C’è chi sogna il silenzio dei ghiacci, chi il calore del deserto e chi una foresta fuori dal tempo: al di là delle mete di tendenza per il 2026 e delle destinazioni emergenti che pochi conoscono, se avverti il forte desiderio di riconnetterti con la natura il Telegraph ha selezionato i migliori viaggi wildlife per quest’anno, scegliendo itinerari contraddistinti da paesaggi incontaminati e incontri con gli animali.

La classifica è divisa per grandi ambienti naturali e attraversa il pianeta da nord a sud, dai poli alle isole tropicali.

Ecco alcuni alcuni spunti per viaggi memorabili che permettono di osservare la fauna nel suo habitat e di vivere la natura in modo diretto e totalizzante.

Dai ghiacci dell’Artico all’Antartide

Tra le esperienze più suggestive citate dal Telegraph ci sono quelle ambientate nei paesaggi polari. Alle Svalbard, arcipelago norvegese oltre il Circolo Polare Artico, è possibile avvistare gli orsi polari, simbolo di una natura affascinante ma fragile e da tutelare. Qui il ghiaccio, il mare e la luce artica disegnano scenari essenziali, in cui l’uomo è solo un ospite.

All’estremo opposto del pianeta, l’isola di South Georgia, nell’Antartide subpolare, è indicata come una delle destinazioni più straordinarie per chi sogna di vedere da vicino immense colonie di pinguini reali. Raggiungibile solo via mare, è un luogo remoto e spettacolare, abitato esclusivamente da fauna selvatica.

Il deserto, tra safari e fenicotteri

Se preferisci climi più miti, il Telegraph guarda ai deserti. In Namibia, il safari assume una forma diversa da quella più conosciuta dell’Africa orientale: qui la fauna si muove tra dune, pianure aride e paesaggi scolpiti dal vento, offrendo un’esperienza emotivamente intensa.

In Cile, l’Atacama – uno dei deserti più aridi della Terra – sorprende per la presenza di fenicotteri che popolano lagune salmastre incastonate tra montagne e distese di sale. Un contrasto che rende il viaggio unico, quasi surreale.

Savane, grandi spazi e animali iconici

Tra le mete scelte dal Telegraph rientrano anche le grandi distese della savana. In Zambia, alcune aree sono diventate celebri anche grazie ai documentari di David Attenborough, dove la fauna vive ancora in contesti poco antropizzati.

Tra Cile e Argentina, un itinerario dedicato all’osservazione dei felini selvatici. Qui la natura è aspra, fatta di spazi aperti e montagne, l’avvistamento degli animali richiede pazienza e rispetto dei ritmi naturali.

In mare, tra isole leggendarie e cetacei

Il mare è protagonista di alcune delle esperienze più affascinanti. Le Galápagos, arcipelago simbolo della biodiversità, restano una meta di riferimento per chi vuole osservare da vicino specie animali uniche al mondo, in un ecosistema rimasto sorprendentemente intatto.

Più vicino a casa, la Scozia offre un’esperienza diversa ma altrettanto emozionante. A bordo di imbarcazioni come la Silurian, nave da ricerca che solca l’Atlantico, è possibile avvistare delfini, balene, focene e persino squali elefante, mentre esperti a bordo spiegano ciò che si osserva in mare aperto.

Montagne e altipiani, alla ricerca delle specie più elusive

Tra le mete di alta quota, il Telegraph segnala la Cina, dove alcune spedizioni sono dedicate all’osservazione del leopardo delle nevi, uno degli animali più difficili da avvistare al mondo. Un viaggio che unisce natura, silenzio e paesaggi montani spettacolari.

In Brasile, invece, le regioni montuose ospitano specie di scimmie in via di estinzione, immerse in ambienti di grande biodiversità, dove la foresta incontra le alture.

Seychelles, paradiso del birdwatching

Le isole non potevano mancare. Alle Seychelles, il focus è sull’osservazione di uccelli rari, in un contesto naturale che va oltre l’immaginario da cartolina.

Foreste, tra biodiversità e verde assoluto

Se ami le foreste troverai irresistibili le ultime due destinazioni della lista. In Costa Rica, la Penisola di Osa è considerata una delle aree con la maggiore biodiversità al mondo, un concentrato di foresta tropicale, piante e animali che convivono in equilibrio. In Borneo, infine, i trekking nella giungla permettono di esplorare una delle foreste pluviali più antiche del pianeta, habitat di specie iconiche come gli oranghi.