Se il vostro Pinterest (come il mio) è pieno di montagne innevate, stivali da yeti, capispalla shearling, paraorecchie griffati e morbidi piumini, allora probabilmente state sognando di partire per la settimana bianca. O, forse, almeno le più sportive tra noi, seguiranno le Olimpiadi Milano-Cortina (dal 6 al 22 febbraio), immaginandosi a incitare gli atleti in gara. Ma sempre nel modo più stiloso possibile.
Après-ski: una filosofia fatta look
Dal canto mio, mi vedo rannicchiata in una baita di legno con una tazza di cioccolata calda tra le mani, la neve candida che cade fuori e il guardaroba après-ski più fantastico in circolazione. È il tipo di fantasia che ti fa venire voglia di prenotare subito un viaggio a Courmayer o addirittura ad Aspen… anche se quest’anno la cosa più vicina a una pista da sci che qualcuna di noi vedrà sarà la salita del tapis roulant. Non buttiamoci giù: di questi sogni possiamo salvare e portare con noi in città una parte rilevante, ovvero i look. Infatti lo skiwear ormai da anni si sfoggia come abbigliamento urban. Insomma, niente settimana bianca, ma un look che porta in alta quota ovunque ci trioviamo, why not?

Partiamo dalla base: cos’è l’après-ski? I francesi hanno coniato questa espressione – che significa semplicemente «dopo lo sci»– che poi è stata investita di una connotazione prettamente estetica. Il mondo della moda lo ha capito anni fa: sciare è del tutto facoltativo. Così, da qualche parte sopra i 1.800 metri, di solito tra le 16:00 e mezzanotte, e quasi sempre con lo sfondo di un camino, si annida un certo tipo di glamour da montagna. Quello spazio temporale, dopo aver conquistato le piste da sci (o, come dicevamo, dopo averle evitate strategicamente), in cui l’attività sportiva lascia il posto a qualcosa di molto più cool.
I look après-ski, oltre il solito abbigliamento invernale
In altre parole, si tratta meno di sport e più di apparire al meglio stando comodi e, chiaramente, caldi. Il look? Richiede solo di sapere cosa lo rende speciale, ovvero l’equilibrio tra avventura sportiva e lussuosa quiete. Questa qualità narrativa è ciò che distingue l’après-ski dal solito abbigliamento invernale. C’è una storia intrinseca. Non chiamatela solo moda.

La parte migliore? Come dicevamo, non serve prenotare una settimana bianca o averla già pianificata in agenda per sfoggiare questa tipologia di look. Questi outfit oggi sono così eleganti e a prova di gelo che sono perfetti per l’abbigliamento di tutti i giorni. Caffè al volo, giornate in ufficio, programmi per il weekend, appuntamenti: l‘estetica da montagna si adatta a ogni occasione, oltre la montagna.
Après-ski, gli essenziali
Ed ecco su cosa puntare per ricreare in città l’estetica après-ski.

Prima di tutto, il maglione a motivi Fair Isle, dense fasce geometriche di origine scozzese, che sembra una storia raccontata in lana piena di fiocchi di neve, renne, geometrie nordiche astratte, il tutto in colori che praticamente profumano di fumo di legna.

I maglioni vintage aggiungono un tocco più casual e giocoso. Righe audaci, loghi retrò, color-block che si fanno notare. Questi capi richiamano la cultura sciistica degli anni ’70 e ’80, quando spalle importanti e scelte cromatiche ambiziose non erano certo un problema.

I piumini imbottiti, che sopra un maglione vistoso, aggiungono una dimensione sportiva, a ricordare che questo look è nato dalla vita all’aria aperta. Evitate il nero; optate per il bordeaux, il verde bosco o il cioccolato fondente.

I giubbini in pelliccia sintetica potrebbero essere l’arma più spettacolare in questo caso. Color crema o marrone fulvo, corto, e all’improvviso qualsiasi outfit diventa cinematografico. Perfetti sopra un maglione spesso o un abito da sera. Insomma, sopra qualsiasi cosa.

Pantaloni comodi, eleganti e lineari: leggings aderenti, jogger in nero, bordeaux, verde bosco o crema. Il messaggio è chiaro: qualcosa di sportivo è già successo prima, e ora il relax è ufficialmente iniziato.

I toni neutri costituiscono la base: panna, avena, cammello, cioccolato. Lana non tinta. Marshmallow che si dissolvono nel cacao. Luce che filtra attraverso il vetro ghiacciato.
Dunque, dire che potete indossare tutto questo anche quando non siete circondate dalle Dolomiti, ci sembra oltre modo superfluo. Bevete la vostra cioccolata calda e, poi attaccate.