Ogni storia d’amore è diversa. È forse per questo che la fede nuziale conserva un fascino misterioso che altri gioielli, anche quando di caratura più elevata, non sempre possiedono. Quel cerchio sull’anulare sinistro, simbolo di fedeltà e amore eterno fin dai tempi degli antichi Egizi, racconta al mondo il tuo stato civile e nel suo perimetro nasconde promesse, gioie e dolori di una vita a due.
Unoaerre compie 100 anni
Non tutti sanno che più del 70% del mercato italiano delle fedi ha origine in Toscana, ad Arezzo, dove Unoaerre, manifattura orafa made in Italy che compie 100 anni proprio nel 2026, produce oltre 300.000 anelli nuziali all’anno. Era il 1926 quando Carlo Zucchi e Leopoldo Gori fondarono insieme l’azienda. La prima sede fu in Via di Seteria, a due passi da uno dei simboli del centro storico aretino, Piazza Grande. Oggi, invece, il quartier generale si trova alle porte della città, a San Zeno. Qui si crea e si produce. Sempre qui si può andare per scegliere il proprio gioiello o per conoscere la storia centenaria di Unoaerre custodita nel museo (che si visita su prenotazione attraverso il sito www.unoaerre.it).

Il ruolo chiave degli anni ’30: la campagna “Oro alla Patria”
Per capire perché le fedi nuziali siano il corpo fondante del Dna del brand, bisogna fare un salto negli anni ’30, quando, a causa delle sanzioni al nostro Paese a seguito dell’invasione dell’Etiopia, l’oro divenne sempre più prezioso. «Con la cosiddetta campagna “Oro alla Patria” del 1935, i cittadini furono invitati a donare le loro fedi auree al governo. In cambio, ne ricevevano in ferro e platinite. È in questa produzione che si specializzarono Gori e Zucchi, per poi tornare ai gioielli nuziali in oro nel Dopoguerra» racconta Alessandro Bruni, direttore commerciale di Unoaerre. Il primato è testimoniato dal nome stesso del marchio. «Sempre negli anni ’30 un decreto regio stabilì che ogni azienda orafa avesse un proprio punzone. Si tratta di un codice progressivo composto da un numero e la sigla della provincia, per garantire la tracciabilità dei manufatti e la qualità dell’oro».
Quindi è facile intuire che quella di Arezzo, che attualmente distribuisce in oltre 40 Paesi nel mondo, sia la prima grande manifattura orafa italiana. Dai monili, passando per le fedi, la produzione di gioielli si è poi ampliata grazie alla specializzazione in altre lavorazioni, come le iconiche catene o i ciondoli a forma di mina che, creati negli anni ’50 per stigmatizzare la guerra da poco finita, sono stati rilanciati anche nelle collezioni più recenti.
Che fedi nuziale scelgono gli italiani?
Nonostante la varietà in fatto di materiali e lavorazioni, chi sceglie i gioielli del brand aretino ha le idee molto chiare. «Gli anelli in bronzo o argento, minimal o vistosi, sono i prodotti più venduti. In tema di fedi, è curioso che, sebbene ne produciamo di varie tipologie, con o senza diamanti, quelle più scelte sono le classiche 5 grammi in oro giallo. Sembra che gli italiani siano molto legati alla tradizione» spiega Maria Cristina Squarcialupi, presidente dell’azienda. Forse perché agli anelli nuziali che, si suppone, saranno indossati quotidianamente e per tutta la vita, si chiede discrezione? Difficile dirlo con sicurezza. Quel che è certo è che, se affidabilità e qualità sono la bandiera di Unoaerre, le sfide odierne sono arginare il prezzo oscillante della materia prima e stare al passo con i tempi galoppanti della moda (in questo aiutano le quattro collezioni annuali di fashion jewellery).

Unoaerre, la vetrina di Arezzo nel mondo
E poi c’è il legame col territorio. «Supportiamo la città con varie iniziative culturali. Con la mostra in occasione dei 450 anni dalla nascita di Giorgio Vasari, terminata lo scorso marzo, da Firenze siamo riusciti a far tornare per qualche mese la statua della Chimera ad Arezzo. E abbiamo aperto le porte dell’azienda alle famiglie dei nostri dipendenti per far conoscere loro il mestiere dei propri cari. Perché Unoaerre è la vetrina aretina nel mondo». Lo sarà anche in un anno di festeggiamenti diffusi per il centenario. Del resto, lo insegnano i migliori matrimoni: il segreto di un amore longevo è ricordare le proprie radici.