Dal 6 al 22 febbraio le Olimpiadi Invernali tornano in Italia dopo vent’anni, e stavolta il guardaroba non è un dettaglio ma una dichiarazione. Tra cerimonie globali, eventi paralleli alla Fashion Week e collezioni che superano il campo di gara, le divise ufficiali catturano l’attenzione come un outfit da red carpet. Questo grande evento sportivo segna un vero crossover tra performance e stile, dove ogni nazione racconta la propria identità attraverso tessuti, colori e design.

Armani veste l’Italia di bianco elegante

Quando Emporio Armani EA7 ha svelato le divise dell’Italia Team, la reazione è stata da appassionati di moda, non solo da tifosi. Linee pulite, materiali tecnici di alto livello e quel bianco latte che sembra un omaggio alla neve di Milano e Cortina: sulle giacche, sui piumini waterproof e sulle tute da sci spicca la grande scritta “Italia” in effetto ricamo tridimensionale, volutamente semplice ma elegante.

Una collezione completa per ogni momento

La collezione firmata da Armani – Official Outfitter della Nazionale – comprende piumini e giacche termiche, tute tecniche, bomber oversize, ma anche accessori come guanti, cappelli, zaini e perfino trolley coordinati. Ogni pezzo accompagna l’atleta nelle varie fasi dei Giochi, con una leggerezza visiva che bilancia performance e moda. Durante la recente Fashion Week milanese, un evento Armani ha trasformato uno store di via Manzoni in scenografia olimpica.

Ralph Lauren e il dream team americano

Il team degli Stati Uniti porta sulle piste il marchio che da quasi vent’anni definisce la sua immagine cerimoniale. Ralph Lauren ha presentato uniformi che sembrano uscire da un catalogo di eleganza sportiva: cappotti di lana bianca con dettagli heritage, dolcevita con la bandiera intarsiata e pantaloni sartoriali per l’inaugurazione; piumini color-block e maglioni in lana robusta per la chiusura.

Due anni di lavoro per l’eleganza perfetta

Il processo creativo è durato oltre due anni per fondere la heritage americana con un’estetica senza tempo, capace di incarnare l’orgoglio nazionale senza cadere nelle caricature patriottiche. La collezione si traduce anche in una linea lifestyle disponibile per il pubblico, permettendo di portare l’energia olimpica nella vita quotidiana.

Goyol Cashmer per Team Mongolia è la divisa che incanta

La Mongolia lo rifà. Dopo aver incantato il mondo alle Olimpiadi di Parigi, il team mongolo torna sulla scena internazionale con divise che sono molto più di un’uniforme sportiva: sono un manifesto culturale. Il Comitato olimpico mongolo si affida ancora a Goyol Cashmere, maison simbolo dell’artigianato locale, che firma capi in puro cashmere ispirati all’abbigliamento tradizionale. Linee pulite, colori profondi, dettagli ricamati che richiamano la storia e l’identità nomade del Paese trasformano l’ingresso degli atleti in una vera sfilata di eleganza consapevole. Non c’è ostentazione, ma una forza silenziosa: quella di una moda che parla di radici, di territorio e di rispetto per i materiali. Un modo raffinato per ricordare che anche alle Olimpiadi lo stile può essere racconto, memoria, appartenenza.

Il Team Norvegia e la rivisitazione del “vintage”

La Norvegia guarda al futuro partendo dal proprio passato olimpico. Le divise rileggono in chiave contemporanea uno dei simboli più iconici dello sport nordico: il maglione indossato dalla squadra norvegese alle Olimpiadi di Cortina d’Ampezzo del 1956. Un capo entrato nell’immaginario collettivo che oggi torna con materiali aggiornati, proporzioni più moderne e una palette cromatica fedele all’originale, ma alleggerita. Il risultato è un equilibrio riuscito tra nostalgia e innovazione, tra memoria sportiva e funzionalità contemporanea. Un omaggio sobrio ma potentissimo a una storia olimpica che non ha bisogno di effetti speciali per farsi notare: basta un maglione, e tutto torna.

Haiti: quando la divisa diventa manifesto

Dalle montagne dei Caraibi alle Dolomiti, Haiti arriva a Milano-Cortina 2026 con due atleti, Richi Viano e Stevenson Savart, e una storia da raccontare. Le loro divise non cercano applausi estetici: sono un atto politico, una dichiarazione di esistenza. Realizzate in Italia dall’ex campione di sci Pietro Vitalini e disegnate dalla stilista Stella Jean, sono le uniche uniformi dipinte a mano dell’intera competizione, ispirate all’arte visionaria di Edouard Duval-Carrié. Ogni pennellata racconta una nazione che rifiuta di sparire, ogni colore è un grido di resistenza. Non è moda, è sopravvivenza resa visibile. E sulle piste olimpiche, questa visibilità vale quanto una medaglia.

Lululemon porta il Canada tra funzione e futuro

La collaborazione tra Team Canada e Lululemon arriva alla terza edizione con una collezione dall’estetica funzionale e futuristica. Spicca il gilet trapuntato oversize decorato dalla simbolica foglia d’acero rossa per la cerimonia di apertura, mentre il piumino con la stampa topografica del paesaggio canadese è pensato per la salita sul podio. Per la chiusura, un look nelle nuances del blu e del verde ispirato alle acque artiche del Nord. Il brand ha voluto rendere questa collezione la migliore di sempre coinvolgendo il feedback diretto degli atleti.

Li-Ning riporta la Cina alle origini

Per il ciclo olimpico 2025–2028, Li-Ning torna ufficialmente a vestire la delegazione cinese dopo aver equipaggiato il team nazionale tra il 1992 e il 2004. Rosso e bianco sono i colori principali della collezione, che combina tecnologia sportiva professionale ed estetica orientale, con fili dorati nelle rifiniture. Impossibile non menzionare la sua ultima sfilata alla Milano Fashion Week Uomo ispirata agli sport invernali: un preludio ai Giochi tra parka Gorpcore, neve che cade dal cielo e Jackie Chan in prima fila.

Moncler porta il Brasile sulle Alpi

Moncler, simbolo dell’outerwear alpino di lusso, torna ai Giochi come sponsor tecnico ufficiale del Comitato Olimpico Brasiliano. La maison porta la sua expertise in un guardaroba che riflette il suo DNA: performance estrema e presenza estetica. Le giacche reversibili – con una faccia trapuntata dal taglio sportivo e l’altra in shearling più lussuoso – incarnano una dualità perfetta per l’ambiente montano.

Francia in blu con Le Coq Sportif

La squadra transalpina sceglie un approccio diverso ma altrettanto raffinato affidandosi a Le Coq Sportif. Pantaloni navy con la bandiera francese lungo la gamba e dettagli attenti alla silhouette uniscono l’eleganza alla praticità sportiva. Un’identità visiva discreta, immediatamente riconoscibile, perfetta per atleti che alternano performance ad après-ski.

Adidas veste la Gran Bretagna con un tocco di rosa

Adidas si conferma uno dei protagonisti assoluti del panorama olimpico. Nella sua parata di collezioni spicca quella per il team GB, che rilegge l’immaginario britannico attraverso i colori dell’Union Jack applicati a giacche, body, pantaloni da sci e felpe con cappuccio. A sorprendere è l’introduzione di un accento rosa che compare soprattutto negli accessori, come i berretti color zucchero filato ricamati dalle sigle ufficiali nella nuance del rosso.

Lutha racconta la Lapponia finlandese

Dal 2017 la squadra finlandese è vestita dalla Luhta Sportswear Company, che l’accompagnerà anche a Milano-Cortina 2026 con un guardaroba interamente ispirato alle atmosfere della Lapponia: sfumature di blu, chiarori crepuscolari, richiami alla natura artica per un risultato dal design quasi paesaggistico. Accanto alla componente estetica, grande attenzione è stata riservata alla sostenibilità dei materiali, riciclati e certificati, per coniugare economia circolare, funzionalità e versatilità.

OCHSNER SPORT e le tracce sulla neve svizzera

Le tute del team svizzero portano la firma di OCHSNER SPORT, partner premium dal 2015. Il concept delle silhouette si ispira poeticamente alle tracce lasciate sulla neve e sul ghiaccio, diventando metafora degli allenamenti, dei sacrifici e del percorso personale di ogni atleta. Il richiamo al movimento, al progresso e all’individualità vive nelle linee fluide dei capi, mentre la palette cromatica rosso-bianca rende omaggio all’identità svizzera.

AlphaTauri porta l’Austria tra precisione e performance

Già noto per il suo approccio innovativo alla moda tecnica, il brand austriaco AlphaTauri fornisce l’abbigliamento termico ufficiale al Team Austria. La collezione mescola funzionalità ad alte prestazioni e design sofisticato, ispirandosi alla bellezza dei paesaggi alpini austriaci. Chiusure termiche avanzate, sistemi di stratificazione modulari e materiali resistenti alle intemperie assicurano agli atleti il perfetto outfit per affrontare le condizioni in continua evoluzione degli sport invernali. La collezione è stata sviluppata con il contributo diretto degli atleti, tra cui il campione di snowboard Benny Karl, medaglia d’oro a Pechino 2022.

Uniqlo veste la Svezia con minimalismo funzionale

Uniqlo e il Team Svezia continuano il loro sodalizio con una collezione che fa del “meno è più” il proprio manifesto. I colori nazionali – blu e giallo – vengono reinterpretati in versioni tenui e mat, lontane da qualsiasi eccesso visivo. Ma sotto questa apparente semplicità si nasconde un arsenale tecnologico: piumini leggerissimi, rivestimenti interni HEATTECH e barriere anti-vento nate dai laboratori di ricerca del brand giapponese. Il risultato è una divisa che libera la mente dell’atleta da qualsiasi distrazione estetica, permettendogli di concentrarsi solo sulla performance. È funzionalismo puro applicato allo sport.

Milano diventa vetrina del LifeWear

Tra il 9 e il 22 febbraio, via San Gregorio 46 ospita la Sweden Arena con un corner esclusivo per la collezione UNIQLO × Sweden Athlete, dove i supporter possono portare a casa un pezzo di spirito scandinavo. Ma Uniqlo invade tutta Milano: alla Stazione Centrale un grande takeover celebra la tecnologia HEATTECH, mentre in Piazza Cordusio il flagship diventa scenario di un’installazione che spiega la scienza del calore applicata al tessuto. Chi cerca il ricordo perfetto trova nel servizio RE.UNIQLO Studio la possibilità di personalizzare qualsiasi capo con ricami dedicati agli sport invernali.

Nuova Zelanda e la circolarità firmata Kathmandu

Kathmandu firma per il Team New Zealand una divisa che mette la sostenibilità al centro di tutto. La collezione utilizza plastiche recuperate dagli oceani e imbottiture completamente biodegradabili, in perfetta sintonia con il legame profondo che i Kiwi hanno con la loro terra. L’estetica è sobria ed elegante: la Silver Fern nazionale emerge su uno sfondo nero totale, senza fronzoli. Ma è nella funzionalità che questa divisa stupisce, grazie al sistema Adapt che consente agli atleti di regolare l’isolamento termico delle giacche secondo le necessità. Minimalista all’esterno, avanzatissima all’interno: il perfetto ritratto dello spirito neozelandese tra determinazione e rispetto ambientale.

Islanda e il gorpcore del Nord Atlantico

66°North veste l’Islanda con una divisa che sembra forgiata direttamente tra i ghiacciai e i vulcani del Nord Atlantico. Il design è spartano, concentrato sull’essenziale, costruito con GORE-TEX Pro e imbottiture eco-compatibili che non temono le temperature estreme delle piste italiane. I colori raccontano il paesaggio islandese: nero carbone, grigio ardesia e quel blu ghiaccio che toglie il fiato. È l’estetica gorpcore nella sua espressione più pura, dove le forme solide e precise dimostrano che il miglior equipaggiamento olimpico nasce dall’esperienza nei territori più ostili della Terra.

I protagonisti dietro le quinte

L’attenzione non si ferma agli atleti. Oltre 25.000 volontari e membri dello staff vestiranno le divise ufficiali firmate da Salomon, pensate per adattarsi alle diverse condizioni climatiche delle sedi di gara e per conferire anche ai gesti quotidiani quel senso di appartenenza collettiva che solo l’estetica può raccontare.

Marchi come Nike e Prada sono pronti ad accendere i riflettori con capsule e collaborazioni che estendono l’estetica olimpica anche fuori dal villaggio, trasformando il guardaroba sportivo in una fashion statement che va oltre i Giochi stessi.

Divise che entrano nella storia

La moda alle Olimpiadi non è un accessorio, è parte del racconto. Come dimostra la storia delle divise olimpiche – dalle eccentriche tute “Swiss Ski Cheese” agli outfit straordinari di Katarina Witt – c’è sempre un messaggio racchiuso nei tessuti, nei colori e nei tagli. La pulizia formale dei kit del 2026 non è solo scelta stilistica, è una dichiarazione di purezza visiva.

Il guardaroba che resta nella memoria

Mentre a Milano e Cortina fervono i preparativi per l’apertura, quel che indosseranno gli atleti sul ghiaccio e sulle piste racconta anche il modo in cui lo sport sta dialogando con il nostro modo di vestire. Perché l’Olimpiade è fatta di corse e salti, ma anche di immagini che restano nella memoria collettiva. E in quella memoria, il guardaroba di Milano-Cortina 2026 ha già trovato il suo posto.