Sembra che il tre sia il numero fortunato della Val d’Aran. Tre sono le lingue ufficiali di questa terra incastonata tra i Pirenei: catalano, castigliano e aranés (una variante dell’occitano). Tre sono i climi che qui si incontrano: mediterraneo, atlantico e continentale. Tre sono le forme dell’acqua: laghi, fiumi e cascate. Carte vincenti che contribuiscono a rendere la valle unica e, grazie al suo iniziale isolamento, autentica. Fino agli anni Cinquanta, infatti, seppur a poche ore di auto da Barcellona, i suoi villaggi erano raggiungibili solo attraverso il valico del Port de la Bonaigua, nella provincia di Lleida, o dalla vicina Francia.
Oggi che è facilmente accessibile, ancora custodisce la vera essenza dei Pirenei con case di pietra e legno scuro circondate da cime imponenti e parchi. La natura è intatta e il turismo segue un ritmo sostenibile per l’ambiente e per le comunità locali.
In Val d’Aran, per un’immersione nel foliage
Da poco dichiarata riserva della Biosfera, la Val d’Aran dà il meglio di sé in questa stagione con un’incredibile esplosione di colori. Attraversarla è come aprire una scatola di pastelli dove rosso, ocra, arancione, giallo e marrone si allineano l’uno dopo l’altro o si mischiano per accendere le pendici delle montagne (visitvaldaran.com). Un buon punto di partenza per ammirare il foliage è la valle dell’Artiga de Lin dove i pascoli per il bestiame sono delimitati da boschi di faggi e abeti e circondati dalle vette maestose del Forcanada e del Còth deth Hòro (camins.es). È proprio qui che all’alba si possono vedere i cervi scendere al fiume e, nel periodo dell’accoppiamento, ascoltarne il bramito. Poco più in là, tornano alla luce le acque (fino a quel punto sotterranee) del ghiacciaio del picco d’Aneto, che danno vita alla purissima cascata di Uelhs Deth Joeu.

Vacanza sui Pirenei tra natura e storia
Tutta la Val d’Aran del resto è territorio di laghi e fiumi, boschi che ospitano camosci, lontre e orsi bruni, e sentieri da percorrere a piedi, in bici o con moto elettriche silenziose adatte anche a chi non è mai salito in sella. I tour organizzati da Electric Riders seguono le sterrate attraverso una foresta di abeti e regalano viste sui canyon multicolore e sul massiccio del Montardo (da 85 euro per 2 ore, electricriders.net).
Chi non vede l’ora di inforcare gli sci deve sapere che in Val d’Aran la neve non si fa mai attendere. Il comprensorio Baqueira-Beret, il più grande di Spagna, quest’anno ha aggiunto tre nuove piste (dal 18 al 23 gennaio è in programma il Freeride World Tour, baqueira.es) e da tempo lavora per azzerare le emissioni di carbonio.
Gli scienziati che ultimamente chiamano la Terra “Pianeta Acqua” per porre l’attenzione su quanto preservare questo elemento sia cruciale per la vita, trovano fondamento per le loro teorie nel parco nazionale Aigüestortes i Estany de Sant Maurici. Un puzzle di fiumi, cascate, paludi e più di 200 laghi dalle acque trasparenti come vetro.

In Val de Boi, dove i Pirenei toccano il cielo
L’ingresso dalla Vall de Boí porta ai sentieri che seguono un fiume dalle mille anse, da cui il nome “acquestorte”, tra vette che arrivano ai 3.000 metri (vallboi.cat). Qui i Pirenei toccano davvero il cielo solcato da aquile reali e gipeti, gli avvoltoi barbuti con l’incredibile apertura alare di 3 metri.
L’aria profuma della resina dei pini neri, veri protagonisti delle feste tradizionali della valle, “les Falles”, che si tengono dal solstizio d’estate fino a metà luglio, a turno in ogni villaggio.
«A fine maggio raccogliamo i rami caduti di pino nero e li lavoriamo in modo che la resina all’interno possa prendere fuoco» spiega Roc Subirà, guida del parco. «La notte più di cento persone salgono in cima alla montagna e scendono in fila indiana portando i tizzoni accesi sulle spalle. Da giù l’impressione è vedere un serpente di fuoco che si muove sinuoso e che, una volta arrivato in paese, si avvolge in cerchi concentrici al ritmo di musica». Uno spettacolo unico.

Alla scoperta del romanico
Ma le piazze dei piccoli comuni della Vall de Boí valgono una visita anche per un altro motivo: custodiscono un patrimonio di chiese costruite a partire dall’anno Mille e influenzate dal romanico lombardo che ha portato fin qui archi rotondi, campanili slanciati e incredibili affreschi.
Il Centro del Romanico di Erill la Vall, inaugurato pochi mesi fa, regala un’esperienza originale. Indossati i visori della realtà virtuale si viene catapultati di fronte agli architetti e ai carpentieri che lavoravano alle chiese, tra case tradizionali e villaggi dove si vedono da vicino proprio le celebrazioni delle Falles (centreromanic.com).
Non è l’unica novità digitale in valle. All’interno della chiesa di Sant Climent de Taüll si trova un affresco gioiello del romanico catalano, il Cristo Pantocratore. Grazie a una proiezione mappata nell’abside e sul presbiterio della navata centrale i visitatori vedono prendere vita il dipinto originale in tutto lo splendore dei suoi delicati disegni e colori, tra cui brilla un blu che all’epoca si otteneva da lapislazzuli importati dall’Afghanistan, incredibile prova della ricchezza della zona.

In Valls d’Aneu, la storia delle donne dei villaggi
Se dalle pietre preziose si ricavavano i colori, con le piante che crescono spontanee intorno alla zona umida della Mollera d’Escalarre nelle Valls d’Àneu si preparavano infusi, portafortuna, unguenti e persino veleni. A raccoglierle e trasformarle in altro ci pensavano le donne dei villaggi di questa zona degli Alti Pirenei, curatrici e per un lungo periodo purtroppo perseguitate come streghe.
«Molte piante erano usate per tenere lontani gli spiriti maligni: il fiore della carlina bianca, per esempio, viene ancora fatto essiccare e appeso fuori dalla porta di casa. Ricorda un sole e protegge la famiglia che la abita» spiega Júlia Carreras, ricercatrice etnobotanica, autrice di libri sulla stregoneria e guida dell’Ecomuseo Valls d’Àneu, una casa tradizionale dell’Ottocento (ecomuseu.com).
Il fiore-simbolo in valle si trova ovunque, per decorare le antiche saliere di legno e le panche intagliate, negli affreschi delle chiese e sugli abiti di fibra naturale. È un modo per ricordare tradizioni ricche di significato che gli abitanti del posto desiderano preservare perché qui, sui Pirenei catalani, ogni valle ha una personalità e un incanto da scoprire.
Carnet
COME ARRIVARE
In aereo a Barcellona con Vueling(vueling.com) e poi noleggio auto o autobus direzione Veilha (omio.it).
DOVE DORMIRE
Accanto alla chiesa romanica di Boí, l’hotel Pey è strategico per visitare il parco di Aigüestortes (b&b da 80 euro, hotelpey.com). El Ciervo è il tipico albergo di montagna con una colazione curata (da 88 euro, hotelelciervo.net/ca). In centro a Esterri d’Àneu, l’hotel Traineradispone di appartamenti con cucina(da 100 euro, hoteltrainera.com).
DOVE MANGIARE
Trinxat (patate, cavolo e pancetta) e costolette di agnello della cucina aranese si assaggiano da el Jardí dels Pomers (da 35 euro, eljardidelspomers.com). Da provare al Castellarnau di Escaló la trota di fiume con frutta secca (15 euro, hotelcastellarnau.com). A Vielha, La Abuela ha il miglior stufato di coniglio della zona (da 20 euro, hotelaran.net).
SHOPPING
Nel negozio di Júlia Carreras a Esterri d’Àneu si comprano candele e incensi fatti a mano e si partecipa a laboratori sulle piante officinali (da 20 euro, occvlta.org). L’acqua pura della Val d’Aran contribuisce a produrre un caviale davvero speciale (caviarnacarii.com).
PER INFORMAZIONI
catalunyaexperience.it, aralleida.cat