Nell’infinito scorrimento dei social a volte succede qualcosa di insolito. A diventare virale non è l’ennesimo prodotto beauty o quel capo imperdibile che su Vinted sparisce nel giro di poche ore: è un libro. Effettivamente negli ultimi tempi anche i libri sono tornati in auge sui social, ma questa volta il volume è insolito, perché non è una storia né una raccolta di poesie. Pubblicato per la prima volta nel 1933, A Dictionary of Color Combinations è il piccolo repertorio cromatico firmato dal giapponese Sanzo Wada che è tornato magicamente a bussare alle porte della contemporaneità.

Una pioggia di spunti da cogliere al volo

Ma cosa rende così speciale questo scrigno-volume? Non soltanto le sue pagine essenziali, con rettangoli colorati accostati gli uni agli altri, ma l’enorme quantità di idee che riescono a suggerire. Nato come strumento di consultazione per chi lavorava con il colore, oggi il libro di Wada può diventare una fonte d’ispirazione per l’arte, il design e, perché no, il nostro guardaroba. E quest’ultimo aspetto, guardando i tempi odierni, appare calzante (termine non casuale): interrogarci su quali colori ci stiano bene non è mai stato così liberatorio.

Dall’armocromia all’armadio: come giocare con le palette di Wada

Nell’era del “tu che stagione sei?”, in cui cerchiamo di capire se siamo Inverno, Estate, Primavera o Autunno e quali sfumature valorizzano il nostro incarnato, A Dictionary of Color Combinations propone un approccio diverso. Il libricino di Sanzo Wada non ci dice quali colori dovremmo indossare (il libro, lo vedremo dopo, non è nato per la moda), ma ci mostra come questi possano dialogare tra loro. È un invito a mettere da parte, almeno per un tempo ristretto, le regole e a lasciarci incuriosire da accostamenti che non avremmo mai preso in considerazione.

Il bello è che usarlo è semplicissimo

Si può aprire il libro a caso, scegliere una palette e provare a tradurla in un outfit. Oppure, si può fare il percorso inverso, partendo da un capo che abbiamo già nell’armadio: immaginiamo, per esempio, di cominciare da un maglione color turchese (sì, quello che non abbiamo mai capito come abbinare). Basta cercare la tonalità che più si avvicina a quella del nostro capo (si va in fondo al volume), leggere i numeri scritti vicino e andare tra le pagine a scovare tutte le volte in cui il turchese compare. Il risultato? Scopriremo che sta benissimo con il grigio e il verde scuro. E il foulard color senape che non mettiamo da anni? Da accostare al blu e al rosso non troppo rosso: la combinazione stupisce sempre. Et voilà: giocare coi colori è davvero possibile.

Sanzo Wada: l’uomo che vedeva il mondo a colori

Prima che le sue palette conquistassero i social, Sanzo Wada (1883-1967) aveva già fatto del colore una vera e propria ricerca. Pittore, insegnante, costumista e studioso, non si limitava a chiedersi quali tonalità fossero belle insieme: voleva esplorare come combinarle nei diversi linguaggi creativi. Nel 1927 fondò la Japan Standard Color Association, oggi Japan Color Research Institute, e nel 1955 vinse persino un Oscar per i costumi del film Gate of Hell. Insomma, uno che di colori se ne intendeva ben prima che diventassero protagonisti dei nostri feed.

Molto più di un manuale per vestirsi

È da questa ricerca che nasce A Dictionary of Color Combinations, oggi disponibile in due piccoli volumi. Il primo raccoglie 348 combinazioni di due, tre e quattro colori; il secondo ne aggiunge 237, ispirate alle stagioni giapponesi, alla moda, agli interni e alla grafica del primo Novecento. Tra kimono, tessuti, oggetti e campioni cromatici rimovibili (i rettangoli si possono ritagliare), il libro di Wada è molto più di un “manuale per vestirsi”: è un viaggio nella cultura visiva che ci insegna a guardare i colori con occhi nuovi e a trovare ispirazione anche per il prossimo outfit. Tutto a portata di pagina e senza regole: è il bello dell’improvvisazione, che alla fine funziona (quasi) sempre.

Se lo dice la natura, perché non provarci?

È incredibile come a volte le ispirazioni arrivino sotto forma di coincidenze temporali: forse è l’algoritmo che gioca con la nostra attenzione o forse è perché, in fin dei conti, i colori sono ovunque e si parlano tra loro, oltre che parlare con noi. Fiori, radici, piumaggi, tramonti, riflessi sull’acqua, frutta e persino verdura sono diventate (o lo sono sempre state) palette d’ispirazione dentro e fuori dai social. Se la natura abbina rosa e verde, perché non provarci anche con i vestiti?

È un po’ l’invito che ci fa Sanzo Wada. Ossia quello di uscire dagli abbinamenti di sempre, sperimentare e magari scoprire che quel colore che abbiamo sempre evitato sta benissimo con quel maglioncino che da anni è ospite dell’armadio. Dopotutto, almeno ogni tanto, possiamo osare: male che vada, si cambia outfit.