziosi del patrimonio naturale italiano ed europeo. Alle Baleari ad esempio, Ibiza e Maiorca combattono il fenomeno dell’overtourism, valutando in alcune spiagge il numero chiuso.
Ridurre il numero di visitatori significa contenere l’erosione della sabbia, diminuire l’impatto sugli habitat costieri e rendere più piacevole l’esperienza per tutti. Ne sa qualcosa la Grecia, che ha deciso di trasformare 251 litorali in zone protette.
Prima di partire vale quindi la pena dedicare qualche minuto a controllare i siti ufficiali dei Comuni o delle aree protette. Una semplice prenotazione può evitare inconvenienti dell’ultimo momento e contribuire alla tutela di luoghi che continuano a incantare milioni di persone ogni estate.