Partire per una vacanza equivale a concedersi una fuga dalla realtà. Un modo per sospendere il quotidiano e immaginarsi altrove, magari dentro una storia diversa, con scenari più intensi, estetiche più curate, emozioni più nitide.
E quante volte ti è capitato di sognare guardando un film? Non sei la sola, visto che studi di settore hanno rilevato che sono sempre più le persone che scelgono di viaggiare inseguendo l’immaginario cinematografico.
Si chiama set-jetting, ed è è il fenomeno che trasforma i set di film e serie TV in destinazioni di viaggio, con sempre più persone pronte alla partenza con lo scopo di scoprire e abitare i luoghi che hanno visto sullo schermo.
Cos’è il set-jetting
Il set-jetting è una tendenza in forte crescita che lega turismo e cinema. È quel desiderio irrefrenabile che porta a scegliere una destinazione proprio perché raccontata da una storia che hai visto sullo schermo: vuoi perché i paesaggi ti hanno stregata, vuoi perché ti sembra un modo per rivivere le vicende che hai amato.
Molti viaggiatori hanno ammesso di essere influenzati a da film e serie nella scelta delle mete, con percentuali ancora più alte tra Millennials e Gen Z. Il dato interessante è che questa spinta non riguarda solo le grandi produzioni globali, ma qualsiasi narrazione capace di creare un immaginario potente. Più un titolo genera attenzione, più cresce l’interesse verso i luoghi che lo hanno ospitato.
Dormire dentro le location dei film: esempi reali tra cinema e soggiorno
In alcuni casi, questa tendenza si traduce nella possibilità di pernottare direttamente dentro le location cinematografiche, trasformando i luoghi dello schermo in esperienze abitative reali. Per esempio alcuni fortunati fan di Cime Tempestose hanno potuto pernottare in una replica della camera di Cathy all’interno di un maniero storico nello Yorkshire tra velluti rossi, lanterne e dettagli gotici pensati per richiamare l’estetica del film.
Se hai amato House of Gucci potresti sognare una notte sul Lago di Como, a Villa Balbiano. Realizzare il desiderio non è a buon mercato ma possibile: la dimora del Seicento è affittabile tramite piattaforme specializzate, con sei suite firmate e una capacità superiore ai venti posti letto. Anche il Gritti Palace di Venezia potrebbe stuzzicare la tua fantasia dopo averlo visto in Mission: Impossible – Dead Reckoning Part One. Per la tua vacanza potresti soggiornare negli stessi ambienti visti sullo schermo, e in più godere del panorama sul Canal Grande.
Anche la location di Glass Onion – Knives Out può diventare la tua base per un soggiorno. È una struttura di lusso sul Peloponneso con uno stile ispirato all’antica Grecia ma un gusto tutto contemporaneo. Se vuoi rivivere le atmosfere di Harry Potter, infine, le location reali si trovano nella Christ Church di Oxford, utilizzata per la Sala Grande di Hogwarts, che durante il periodo estivo mette a disposizione le stanze normalmente occupate dagli studenti. Oppure c’è la casa dove Harry viveva da neonato con i genitori, disponibile su Airbnb.
Insomma, qualunque sia il tuo film preferito e la tua idea di viaggio, puoi trovare il tipo di soggiorno che fa al caso tuo.
Pro e contro del set-jetting
Il set-jetting ha il pregio evidente di trasformare il viaggio in un’esperienza narrativa: non si tratta più solo di vedere un luogo, ma di attraversarlo con addosso le immagini già viste sullo schermo. C’è anche un effetto non secondario che riguarda la conservazione di alcune location storiche.
Dall’altro lato, però, il rischio è quello di una fruizione filtrata, in cui il luogo reale viene costantemente sovrascritto dall’immaginario filmico. Non sempre l’esperienza corrisponde all’aspettativa costruita sullo schermo, soprattutto quando le location sono adattate o ricostruite.
A questo si aggiunge il tema dell’overtourism: alcune destinazioni diventano improvvisamente mete di massa proprio per l’effetto di film e serie, con un aumento della pressione turistica che può rendere difficile la gestione dei flussi e alterare l’equilibrio dei luoghi stessi.
Infine, la crescente popolarità del fenomeno porta spesso a un turismo concentrato e costoso, con spazi esclusivi e poco accessibili, trasformando il set-jetting più in un’esperienza di lusso che in una forma di viaggio diffusa.